Phantastika di Lewin

Messon on-line il seguente testo italiano in tre volumi sulle droghe:

The following Italian text in three volumes about drugs is now on-line:

LEWIN LEWIS, 1981, Phantastika. 1. Euforizzanti: oppio, morfina, eroina e cocaina, Savelli Editori, Milano, 110 + XVI pp.

LEWIN LEWIS, 1981, Phantastika. 2. Allucinogeni: peyotl, alcool, ipnotici, Savelli Editori, Milano, 148 pp.

LEWIN LEWIS, 1981, Phantastika. 3. Eccitanti: lawa, betel, kat, mate, paricà, tabacco, Savelli Editori, Milano, 160 pp.

Dall’edizione originale tedesca del 1924. La casa editrice Savelli ne pubblicò nel 1981 una versione anastatica, ripartita in tre volumi, seguendo la classificazione delle droghe in Euforizzanti (vol. I), Allucinogeni (vol. II), Eccitanti (vol. III), come proposta dall’Autore. Lewin, farmacologo e tossicologo berlinese, scrisse questo trattato su tutte le droghe allora conosciute durante la parte finale della sua vita, raccogliendo l’enorme massa d’informazioni che aveva acquisito in quarant’anni di ricerche condotte sul rapporto dell’uomo con le droghe. Lewin è considerato a buona ragione fra i più preziosi pionieri del campo di ricerca multidisciplinare delle droghe e nel suo Phantastika si possono ancora leggere pagine d’eccezionale vitalità e attualità. Durante il periodo fra le due guerre, non è un fatto frequente incontrare aperte critiche al proibizionismo, come quella che Lewin rivolge trattando del kawa, la bevanda inebriante delle isole dell’Oceano Pacifico: “La crociata violenta, che i missionari presbiteriani hanno condotto contro la kawa non è giustificata in alcun modo; essa ha rivelato in gran misura l’assenza di intelligenza dei missionari, che certamente nel vecchio tempo se la sono presa con molti altri usi locali. Ragione, velati il volto!” (p. 265). Verso la fine degli anni ‘80, sono state pubblicate altre edizioni anastatiche dell’edizione italiana del 1928. Pessima l’idea, proposta dalla casa editrice Brancato, di inserire nell’ultima di copertina della sua edizione del 1987 la triste immagine di una siringa sottoposta a una croce di cancellazione, con il rischio di far apparire un testo sulla fenomenologia delle droghe di indubbio valore storico-scientifico come un banale testo sul problema delle tossicodipendenze.

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