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La storia di Kokonangonda
The Kokonangonda’s story
Questa versione del mito d’origine del Buiti è stata raccolta presso i Fang del Gabon:
Il villaggio di Muma, quale era? Era a Kokonangonda. Il marito di Muma era morto. Si chiamava Kambi. Era durante la stagione secca. Il suo secondo marito le disse: “Andiamo a pescare!” Partirono dunque per la boscaglia, dove trovarono il fiume Tambi na Puya. Pescarono, pescarono, e non trovarono nulla. Il marito, come gli altri che erano con Muma, dissero: “Si ritorna al villaggio!” Ella disse: “No, non ho trovato nulla! Siccome non ho trovato nulla voglio restare!” Le venne detto: “Come una povera donna come te vuole restare tutta sola nel bosco? Perché?” Ella rispose: “No, ho ugualmente voglia di restare nel bosco!” La gente partì, lei rimase.
Nel risalire il fiume la donna vide un siluro bianco. “Questo sale, ecco un pesce che parte!” Il pesce si infilò in un grande foro. La donna preparò uno sbarramento e si mise a vuotare l’acqua. Svuotò l’acqua, svuotò e infine svuotò tutta l’acqua. Quindi mise un pezzo di legno nel buco. Venne mossingui (una genetta). Muma lo catturò con la rete, un fatto che ha lasciato delle tracce sulla sua pelle. Poi lo cacciò. Vide nuovamente il siluro e mise il pezzo di legno nel buco. Finalmente lo catturò e gli tagliò la testa. Il sangue del siluro zampillò sulla donna. Subito la donna iniziò ad avere le sue regole.
Ella frugò ancora, frugò e tutta sorpresa trovò un cranio umano. Rimise la mano nel buco e ne estrasse l’osso della gamba. Era a Kokonangonda, che era abitata dalla gente invisibile. Muma mise di nuovo la mano nel foro ed estrasse la colonna vertebrale. In quel momento furono chiamati Ndondo e Mobay-Bay. Questi le chiesero cosa ci facesse lì a Kokonangonda, in quella roccia. Lei spiegò che era venuta lì per pescare con le altre, ma queste l’avevano lasciata ed erano tornate al villaggio. Nello stesso momento lei udì una voce: “Vedi quel legno? Prendilo”. Lei sradicò anche il fungo che si chiama duna. Questo fungo servì come primo piatto per mangiare l’iboga. Lei prese l’iboga, l’arbusto indicato dagli spiriti, dalla roccia di Kokonangonda. La scortecciò, scortecciò e la mangiò. Mangiò, mangiò e mangiò l’iboga, mangiò l’iboga. La gente di Kokonangonda le mise in seguito l’ebama negli occhi [un collirio]. Subito ella vide suo marito morto. Un tempo il nostro Creatore era così con noi. Ella udì la cetra. Quando lei suona, è nostro Creatore che parla.
Ndondo e Mobay-Bay partirono con Banjoku verso il villaggio. Dietro alla piantagione fu costruita una casetta dove furono depositate le ossa. Banjoku frequentò spesso queste ossa portando loro del cibo. La gente si domandava cosa facesse con quel cibo. Un giorno un uomo la seguì. Udì solamente: “Muma, Muma, Muma…”. Quando guardò dietro, vide la donna che la voce chiamava Muma e il cui vero nome era Dissumba ya mona na bata mogona zuma Muma angabiga wo Tmambi na Puya na Yanda ne mawongo.
In quel momento la voce chiese a Muma: “Chi hai portato con te?” Muma guardò indietro e vide suo marito. “Cosa fai tu qui?”, gli chiese. Allora la gente di Kokonangonda lo catturò e lo obbligò a mangiare l’iboga. Fu messo nel corps de garde e Muma gli diede l’iboga. Muma gli diede anche il mongongo, perché non esisteva ancora la cetra. Si suonò con il mongongo e si mangiò l’iboga, si suonò col mongongo e si mangiò l’iboga. Egli quindi vide ed esclamò:”Oh, è così?” Dopo di che la voce gli disse: “Dacci ora l’okandzo, il regalo! Tu sei venuto a mangiare l’iboga, dacci l’okandzo!” Egli donò il suo fucile, ma gli spiriti rifiutarono dicendo che non avevano bisogno di fucili. Egli offrì allora il perizoma, ma anche questo fu rifiutato. Il marito allora disse: Ecco la mia donna per te!” La donna esclamò: “Come, tu mi offri come regalo, io che per primo ho mangiato l’iboga?” La donna fu catturata. Prima di morire disse: “Poiché tu mi hai uccisa, tu potrai così fare una grande ricchezza nel tuo corps de garde a causa della mia morte”. La donna fu catturata e sgozzata e fu mangiata. E’ per questo che si dice di Buiti che mangia gli uomini. Dopo la morte Bandjoku è divenuta la prima arpa.
Da: Stanisƚaw Świderski, 1980, Essai d’interpretation structurale et psychoanalytique du mythe au Gabon, in: AA.VV., Perrenitas. Studi in onore di Angelo Brelich, Edizioni dell’Ateneo, Roma, pp. 521-539, pp. 5526-527.
Si vedano anche: