Allucinogeni – LSD

Hallucinogens – LSD

bibit

BIBLIOGRAFIA ITALIANA COMMENTATA SU ALLUCINOGENI E CANNABIS

ITALIAN ANNOTATED BIBLIOGRAPHY ON HALLUCINOGENS AND CANNABIS

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lsdL’LSD, dietilammide dell’acido lisergico, è l’allucinogeno più noto presso le culture occidentali americane ed europee. Scoperto negli anni ’40 da Albert Hofmann, la sua molecola è stata sintetizzata a partire dagli alcaloidi della segale cornuta o ergot, per il quale rimandiamo alla specifica sezione bibliografica. Diversi studi farmacologici, psichiatrici e psicoanalitici con l’LSD sono presenti anche nelle sezioni Studi farmacologici e Studi psichiatrici e psicoanalitici di questa bibliografia.

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ALEMÀ G., 1952, Allucinazioni da LSD in cieco senza bulbi oculari, Rivista Neurologica, vol. 22, pp. 720-731.
L’Autore somministra una dose di 50 gamma di LSD a un suo paziente volontario, cieco per enucleazione dei bulbi oculari; questi esperimenta allucinazioni ‘visive’ cromatiche di diversa natura. Dal risultato dell’esperienza l’autore deduce che le allucinazioni visive da LSD in soggetti senza bulbi oculari, in cui esista un’attività mentale e visiva e un complesso periferico di esteriorizzazione ancora relativamente efficiente, si verificano in analogia a quelle osservate con mescalina nello stesso tipo di soggetti. Tali risultati contribuirebbero a comprovare il concetto che alla base del fenomeno allucinatorio vi sia un doppio meccanismo, centrale ‘formativo’ e periferico ‘esteriorizzativo’.

ALEMÁ G. & G. DONINI, 1956, Sugli effetti della intossicazione sperimentale con Dietilamide dell’acido lisergico in due casi di anosognosia visiva, Rivista Sperimentale di Freniatria, vol. 80, pp. 943-952.
A due pazienti divenuti ciechi per danni cerebrali e affetti da allucinazioni e anosognosia (non riconoscono la loro cecità), viene somministrata una bassa dose di LSD (25 e 50 mcg). Viene osservato nel corso del plateau lisergico un aumento sia delle allucinazioni che dell’anosognosia, e viene supportata l’ipotesi, allora in voga, che l’anosognosia visiva è un fenomeno associato direttamente alla percezioni delle allucinazioni visive.

BALBI R., L. COVELLO & S. PIRO, 1959, Analisi logica e semantica del linguaggio nelle psicosi da monoetilamide dell’acido lisergico (LAE 32), Acta Neurologica, vol. 14, pp. 885-902.
Gli Autori, della Clinica delle Malattie del Sistema Nervoso dell’Università di Napoli, hanno sottoposto 15 soggetti, che non presentavano alterazioni psichiche della personalità, all’azione dell’LSD, in dosi massiccie di 500 gamma, per via intramuscolare. I soggetti sono stati sottoposti a un test di adeguazione semantica (test di Piro) e al test di Morf per lo studio delle relazioni fra logica e linguaggio. Al primo test si sono avuti risultati che indicano una certa perturbazione dei processi che regolano l’adeguazione del simbolo al significato (fenomeni di aumento dell’alone semantico; dispersione semantica). Il test di Morf non ha dato risultati patologici. Gli Autori concludono ipotizzando che i processi mentali che sottostanno al meccanismo logico siano più rigidi e meno vulnerabili di quelli che sottostanno alle relazioni semantiche.

BERNARDI LUIGI & ONOFRIO GOFFREDO, 1964, Derivati dell’ergolina. II. Preparazione della D.diidroisolisergamide II e della D.diidrolisergamide II, Gazzetta Chimica Italiana, 94: 947-954.
BERNARDI LUIGI, ONOFRIO GOFFREDO & BIANCA PATELLI, 1964, Derivati dell’ergolina. II. Derivati dell’acido D.diidrolisergico II, Gazzetta Chimica Italiana, vol. 94, pp. 955-960.
BERNARDI LUIGI & WANDA BARBIERI, 1965, Derivati dell’ergolina. VI. Epimerizzazione delle ammidi diidrolisergiche, Gazzetta Chimica Italiana, vol. 95, pp. 375-383.
Alcuni dei rari studi italiani sulla chimica e sulla sintesi di derivati dell’acido lisergico.

BRUNI ANTONIO, 1976-77, LSD. Stato della ricerca e proposta di un approccio metodologico, Tesi C.L. Psicologia, Università degli Studi La Sapienza, Roma, 100 pp.

BUSCAINO A. GIUSEPPE, 1951, Studio quantitativo dello spettro di fluorescenza della dietilamide dell’acido lisergico, La Ricerca Scientifica, vol. 21, pp. 519-525.
Studio intrapreso presso i laboratori dell’Università di Cagliari e volto allo studio della fluorescenza dell’LSD. Questa molecola, quando disciolta in un liquido acquoso e sottoposto a luce ultravioletta, emana una forte fluorescenza di un brillante colore azzurro. Mediante uno spettrofotometro, Buscaino determinò che la fluorescenza si sviluppa fra i 3800 e i 6000 Å, con un picco massimale attorno ai 4460 Å. Egli studiò anche lo spettro di fluorescenza del sangue di un ebefrenico, a cui fu somministrato LSD in dose di 300 mcg, senza tuttavia rilevare differenze prima e dopo la somministrazione del farmaco.

CALLIERI BRUNO, 1955, Un nuovo farmaco psicomimetico: la etilamide dell’acido lisergico, La Clinica Terapeutica, vol. 8, pp. 174-179.
Vengono descritti gli studi stranieri, principalmente quelli svizzeri, sviluppati sul LAE (LSA, amide dell’acido lisergico), e ne viene proposto l’impiego terapeutico in Italia nel trattamento degli schizofrenici.

CARGNELLO DANILO & N. LIKINOVICH, 1958, Lo psicoma da LSD. Gli aspetti psicopatologici dell’intossicazione sperimentale da LSD nei normali, Archivio Psicologia Neurologia Psichiatria, vol. 19: 141; in seguito ripubblicato in: AA.VV., 1962, Le psicosi sperimentali, Milano, Feltrinelli, pp. 61-138.
Presso l’Ospedale Psichiatrico di Sondrio gli autori somministrano in edovena 100 mcg di LSD a 20 soggetti psichicamente normali. Si osservano effetti molto specifici del lisergico, e quelle schizofrenico-simili, quando appaiono, sono tardive e probabile frutto di reazione al quadro specifico.

CISCO ENNIO & PIERLUIGI CORNACCHIA, 1971-72, Rapporto tra il simbolismo e la dietilamide dell’acido lisergico nella produzione grafica, Tesi di Laurea in Sociologia, Istituto Superiore Scienze Sociali, Università degli Studi di Trento, 360 pp.
E’ una interessante tesi universitaria sull’LSD svolta prima della sua messa al bando. Gli autori presentano un cospicuo insieme di opere grafiche e di osservazioni fatte da soggetti volontari sotto l’effetto dell’LSD, analizzandone il simbolismo secondo le interpretazioni della psicanalisi freudiana e della psicologia analitica junghiana. Per alcune notizie biografiche su P. Cornacchia si veda Cornacchia et al., 1980, alla sezione Funghi.

DE CARO DIEGO, 1956, Modificazioni elettroencefalografiche provocate dalla dietilamide dell’acido lisergico (LSD) nell’uomo durante il sonno anestetico. Effetti della LSD associata al somnifen ed al Largactil, Lavori di Neuropsichiatria, vol. 18, pp. 491-514.
DE CARO DIEGO, 1956, Modificazioni elettroencefalografiche provocate dalla LSD 25 nell’uomoActa Neurologica, vol. 11, pp. 144-156.
Presso l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Cagliari, Diego De Caro intraprese studi elettroencefalografici dell’effetto dell’LSD (50-200 mcg) su soggetti normali e malati mentali, e sui medesimi soggetti precedentemente addormentati con Somnifene Largactil, a cui veniva somministrato il lisergico durante il sonno; e anche su soggetti sotto effetto di LSD, durante il cui plateau venivano somministrati i medesimi sonniferi. Egli constatò che nei soggetti addormentati con i sonniferi l’LSD produceva un veloce risveglio, mentre negli individui lisergicizzati i sonniferi non inducevano il sonno; inoltre, l’LSD aboliva il ritmo alfa ed evocava un ritmo beta.

FRANCHI GIANCARLO & MARCELLO FANCIULLACCI, 1969, Un nuovo antiserotoninico di derivazione lisergica nella terapia dell’emicrania, Minerva Medica, vol. 60, pp. 4313-4321.
Gli autori sono stati i primi nel mondo a saggiare derivati dell’acido lisergico nel trattamento delle emicranie, una terapia che ha visto nuovi sviluppi recenti, in particolar modo nel trattamento delle emicranie a grappolo. La sostanza impiegata in questo loro studio è l’FI-6337 o MCE (Sermion della Framitalia), ottenuto come semisintetico dalla Claviceps paspali, e chimicamente definito come 1-Metil-N-carbobenzilossi-diidrolisergamina. Lo studio è stato condotto su 53 pazienti emicranici della Clinica Medica di Firenza. Benefici consistenti sono stati riscontrati in 31 casi.

GAMNA G., B. BONFANTE & E. VILLATA, 1954, Autoesperienze con LSD, Rassegna di Studi Psichiatrici, vol. 43, pp. 979-988.
Gli autori descrivono quattro esperienze personali effettuate con bassi dosaggi di LSD (20-50 μg). Fra le conclusioni risalta la convinzione che la sintomatologia indotta dall’LSD non è assimilabile in alcun modo ai disturbi indotti dalle malattie mentali, negando di fatto il valore psicotomimetico di questo psichedelico.

albert hofmann

HOFMANN ALBERT, 1995, LSD. Il mio bambino difficile, Milano, Urrà, 206 pp. Dall’edizione originale tedesca (svizzera) del 1979. Albert Hofmann è il ‘padre’ dell’LSD, della psilocibina e di diverse scoperte degli anni d’oro della ricerca sugli allucinogeni. Nato a Baden, in Svizzera, l’11 gennaio del 1906, si laureò in chimica all’Università di Zurigo. Dal 1929 al 1971 ha lavorato come ricercatore chimico presso la casa farmaceutica Sandoz di Basilea, nei cui laboratori nel 1943 sintetizzò l’LSD. In seguito a questa scoperta egli diresse il dipartimento di Prodotti Naturali della medesima Sandoz. Attualmente (2002) egli vive in un quieto paesino svizzero e ha tuttora una menta limpida e cristallina, come limpide e cristalline sono le miriadi di molecole ch’egli ha sintetizzato nel corso della sua lunga vita. E’ autore di diversi libri e numerosi articoli specialistici. Con un linguaggio eloquente ma accessibile a tutti, in questo libro egli ripercorre i passi salienti del suo rapporto con l’LSD, questa molecola così ‘turbolenta’ ch’egli definisce “il suo bambino difficile”. Sono riportati i momenti della sua scoperta, quand’egli era un giovane uomo di 37 anni, le descrizioni delle sue esperienze personali fatte con LSD e psilocibina e quelle fatte insieme con amici quali Ernst Jünger (deceduto nel 1997 ad un’età centenaria), il suo contributo sul campo alle ricerche messicane svolte da Wasson ed Heim e all’ipotesi ergotica dei Misteri Eleusini, le sue considerazioni sul rapporto fra misticismo e scienza. Si veda anche: Albert Hofmann, 1994, Nascita dell’LSD, Medicina delle Tossicodipendenze, 2(4): 24-29.

LOEB C., & F. GIBERTI, 1956, Azione della idrossizina cloridrato sulla sintomatologia psicotossica da dietilammide dell’acido lisergico in soggetti umani normali, Bollettino Società Italiana Biologia Sperimentale, vol. 32, pp. 696-698.
E’ stata sperimentata l’azione del cloridrato di idrossizina (UCG 4492) sulle modificazioni psichiche indotte dall’LSD. L’esperienza è stata eseguita su 5 soggetti normali volontari, medici della Clinica Malattie Nervose e Mentali dell’Università di Genova. I risultati osservati permettono di affermare che l’idrossizina riduce notevolmente le modificazioni dell’affettività e del comportamento indotte dall’LSD in soggetti normali.

MAGNINO C., 1967, LSD, Roma, Mediterranee, 94 pp.
Testo superficiale e pieno di errori: il peyote è un fungo, l’oppio sarebbe un allucinogeno, il principio attivo dell’Amanita muscaria è la muscarina (mentre sono acido ibotenico e muscimolo), la kava viene usata in Messico (quando in realtà è una bevanda psicoattiva del Pacifico). L’Autore era un libero docente dell’Università di Roma e la sua ignoranza in materia di droghe è scandalosa (errori del genere non sono presenti nei testi di cultura underground). Alcuni errori sono incomprensibili, appaiono frutto della fantasia dell’autore piuttosto che di una sua errata lettura e interpretazione dei documenti. Ad esempio, riportando alcune formule di unguenti stregonici dell’Europa medievale, vi fa rientrare le foglie di betel, una nota droga asiatica!

MANZINI B e A. SARAVAL, 1960, L’intossicazione sperimentale da LSD e i suoi rapporti con la schizofrenia. Osservazione su due casi di confine tra nevrosi e schizofrenia trattati con somministrazioni ripetute di Lsd, Rivista Sperimentale di Freniatria, vol. 84, pp. 589-618.
La critica italiana più acuta e strutturata al paradigma psicotomimetico fu sviluppata da questi due psichiatri lombardi, i quali, in seguito a esperienze cliniche con l’LSD, dedussero: “non abbiamo mai osservato nei nostri soggetti un quadro che nell’insieme ricordasse la schizofrenia e nemmeno sintomi che, a un’accurata analisi, risultassero di schietta struttura schizofrenica”. I due psichiatri lombardi fanno notare una certa superficialità fra i sostenitori di un’analogia fra schizofrenia ed effetto lisergico nel trascurare l’insieme di condizioni che caratterizzano e definiscono la schizofrenia: disturbo delle associazioni logiche (discordanza), delirio, autismo. Queste condizioni, che si presentano costantemente nella schizofrenia, non si presentano, se non saltuariamente, nelle esperienze lisergiche, che si distinguono per un insieme di elementi, quali i fenomeni dispercettivi e la depersonalizzazione, che sono instabili e vengono spontaneamente criticati dal paziente.

NEWLAND A. CONSTANCE, 1962, L’io dentro di me, Longanesi & C., Milano, 338 pp. Dall’edizione originale inglese del 1962, New York. Libro esposto in forma di romanzo e fiction, che tratta in maniera biografica il caso di un trattamento psicoanalitico di una donna frigida mediante terapia psicolitica con 23 sedute di LSD. Sotto l’aspetto “romanzato” si cela una descrizione terapeutica saggia e interessante, rispecchiante l’uso effettivo che in quei liberi anni dell’LSD venifa fatto negli ambienti della psicoterapia. Oltre al raggiungimento dell’orgasmo, un altra conseguenza di questa terapia fu l’estinzione di un fastidioso tic alla gola. Il testo è arricchito da alcune appendici riguardanti dati e bibliografia sicentifica specialista sull’uso dell’LSD in psicoterapia.

PASCAL E. & G. GAMNA, 1961, Modificazioni di comportamento delle processionarie del pino per effetto della dietilamide dell’acido d lisergico, Annali di Freniatria e Scienze Affini, vol. 74, pp. 576-581.
Gli Autori, degli Ospedali Psichiatrici di Torino, sviluppano un’originale ricerca iniettando ai bruchi noti come processionarie del pino dell’LSD, mentre ad altri bruchi iniettano acqua distillata come controllo. Nei bruchi lisergicizzati viene osservato un disordine senza più rispettare la fila indiana tipica di questi bruchi per un periodo di 4-8 ore. Le conclusioni tratte dagli autori riguardano un effetto “asocializzante” indotto dal lisergico.

SERVADIO EMILIO, 1967, La verità sull’LSD, Rassegna Italiana di Ricerca Psichica, nn. 1-2: 7-20.
SERVADIO EMILIO, 1967, Il mito dell’L.S.D., Pianeta, vol. 16, pp. 71-75.
SERVADIO EMILIO, 1967, “Al di là della coscienza?”. Esperienze con l’LSD, Gazzetta Sanitaria, vol. 38, pp. 490-496.

Emilio Servadio (1904-1995), fondatore, assieme a Musatti e Perrotti, della Società Psicoanalitica Italiana e per molti anni presidente di questa medesima Società, fu un eminente psicoanalista affermato anche all’estero (nell’ambiente internazionale della ricerca enteogenica è noto il testo di R. Cavanna e E. Servadio, 1964, ESP Experiments with L.S.D. and Psilocybin, New York, Parapsychology Foundation). Fra gli italiani e ai tempi in cui l’LSD non era ancora stato dichiarato fuorilegge, egli studiò e utilizzò le sostanze psichedeliche (LSD e psilocibina) nell’ambito della ricerca parapsicologica e della pratica psicoanalitica. Come egli medesimo affermava (in La verità sull’LSD, p. 15): “Non poche personalità del mondo culturale, artistico e scientifico italiano si sono giovate di tali esperienze e ne hanno ricevuto incoraggiamenti e lumi sia nella loro vita di relazione, sia nelle opere compiute successivamente ad esse. Quale psicoanalista didatta, ho consigliato alcuni miei discepoli, particolarmente coloro che si occupavano di gravi malattie mentali, di sperimentare qualche volta su se stessi l’L.S.D. al fine di una maggiore comprensione del mondo psichico dei loro pazienti”. Tra le esperienze personali, sono rimaste celebri le sedute lisergiche che Servadio effettuò con i registi Gillo Pontecorvo e Federico Fellini, per verificare la correlazione tra allucinogeni e processi creativi. Come afferma Pierangelo Garzia, 1995, Emilio Servadio e gli Stati di Coscienza, Eleusis, 1: 11-16, “fu lo stesso Servadio, in varie occasioni, a rivelare che in concomitanza a queste esperienze con LSD Pontecorvo realizzò il film La battaglia di Algeri e Fellini Giulietta degli spiriti“. Si veda anche Nesher, 1995, L’ortensia è, Eleusis, 1:17-21, in cui l’autore (che si firma con uno pseudonimo) descrive la sua personale esperienza con LSD assunto assieme a un noto psicoanalista romano (Servadio), durante gli anni ’60, quando la ricerca psichedelica era ancora permessa. In La verità sull’LSD (p. 20), egli riassumeva in tal modo le sue idee su questa sostanza: “L’LSD è una sostanza estremamente potente, pericolosa, da impiegare con molta cautela, ma capace – se bene adoperata – di portare l’uomo su posizioni più avanzate, sia aiutandolo a superare difficoltà patologiche e conflitti nevrotici, sia ridimensionare per il meglio certe sue importanti, ma forse alquanto fossilizzate, strutture interiori (..) Al punto in cui siamo, l’LSD ci appare un po’ come una sostanza giuntaci da un altro pianeta, da altre dimensioni dell’essere. Dipenderà solo da noi se essa potrà venire ‘integrata’ a livelli degni e superiori, o se sarà accantonata e ‘rimossa’ come qualche cosa di troppo grande, che l’uomo non avrà saputo far suo.” Di Servadio si vedano anche: 1960, L’uomo è alla vigilia di aprire le porte dell’ultrasensibile, L’Europa Letteraria, vol. 4/6, pp. 45-51, e 1961, Michaux, la psilocibina e la conoscenza crudele, L’Europa Letteraria, vol. 11/12, pp. 95-100.

solomonSOLOMON DAVID (cur.), 1967, LSD. La droga che dilata la coscienza, Milano, Feltrinelli, 274 pp.
Dall’edizione inglese del 1964. Indice: Timothy Leary, Introduzione, :17-34; Aldous Huxley, Cultura e individuo, :35-45; Dan Wakefield, Gli allucinogeni: giudizio critico di un cronista, :47-69; Alan Harrington, Un viaggio nello spazio interno, :71-101; Timothy Leary, Come modificare il comportamento, :103-118; Alan Watts, L’esperienza psichedelica: fatto o fantasia?, :119-131; Humphry Osmond, Analisi degli effetti clinici degli agenti psicotomimetici, :133-156; Huston Smith, Droghe e religione, 157-172; William S. Burroughs, Differenze fra droghe sedative e droghe dilatatrici della coscienza, :173-178; James Terrill, La natura dell’esperienza LSD, :179-186; Charles Savage, LSD, alcoolismo e trascendenza, :187-196; Donald D. Jackson, L’LSD e il nuovo inizio, :196-204; Sanford M. Unger, Mescalina, LSD, psilocibina e mutamenti della personalità, :205-235; Roy R. Grinker, La dietilamide dell’acido lisergico, :237-238; Jonathan O. Cole & Martin M. Katz, Una rassegna degli studi sulle droghe psicotomimetiche, :239-248; Erich Kast, Il dolore e l’LSD-25. Una teoria sull’attenzione dell’anticipazione, :249-263; Sanford M. Unger, La bibliografia sull’LSD in psicoterapia, :265-268.

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