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Quest' opera di Giorgio Samorini è concessa in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.







Kava e omosessualità fra i Gebusi
The role of kava in the homosexual relations among the Gebusis of New Guinea
Da: Lebot Vincent, Mark Merlin, Lamont Lindstrom, 1992, Kava. The Pacific Drug, Yale University Press, New Haven & London, pp. 161-164.
Una comunità di una casa-lunga ha invitato della gente dagli insediamenti vicini per festeggiare l’inamidamento del sago e per danzare. Gli eventi del giorno iniziano con la mostra cerimoniale dell’antagonismo fra i diversi gruppi delle lunghe case. Fila di uomini vestiti da guerrieri marciano arcignamente verso il villaggio ospite. Gli organizzatori della festa si affrettano a diffondere la rabbia apparente dei loro ospiti addentando le dita di ciascun visitatore e incalzando ciascuno a fumare grandi pipe di tabacco. In questa maniera essi persuadono eventualmente i loro ospiti armati, ora sotto uno stupore nicotinico, ad abbandonare gli archi e le frecce. La comunità ospitante apre quindi le fornaci di sago e inizia lo scambio di cibo, i dialoghi e la festa.
Quando giunge la sera, gli uomini entrano nelle case e si mettono a preparare il kava. Gli ospitanti hanno raccolto durante il giorno le piante del kava, e hanno polverizzato le radici gridando “yikay” quando, facendo baldoria, le hanno portate nella loro lunga-casa (la costruzione singola, lunga circa 23 metri, dove risiedono tutti i membri della comunità).
A questo punto, ospitanti e ospiti abbandonano l’antagonismo reale o cerimoniale e si siedono in circolo per preparare la bevanda. Alcuni uomini bruciano le foglie di una palma della foresta per produrre della cenere utilizzata per dolcificare il kava. Altri masticano il kava, sputando bocconi di polpa in una ciotola ricavata dalla spata di un’infiorescenza di palma.
Entrambi gli ospitanti e gli ospiti contribuiscono a fornire i bocconi per il cumulo comune di kava masticato. Infine, la cenere di foglie viene mescolata con il kava masticato, che viene quindi diviso fra i servitori in ciotole di spata di noce di cocco. Viene aggiunta acqua, e il kava è spremuto con le mani per ottenere l’infuso della droga.
Gli ospitanti versano con un mestolo il kava in coppe di noce di cocco e le presentano ai visitatori. Un ospite spesso riceve numerose coppe di kava in successione e, sebbene egli possa protestare, non può rifiutare di ingerirle. Solamente quando un bevitore sembra essere vicino a vomitare, gli ospitanti cessano di forzarlo a continuare a bere ulteriori coppe di kava. Dopo che tutti gli ospiti hanno bevuto, gli ospitanti si servono essi medesimi. Entrambi ospiti e ospitanti continuano a bere il kava in maniera meno formale con il proseguire della notte.
Gli uomini socializzano e scherzano nel preparare e bere ulteriori tazze di kava. Le donne e i bambini, che non possono consumare la droga, sono seduti vicino in un’altra parte della casa-lunga e stanno a guardare.
I Gebusi, come un certo numero di popolazioni della Melanesia, ritengono che i ragazzi crescono e si sviluppano mediante l’ingestione dello sperma dei loro fratelli maggiori. “La bevuta di kava e il cameratismo scherzoso che li circonda sono simboli altamente carichi di scambio di sperma fra i maschi. L’effetto generale della bevuta del kava è quello di accentuare il buon cameratismo fra visitatori e ospiti” (Knauft, 1987).
Le danze iniziano nelle prime ore del mattino. Alcuni danzatori maschi vestiti di ornamenti ballano nel centro della lunga-casa mentre le donne, sedute su piattaforme per dormire lungo i lati della casa, cantano canzoni malinconiche. L’estetica seducente del danzatore e l’accompagnamento femminile ammirevole “accentuano di molto il gioco sessuale fra l’udienza maschile riunita” (Knauft, 1987). Gli uomini che hanno bevuto troppo kava barcollano sulle loro gambe e si precipitano a vomitare oltre il portico della lunga casa sotto gli applausi dei bevitori. Sebbene molti siano lontani dal parteciparvi sotto l’influenza della droga, “legami omosessuali fra uomini non imparentati fra loro possono in effetti succedere nella boscaglia fuori dalla lunga casa durante le feste rituali” (Knauft, 1987).
All’alba alcuni uomini restano in uno stato di stupore per il kava e altri sono addormentati. I più resistenti, tuttavia, sono rimasti svegli per tutta la notte bevendo, socializzando, cercando amanti, danzando e scherzando. Svegliano gli addormentati e gli stuporosi e tutta la comunità visitante incespica verso le rispettive dimore. Eventualmente essi prepareranno una festa per ripagare, intrattenere e scambiare sago, sperma e kava con i loro precedenti ospitanti.
Riferimenti bibliografici
Knauft B., 1987, Managing sex and anger: Tobacco and kava use among the Gebusi of Papua New Guinea, in: L. Lindstrom (Ed.), Drugs and interpersonal relations in Oceania, ASAO Monographs n. 11, University Press of America, Lanham.
Si vedano anche:
– L’antica cerimonia del kava a Samoa
– Kava e omosessualità in Nuova Guinea
– Mitologia del kava
– Archeologia del kava
– Bibliografia su antropologia ed etnografia del kava
– See more at: https://samorini.it/antropologia/australia-e-oceania/kava/cerimonia-del-kava-samoa/#sthash.yEyN5hei.dpufL’antica cerimonia del kava a SamoaKava e omosessualità in Nuova Guinea