Miti aguaruna sulle Brugmansia updated: 2025-10-06T16:51:29+01:00 by giorgio
Origin myths of the Brugmansia among the Aguaruna
Gli Aguaruna (o Awajun) del Perù settentrionale, che vivono al confine con l’Ecuador, impiegano alcune specie di Brugmansia come fonte visionaria. Una di queste, mamabaikua o bíkut, è una specie selvatica, mentre altre tre sono specie coltivate (si veda Le Solanacee allucinogene fra gli Aguaruna).
Nel loro ciclo mitologico è presente un eroe culturale un po’ problematico, di nome Bikut, pur avendo apportato diverse conquiste culturali. Egli era un guerriero che nelle diverse versioni appare eccessivamente violento o ha acquisito mediante le piante psicotrope un eccesso di poteri visionari che diventano controproducenti a livello sociale.
Secondo una versione del mito, in un periodo in cui gli Aguaruna erano ripetutamente sconfitti nelle guerre con i loro vicini (in particolare con gli Huambisa), lo spirito di un defunto visitò in sogno un padre di famiglia e gli disse che se volevano vincere la guerra doveva dare da bere a un suo figlio del datém (ayahuasca), e questi sarebbe diventato un guerriero vincitore. Allora il padre diede il nome di Bíkut a un suo figlio e gli diede da bere giorno dopo giorno il datém “sino a liberare il suo pensiero”. Una volta raggiunta l’età da guerriero, Bíkut andò in guerra contro gli Huambisa, utilizzando i suoi poteri acquisiti attraverso il datém, che gli permettevano di sapere in anticipo quando e dove i nemici avrebbero attaccato. Tornato vincitore dalla guerra, egli era ancora molto aggressivo e violento, e per questo fu legato a uno dei pali della casa. Così legato, passò agli abitanti della casa molti insegnamenti sulle proprietà medicinali e alimentari delle diverse piante, su quali legni impiegare per fare il fuoco, ecc. Egli era diventato così saggio che sapeva anche la data della sua morte, e poco prima di morire diede ai suoi famigliari le ultime indicazioni: “Dopo la mia morte, interrate il mio cadavere sotto la casa, al suo centro. Quando il mio cadavere sarà imputridito, togliete la casa per darmi dell’aria. Il luogo si coprirà allora di vegetazione. Nel suo centro cresceranno due piante, una con i fiori bianchi, l’altra con i fiori rossi. Quella con i fiori bianchi sarà usata per curare le malattie, e quella con i fiori rossi quando si romperà un osso” (Baud, 2011). In una delle versioni la pianta con fiori bianchi è intesa una specie di Brugmansia, e quella con fiori rossi la liana di Banisteriopsis, mentre in un’altra versione sono considerate entrambe due differenti varietà di Brugmansia (Baud, 2018).
Brown raccolse fra gli Aguaruna un differente mito d’origine delle diverse varietà di Brugmansia:
Tempo fa un giovane uomo si trovò affamato mentre tornava da un viaggio di caccia. Si fermò a mangiare i frutti di mamabaikua, non conoscendo la pianta, e presto cadde in un profondo sonno come fosse morto. Fu trovato dalla sua famiglia, che lo portò a casa. Dopo molto tempo si svegliò e parlò delle visioni che aveva avuto. Egli era ora un waimaku [sciamano]. Altri giovani si misero a piantare la pianta mamabaikua, così da poter ricercare i sogni che li avrebbero resi waimaku.
Un altro giovane [chiamato Bikut in molte versioni del mito], che non aveva mai avuto rapporti sessuali con una donna, bevve il succo di mamabaikua venti volte. Dopo aver preso mamabaikua così tante volte egli poteva vedere le cose come uno sciamano. Se una donna lasciava la casa per commettere adulterio, egli lo vedeva e le tagliava la testa con un machete. Egli poteva dire se un uomo era venuto a mangiare dopo aver defecato senza essersi lavato le mani. Vedeva se un uomo aveva commesso incesto, e uccideva sempre una simile persona con la sua lancia dicendo agli altri: “Non vedete che questa era una persona cattiva, che aveva appena avuto rapporti sessuali con sua sorella o con qualcun’altra della sua famiglia? Egli è qui giunto con i suoi vestiti coperti di vermi. Un uomo coraggioso che mangia con lui diviene un codardo”, egli disse. Uccise molte persone, e alla fine fu legato con delle corde dagli altri.
Durante questo tempo era in atto una guerra con quelli della parte inferiore del fiume (Huambisa). Costoro uccisero molti giovani aguaruna. Il giovane Bikut fu slegato, e gli fu data la sua lancia affinché potesse combattere. Egli si bagnò, tirò indietro i suoi capelli e si svestì. Poi andò incontro ai suoi nemici.
Poiché il suo sogno era così forte, uccise molti Huambisa. Uno di quelli della parte inferiore del fiume si recò presso un riparo nella foresta per cercare una visione uguale a quella di Bikut. Egli ottenne una visione, e ferì Bikut in battaglia. Infine, i nemici della parte inferiore del fiume uccisero Bikut. Essi lasciarono il suo corpo sul terreno; fu poi bruciato dalla sua famiglia.
Dal femore destro del corpo di Bikut crebbe shiwáng baikuá; e dal femore sinistro crebbe tahimat bikut. Dalla sua spina crebbe muntúk tsúak. Da queste piante i nostri antenati presero le piante che abbiamo oggi: baikuá, bíkut e tsúak [tutte specie di Brugmansia] (Brown, 1978, p. 126).
Riferimenti bibliografici
BAUD SÉBASTIEN, 2011, Du cadavre à la plante psychotrope. Analyse de deux modes d’acquisition d’une “vision-pouvoir” au sein de la société awajún, Frontières, vol. 23(2), pp. 33-37.
BAUD SÉBASTIEN, 2018, À propos de Brugmansia suaveolens et de ses usages parmi les Awajun (Pérou), en: S. Baud (cur.), Histoires et usages des plantes psychotropiques, Imago, Paris, pp. 213-247.
Miti aguaruna sulle Brugmansia
Origin myths of the Brugmansia among the Aguaruna
Gli Aguaruna (o Awajun) del Perù settentrionale, che vivono al confine con l’Ecuador, impiegano alcune specie di Brugmansia come fonte visionaria. Una di queste, mamabaikua o bíkut, è una specie selvatica, mentre altre tre sono specie coltivate (si veda Le Solanacee allucinogene fra gli Aguaruna).
Nel loro ciclo mitologico è presente un eroe culturale un po’ problematico, di nome Bikut, pur avendo apportato diverse conquiste culturali. Egli era un guerriero che nelle diverse versioni appare eccessivamente violento o ha acquisito mediante le piante psicotrope un eccesso di poteri visionari che diventano controproducenti a livello sociale.
Secondo una versione del mito, in un periodo in cui gli Aguaruna erano ripetutamente sconfitti nelle guerre con i loro vicini (in particolare con gli Huambisa), lo spirito di un defunto visitò in sogno un padre di famiglia e gli disse che se volevano vincere la guerra doveva dare da bere a un suo figlio del datém (ayahuasca), e questi sarebbe diventato un guerriero vincitore. Allora il padre diede il nome di Bíkut a un suo figlio e gli diede da bere giorno dopo giorno il datém “sino a liberare il suo pensiero”. Una volta raggiunta l’età da guerriero, Bíkut andò in guerra contro gli Huambisa, utilizzando i suoi poteri acquisiti attraverso il datém, che gli permettevano di sapere in anticipo quando e dove i nemici avrebbero attaccato.
Tornato vincitore dalla guerra, egli era ancora molto aggressivo e violento, e per questo fu legato a uno dei pali della casa. Così legato, passò agli abitanti della casa molti insegnamenti sulle proprietà medicinali e alimentari delle diverse piante, su quali legni impiegare per fare il fuoco, ecc. Egli era diventato così saggio che sapeva anche la data della sua morte, e poco prima di morire diede ai suoi famigliari le ultime indicazioni: “Dopo la mia morte, interrate il mio cadavere sotto la casa, al suo centro. Quando il mio cadavere sarà imputridito, togliete la casa per darmi dell’aria. Il luogo si coprirà allora di vegetazione. Nel suo centro cresceranno due piante, una con i fiori bianchi, l’altra con i fiori rossi. Quella con i fiori bianchi sarà usata per curare le malattie, e quella con i fiori rossi quando si romperà un osso” (Baud, 2011). In una delle versioni la pianta con fiori bianchi è intesa una specie di Brugmansia, e quella con fiori rossi la liana di Banisteriopsis, mentre in un’altra versione sono considerate entrambe due differenti varietà di Brugmansia (Baud, 2018).
Brown raccolse fra gli Aguaruna un differente mito d’origine delle diverse varietà di Brugmansia:
Tempo fa un giovane uomo si trovò affamato mentre tornava da un viaggio di caccia. Si fermò a mangiare i frutti di mamabaikua, non conoscendo la pianta, e presto cadde in un profondo sonno come fosse morto. Fu trovato dalla sua famiglia, che lo portò a casa. Dopo molto tempo si svegliò e parlò delle visioni che aveva avuto. Egli era ora un waimaku [sciamano]. Altri giovani si misero a piantare la pianta mamabaikua, così da poter ricercare i sogni che li avrebbero resi waimaku.
Un altro giovane [chiamato Bikut in molte versioni del mito], che non aveva mai avuto rapporti sessuali con una donna, bevve il succo di mamabaikua venti volte. Dopo aver preso mamabaikua così tante volte egli poteva vedere le cose come uno sciamano. Se una donna lasciava la casa per commettere adulterio, egli lo vedeva e le tagliava la testa con un machete. Egli poteva dire se un uomo era venuto a mangiare dopo aver defecato senza essersi lavato le mani. Vedeva se un uomo aveva commesso incesto, e uccideva sempre una simile persona con la sua lancia dicendo agli altri: “Non vedete che questa era una persona cattiva, che aveva appena avuto rapporti sessuali con sua sorella o con qualcun’altra della sua famiglia? Egli è qui giunto con i suoi vestiti coperti di vermi. Un uomo coraggioso che mangia con lui diviene un codardo”, egli disse. Uccise molte persone, e alla fine fu legato con delle corde dagli altri.
Durante questo tempo era in atto una guerra con quelli della parte inferiore del fiume (Huambisa). Costoro uccisero molti giovani aguaruna. Il giovane Bikut fu slegato, e gli fu data la sua lancia affinché potesse combattere. Egli si bagnò, tirò indietro i suoi capelli e si svestì. Poi andò incontro ai suoi nemici.
Poiché il suo sogno era così forte, uccise molti Huambisa. Uno di quelli della parte inferiore del fiume si recò presso un riparo nella foresta per cercare una visione uguale a quella di Bikut. Egli ottenne una visione, e ferì Bikut in battaglia. Infine, i nemici della parte inferiore del fiume uccisero Bikut. Essi lasciarono il suo corpo sul terreno; fu poi bruciato dalla sua famiglia.
Dal femore destro del corpo di Bikut crebbe shiwáng baikuá; e dal femore sinistro crebbe tahimat bikut. Dalla sua spina crebbe muntúk tsúak. Da queste piante i nostri antenati presero le piante che abbiamo oggi: baikuá, bíkut e tsúak [tutte specie di Brugmansia] (Brown, 1978, p. 126).
Riferimenti bibliografici
BAUD SÉBASTIEN, 2011, Du cadavre à la plante psychotrope. Analyse de deux modes d’acquisition d’une “vision-pouvoir” au sein de la société awajún, Frontières, vol. 23(2), pp. 33-37.
BAUD SÉBASTIEN, 2018, À propos de Brugmansia suaveolens et de ses usages parmi les Awajun (Pérou), en: S. Baud (cur.), Histoires et usages des plantes psychotropiques, Imago, Paris, pp. 213-247.
BROWN F. MICHAEL, 1978, From The Hero’s Bones: Three Aguaruna Hallucinogens and Their Use, in: I. Richard (Ed.), The Nature and Status of Ethnobotany, Museum of Anthropology, University of Michigan, pp. 118-136.
Si vedano anche: