L’akuá fra i Tunebo della Colombia

Origin myth of the akuá among the Tunebo of Colombia

Gli sciamani Tunebo della Colombia – un’etnia di lingua Chibcha – utilizzano i semi di Anadenanthera come fonte visionaria, chiamandola akuá, a differenza delle etnie limitrofe che la denominano yopo. Nella mitologia tunebo l’akuá è presente nei tempi cosmogonici, e l’ebbrezza da questo indotto sull’antenato mitico Bistoá è partecipe dell’atto della creazione.

Bistoá, cercando di comandare sull’essere supremo Sirá, emerse dalle acque primordiali con l’intenzione di creare la terra. Dato che non c’era terra, solo acqua, Bistoá saltò sulle sue dita, chiamò i suoi quattro nipoti, e disse loro che non c’era terra e di andare velocemente in cerca di qualcosa poiché non v’era niente dove abitare. Fu portato del suolo, e una volta che questa fase della creazione fu conclusa, Sirá ordinò a Bistoá di inebriarsi con akuáper preparare la terra per l’arrivo del tabacco, degli animali e, infine, dei Tunebo. L’atto finale di Bistoá fu identificato con una caratteristica del territorio. Su una affioramento roccioso noto come Tína, vicino a Sukúta, esiste un petroglifo raffigurante una figura seduta portante una tunica e che tiene nelle mani una tavoletta da fiuto e un tubo inalatorio. I Tunebo interpretano questa incisione litica come un’immagine lasciata da Bistoá durante la sua prima ebbrezza (Márquez, 1979, pp. 64-5).

Riferimenti bibliografici

Márquez M.E., 1979, Los Tunebo: Una cosmogonía precolombina, Editorial Copymundo, Medellín, rip.in M.C. Torres & D. Repke, 2006, Anadenanthera. Visionary plant of ancient South America, Haworth Press, New York.

 

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