Racconto koriako sulla muscaria

Koriak tale on fly-agaric

 

Nel seguente racconto dei Koriaki della Siberia orientale, l’Amanita muscaria viene fatta nascere dalla saliva dell’Essere Supremo, similmente al racconto boemo sui funghi. Grande Corvo è un noto eroe culturale delle popolazioni siberiane. In questo mito viene dato particolare rilievo a uno degli effetti caratteristici del’ingestione di questo fungo allucinogeno, che si presenta nelle prime fasi dell’esperienza, e cioè quello euforico e di vigor fisico. Il fatto che Grande Corvo sia in grado di fare sforzi come quello di trasportare una balena, è una caratteristica degli eroi culturali, e potrebbe essere stato suggerito dal fenomeno della macropsia (vedere grandi le cose piccole), tipico dell’esperienza con questo fungo. La cattura della balena e l’intenzione di “ricondurla alla sua casa nel mare” si riferisce alla festività religiosa del “servizio alla balena”, che veniva svolta in occasione della cattura di uno di questi cetacei. Nel corso di questa festa la balena veniva sezionata e mangiata, ma mediante determinate operazioni magiche si riteneva che la balena tornasse poi in mare, insieme a un complesso bagaglio di provviste per il viaggio di ritorno che gli veniva preparato.

Una volta Grande Corvo catturò una balena, ma non poteva ricondurla alla sua casa nel mare. Non era in grado di sollevare il sacco contenente le provviste di viaggio per la balena.

Grande Corvo si rivolse a Esistenza affinché lo aiutasse. La divinità gli disse: “Va in un posto spianato vicino al mare: là troverai soffici gambi bianchi con teste macchiate. Questi sono gli spiriti wa’paq. Mangiane alcuni, e loro ti aiuteranno”.

Grande Corvo andò. Allora l’Essere Supremo sputò sulla terra, e l’Agarico apparve dalla sua saliva. Grande Corvo trovò il fungo, lo mangiò, e iniziò a sentirsi allegro. Si mise a danzare. L’Agarico muscario gli disse: “Come può essere che tu, uomo così forte, non puoi sollevare quel sacco?” “E’ vero – disse Grande Corvo – sono un uomo forte. Andrò e solleverò il sacco da viaggio”.

Andò, sollevò immediatamente il sacco, e ricondusse la balena a casa. Quindi, l’Agarico gli mostrò in che modo la balena stava andando nel mare, e come sarebbe tornata dai suo compagni. Allora Grande Corvo disse: “Lascia1 che l’Agarico resti sulla terra, e lascia che i miei bambini vedano ciò che vorrà mostrar loro”.

 

Nota

1 – Evidentemente si sta rivolgendo all’Essere Supremo.

Da: JOCHELSON WALDEMAR, 1908, The Koryak, The Jesup North Pacific Expedition, vol. VI, Memoir of the American Museum of Natural History, New York, p. 120.

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2 Commenti

  1. Lino Ianieri
    Pubblicato Giugno 17, 2010 alle 11:25 am | Link Permanente

    Un racconto piacevole e interessante,che fa venir voglia di approfondire la conoscenza di questo Divino fungo.

  2. Pubblicato Dicembre 12, 2017 alle 5:33 pm | Link Permanente

    grazie per la preziosa documentazione. Viene davvero da chiedersi se la mongolia-siberia sia il cuore dello sciamanesimo (e quindi della dimensione immaginifico-spirituale) grazie alla generosa disponibilità del “nostro” fungo …
    Queste popolazioni che tradizionalmente vengono considerate “barbare” (almeno da greci e romani) in quanto razziatori e pastori … sembrano paradossalmente animate da un patrimonio “spirituale” che ne ha rappresentato la forza e la coesione capace di prevalere su culture per certi aspetti più evolute …

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