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I funghi in Scandinavia
The mushrooms in the Scandinave prehistoric art
Sono state proposte interpretazioni fungine nell’arte rupestre svedese, appartenente all’Età del Bronzo scandinava. Numerose concentrazioni di arte rupestre norvegesi e danesi sono situate in vicinanza del mare.
Un tipico elemento artistico di queste incisioni è rappresentato da una nave, interpretato come simbolo del viaggio intrapreso dal sole per tornare a est, dopo aver percorso l’arco diurno al traino di cavalli (Bradley, 2006). E’ anche il simbolo del viaggio nell’al di là intrapreso dai defunti. Al suo interno si possono trovare figure antropomorfe, alberi, lance, croci, animali stilizzati.
Secondo R.W. Kaplan, alcune delle immagini interpretate generalmente come alberi o come lance sono in realtà forme stilizzate di funghi, della specie Amanita muscaria. E’ il caso di due incisioni rupestri del sito di Aby, nel Bohuslän, datati al 1100 AEV circa. Nella seconda di queste incisioni l’emblema fungino è tenuto in mano da una figura antropomorfa.
Il motivo fungino, inserito al centro della nave, è presente anche in una dozzina di rasoi di bronzo ritrovati in diversi siti archeologici della Danimarca e databili anch’essi attorno al 1100 AEV.
Alcuni “cappelli” di questi motivi fungini sono dotati di una specie di raggiatura, che potrebbe voler indicare una forma di energia o potere invisibile presente nel cappello.
L’Amanita muscaria è un fungo molto diffuso nelle regioni scandinave. Gli sciamani dell’etnia lappone degli Inari facevano un tempo uso di questo fungo. Ciò si accorda con la presenza di immagini fungine nell’arte rupestre di quelle regioni – un’arte squisitamente sciamanica.
Per Kaplan (1975) “una componente della religione centrata sul sole delle popolazioni scandinave dell’Età del Bronzo era un culto di funghi, le cui proprietà psicotrope erano utilizzate per motivi rituali”.
Più recentemente, sono state evidenziate forme e stilizzazioni fungine nelle cosiddette “pietre runiche” dell’isola di Gotland, a sud della Svezia. Si tratta di centinaia di pietre di calcare con funzione commemorativa, prodotte a partire dal V secolo EV e associate al culto di Odino. Le scene incise riportano barche in viaggio, battaglie, e il motivo ripetuto di un guerriero che è ricevuto da una donna che gli offre un corno per bevande. Per M. Nichols (2000) la forma più frequente di queste lapidi ricorda quella di un fungo.
Un ricorrente grafema “monocolo” dell’arte rupestre del Bohuslän è stato interpretato come una stilizzazione dell’agarico muscario, notoriamente associato con gli esseri con un solo occhio. Queste interpretazioni micologiche parrebbero essere avallate dalle associazioni simboliche che traspaiono nella letteratura scandinava (Nichols, 2000).
Si vedano anche:
BRADLEY RICHARD, 2006, Danish razors and Swedish rocks: Cosmology and the Bronze Age landscape, Antiquity, vol. 80, pp. 372-389.
FAGG W., 1976, Comment to Kaplan’s article “The sacred mushroom in Scandinavia”, Man, vol. 11(3), p. 440.
KAPLAN R.W., 1975, The sacred mushroom in Scandinavia, Man, vol. 10, pp. 72-79.
KAPLAN R.W., 1975, The sacred mushroom in Scandinavia. Rejoinder to W. Fagg, Man, vol. 12(2), pp. 339-340.
NICHOLS M. BENNETT, 2000, The fly-agaric and early Scandinavian religion / L’agarico muscario e l’antica religione scandinava, Eleusis. Journal of Psychoactive Plants & Compounds, n.s., vol. 4, pp. 87-119.