Archeologia delle dature e brugmansie

Archaeology of Datura and Brugmansia

 

Dature eurasiatiche

Il genere Datura conta una dozzina di specie diffuse oggigiorno in tutti i continenti. Riguardo l’origine e la diffusione di queste piante, è opportuno correggere quanto affermato nel 1991 da due studiosi statunitensi, secondo i quali nessuna specie di Datura era presente al di fuori delle Americhe prima di Colombo (Symon & Haegi, 1991); un’ipotesi errata ma che continua a essere seguita da diversi studiosi, i quali non sono a conoscenza di diversi reperti archeologici eurasiatici precolombiani che non solo dimostrano che piante del genere Datura erano presenti al di fuori delle Americhe molto tempo prima di Colombo, ma che evidenziano che allo stato attuale delle nostre conoscenze le datazioni più antiche del rapporto umano con questo genere di piante si trovano in Europa e non nelle Americhe (Samorini, 2015).

E’ opportuno sottolineare che una delle tesi addotte dai botanici che hanno negato la presenza delle dature nel Vecchio Mondo prima di Colombo riguarda la constatazione che solo negli Stati Uniti sarebbe stata osservata la raccolta dei semi di datura – nella fattispecie Datura discolor – da parte delle formiche, e ciò sarebbe indizio che “le specie di Datura sono adatte alla dispersione da parte delle formiche” unicamente nelle Americhe (Symon & Haegi, 1991, p. 198). Ma ciò non è vero, come ho personalmente osservato alcuni anni fa nel mio orto, locato in Romagna, dove ho potuto fotografare la fila di formiche che raccoglievano e portavano nel formicaio semi di Datura innoxia, come si può evincere dalla foto che eseguii in quell’occasione. Negli anni successivi mi capitò di osservare il medesimo comportamento anche nell’area di Siviglia (Andalusia, Spagna) e nelle vicinanze di Vienna (Austria) e relativo alla raccolta da parte delle formiche di semi di D. stramonium.

Formica che trasporta verso il formicaio un seme di D. innoxia nei dintorni di Dozza Imolese (Italia settentrionale). Fotto dell’autore

I più antichi ritrovamenti di resti di D. stramonium sono per ora datati alla seconda metà del VI millennio a.C. e sono venuti alla luce nel sito di Novoselovka-III, nell’Ucraina sud-orientale (Motuzaite-Matuzeviciute, 2012).

Altri ritrovamenti di resti di D. stramonium sono datato al 4700-3600 a.C. e appartengono all’orizzonte calcolitico della Cultura Cucuteni della regione rumeno-moldava (Monah, 2004, p. 298; 2007, p. 116).

Un ben documentato ritrovamento di D. stramonium proviene da un sito archeologico dell’Età del Bronzo localizzato nei Pirenei, nello stato di Andorra. Il sito, in località Prats (Canillo), situato a un’altitudine di 1600 m., riguarda un ritrovamento insolito, e cioè una piccola struttura a fossa larga e profonda poco più di 1 metro, dove erano contenuti cinque recipienti di terracotta. Le analisi archeometriche hanno evidenziato che uno di questi conteneva birra. Altri due contenitori contenevano probabilmente una specie di fungo, un Basidiomicete. In un altro vaso sono stati ritrovati 8 semi di stramonio e resti del frutto che li conteneva. La datazione al C14 è risultata essere del 1700 a.C. Il sito non era un’inumazione, per cui questi vasi non facevano parte di un corredo funebre, ed è stato ipotizzato che si trattasse di materiale votivo (Yáñez et al., 2001-02).

Uno degli 8 semi di Datura stramonium ritrovati, insieme a frammenti del frutto spinoso, nel sito di Prats, Andorra, 1700 a.C. (da Yáñez et al., 2001-02, foto 6, p. 142)

Uno degli 8 semi di Datura stramonium ritrovati, insieme a frammenti del frutto spinoso, nel sito di Prats, Andorra, 1700 a.C. (da Yáñez et al., 2001-02, foto 6, p. 142)

Altri resti di D. stramonium sono venuti alla luce in un orizzonte del Bronzo antico nel sito ungherese di Pécs (Guerra Doce, 2006, p. 294). Verificata la facile identificazione dei frutti e dei semi di questa pianta, non resterebbe molto margine all’ipotesi di un errore di identificazione di tali reperti, e con ciò è confermata l’ipotesi sviluppata da diversi autori (cfr. es. Amigues, 1990) che lo stramonio è una pianta autoctona europea, oltre che americana.

Anche documenti scritti di molto precedenti l’avventura colombiana testimonierebbero la presenza e la conoscenza di specie di Datura in Eurasia. Secondo alcuni studiosi lo stramonio sarebbe presente nei testi classici greco-romani, forse identificabile con il dorycnion o dorycnium (Touwaide, 1998; Scarborough, 2012), e una specie di Datura sarebbe da identificare con il gawz mathil dei documenti arabi, una pianta diffusa dall’Asia Centrale sino alla Penisola Iberica. Inoltre, nella letteratura sanscrita è nota una pianta, dhattUra, associata al dio Shiva, i cui primi riferimenti sono datati al IV secolo a.C. Questa pianta è raffigurata nel copricapo della statuaria di Shiva a partire dal IX secolo d.C., e sia l’iconografia che la descrizione del portamento e dei suoi effetti sarebbero riconducibili a D. metel (Geeta & Gharaibeh, 2007). Tutto ciò porta a mantenere confermata la presenza precolombiana in Europa di D. stramonium e, con un minor grado di certezza, di D. metel in Asia.

Statua del dio Shiva con rappresentazione di un probabile fiore di datura, singolo, allungato, con evidenziate le venature sul calice e la corolla, sul lato sinistro della statua; XII secolo d.C., Kunniyur, Thiruvarur District, India (da Geeta & Gharaibeh, 2007, fig. 2b, p. 1236)

Statua del dio Shiva con rappresentazione di un probabile fiore di datura, singolo, allungato, con evidenziate le venature sul calice e la corolla, sul lato sinistro della statua; XII secolo d.C., Kunniyur, Thiruvarur District, India (da Geeta & Gharaibeh, 2007, fig. 2b, p. 1236)

Nord e Centro America

Per quanto riguarda l’America settentrionale, si conoscono resti di datura con datazioni alquanto tarde, oltre il 1000 d.C., e localizzati principalmente nei territori dei nativi Pueblo del New Mexico e dell’Arizona (Yarnell, 1959). In uno di questi siti, datato al 1200 d.C., circa 900 semi di Datura inoxia sono stati ritrovati in associazione con oggetti rituali (Cutler 1956), e un frammento di frutto di datura è venuto alla luce nelle grotte Richard, sempre in Arizona, con datazione alla prima metà del XII secolo d.C. (Cutler & Kaplan, 1956, p. 98). Semi di D. stramonium sono venuti alla luce in un pozzo della Fase Stirling nel sito BBB Motor, insieme a grandi quantità di legno di una specie di cedro (Juniperus virginiana), in un contesto che è stato definito “rituale” (Whalley, 1978). Ancora, campioni carbonizzati di Datura sono stati ritrovati in tre pozzi della Cultura del Mississipi nel sito di Cahokia (Lopinot, 1981). Woosley (1977, rip. in Litzinger, 1981, p. 64) ha registrato la presenza di polline di Datura in un insieme di siti archeologici di Cajon Mesa, nel Colorado e nello Utah, con datazioni del 900-1000 d.C.

Un’eccezionale documento di evidenza diretta (per questa terminologia si veda Archeologia delle droghe) riguarda l’analisi chimica di numerosi manufatti delle Culture Mississipi e Caddo-Mississipi (1000-160 d.C.) delle regioni dell’Arkansas e dell’Oklahoma, e del Messico occidentale, questi ultimi datati al Formativo Arcaico (1400-1000 a.C.) e al Postclassico Iniziale (900-1250 d.C.). In questi manufatti sono stati ricercati gli alcaloidi atropina e scopolamina, trattandosi della prima indagine biochimica di questo tipo svolta nell’archeologia. L’atropina (e non la scopolamina) è stata individuata in 7 ceramiche e in 14 conchiglie della Cultura Mississipi e in 6 ceramiche del Messico occidentale. Queste ultime appartengono a entrambi gli orizzonti antico (1400-1000 a.C.) che recente (900-1250 d.C.), un fatto che evidenzia una continuità di impiego della datura di oltre due millenni. Questo ritrovamento segna anche la data più antica della relazione dell’uomo americano con la datura sinora individuata, fissabile al 1400-1000 a.C. Per quanto riguarda i manufatti della Cultura Mississipi, le conchiglie appartengono al periodo Spiro (1250-1450 d.C.), e probabilmente provengono in buona parte dal sito di Craig Mound. Le conchiglie venivano impiegate per l’assunzione di bevande rituali. E’ stata osservata anche una relazione fra le ceramiche e conchiglie risultate positive per l’atropina e la loro forma o le decorazioni ad esse associate. Con lo scopo di escludere la possibilità di contaminazioni ambientali – un problema che si è presentato nel caso dei reperti in cui è stata ricercata la caffeina, che risultò essere presente anche nella polvere degli scaffali museali dove erano conservati i reperti (si veda L’enigma dei reperti caffeinici negli USA) –  in questo studio è stata analizzata anche la polvere degli scaffali dove erano conservati questi reperti, ma non è stata trovata alcuna traccia di atropina (King et al., 2018).

Vassoio in ceramica con coperchio ricoperto di protuberanze spinose da La Cuenca del Blasas, Messico (da Ltzinger, 1979, fig. 2a, p. 151)

Vassoio in ceramica con coperchio ricoperto di protuberanze spinose da La Cuenca del Blasas, Messico (da Ltzinger, 1979, fig. 2a, p. 151)

Per gli aspetti iconografici, Litzinger (1979, 1981) ha posto l’attenzione su un insieme di reperti archeologici consistenti in ciotole e altri contenitori di ceramica caratterizzate da protuberanze spinose, diffuse in un’ampia area che va dal Colorado a El Salvador, e che verosimilmente potrebbero raffigurare i frutti spinosi di specie di Datura. L’area di maggior frequenza di ritrovamento di tali oggetti è il Messico centrale e meridionale, e diversi di questi contenitori sono dotati di coperchio, anch’esso ricoperto di protuberanze spinose.

(a sinistra) Alcuni recipienti di ceramica dello stile “a spine” ritrovati in siti archeologici del Nord America, riproducenti la forma dei frutti spinosi delle specie di Datura (da Litzinger, 1981, fig. 3) (a destra) Disegno di sigillo di ceramica da Nayarit, Messico, possibile stilizzazione del frutto spinoso della datura (da Encisco, 1953; rip. in Litzinger, 1981, fig. 4) - See more at: https://samorini.it/archeologia/americhe/nativi-nord-america-datura/#sthash.nYRRAyy7.dpuf

(a sinistra) Alcuni recipienti di ceramica dello stile “a spine” ritrovati in siti archeologici del Nord America, riproducenti la forma dei frutti spinosi delle specie di Datura (da Litzinger, 1981, fig. 3) (a destra) Disegno di sigillo di ceramica da Nayarit, Messico, possibile stilizzazione del frutto spinoso della datura (da Encisco, 1953; rip. in Litzinger, 1981, fig. 4)

Da tempo è stata osservata dagli entomologi una stretta relazione ecologica che intercorre fra alcune farfalle notturne (sfingi) e le piante di Datura; ad esempio fra i bruchi e le larve di Manduca sexta, che si cibano rispettivamente delle foglie e del polline dei fiori delle dature. E’ stato anche osservato uno strano comportamento della sfinge, che parrebbe rimanere inebriata nel cibarsi del polline di datura. E’ assai probabile che le antiche popolazioni che abitavano nei territori centrali degli Stati Uniti si fossero accorti del rapporto ecologico fra bruchi, sfingi e dature, come sarebbe testimoniato da certe rappresentazioni iconografiche riconducibili a questo animale (si veda Sfingi e dature).

Le visioni delle dature avrebbero influenzato la produzione d’arte rupestre delle regioni californiane occupate da Chumash e Yokut, in particolare lo stile pittorico policromo di Santa Barbara. Questa attività artistica è stata posta in relazione con il culto del toloache o Jimsonweed (datura), diffuso fino agli inizi di questo secolo presso diverse tribù di nativi della California e del Messico. Il rito del Jimsonweed consisteva in una cerimonia iniziatica per i ragazzi che dovevano entrare nella società degli uomini adulti. Essi venivano condotti fuori dal villaggio, e dopo un periodo di digiuno, veniva somministrato loro l’allucinogeno. Ciò che vedevano durante l’esperienza visionaria era in seguito reso pubblico e discusso fra i partecipanti e i conduttori del rito. Le forme iconiche e aniconiche percepite durante le visioni venivano dipinte sulle rocce. Le prime rappresentazioni artistiche dell’arte rupestre Chumash sembrano datare attorno ai 5000 anni fa (Campbell, 1965). Lo stile pittorico di Santa Barbara è caratterizzato da motivi solari o a forma di disco, disegni lineari rossi o bianchi, cerchi semplici o concentrici, molti dei quali ornati con raggi, sino a complessi disegni circolari dipinti con colori multipli contrastanti con impiego di una grande varietà di schemi geometrici. Questi disegni ricordano molto da vicino le allucinazioni fosfeniche e i festoni colorati che riempiono tutto il campo visivo allucinatorio indotto dalla datura e dalle altre piante solanacee psicoattive (Wellman, 1978, 1981).

(a sinistra) Pittura rupestre chumash, nei monti di Santa Ynez, presso Santa Barbara, California (da Campbell, 1983, fig. 60) (a destra) Pittura rupestre chumash presso Frazier Peak, Contea Kern, California (da Campbell, 1983, fig. 61) - See more at: https://samorini.it/archeologia/americhe/nativi-nord-america-datura/#sthash.nYRRAyy7.dpuf

(a sinistra) Pittura rupestre chumash, nei monti di Santa Ynez, presso Santa Barbara, California (da Campbell, 1983, fig. 60) (a destra) Pittura rupestre chumash presso Frazier Peak, Contea Kern, California (da Campbell, 1983, fig. 61)

Fra le pitture rupestri del fiume Pecos, nel Texas, caratteristici motivi vegetali – identificati inizialmente come atlatl o altri strumenti per la caccia (Kelley, 1950) – sono stati più recentemente interpretati come stilizzazioni dei frutti spinosi di datura. Oltre il 50% delle figure di sciamani dell’arte del fiume Pecos è associato a questo motivo vegetale (Boyd & Dering, 1996). Lo stile pittorico del fiume Pecos è datato fra i 4000 e i 3000 anni fa (Hyder & Oliver, 1983).

(sx) Rilievo di pittura rupestre dello stile del fiume Pecos, Panther Cave, Texas, con ripetuti motivi vegetali stilizzati (da Boyd & Dering, 1996, fig. 2) (dx) Rilievo di pittura rupestre dello stile del fiume Pecos, Panther Cave, Texas, con ripetuti motivi vegetali stilizzati (da Boyd & Dering, 1996, fig. 3) - See more at: https://samorini.it/archeologia/americhe/nativi-nord-america-datura/#sthash.nYRRAyy7.dpuf

(sx) Rilievo di pittura rupestre dello stile del fiume Pecos, Panther Cave, Texas, con ripetuti motivi vegetali stilizzati (da Boyd & Dering, 1996, fig. 2) (dx) Rilievo di pittura rupestre dello stile del fiume Pecos, Panther Cave, Texas, con ripetuti motivi vegetali stilizzati (da Boyd & Dering, 1996, fig. 3)

La datura è stata associata anche con l’arte rupestre di Palavayu dell’altopiano del Colorado, in Arizona, datata alla fase tarda Majestic, attorno al 1500 a.C., e appartenente allo Stile Antropomorfo Palavayu. A questa fase stilistica appartengono oltre 2000 figure antropomorfe, di cui un gruppo è ascrivibile al genere “fitomorfo”. Alcuni di questi assomigliano alla pianta della datura e alla sua capsula, e in almeno un caso sembrerebbe raffigurata una vera e propria pianta di datura, con tanto di radici e fiori (Malotki, 1999).

(a sinistra) Diversi tipi del motivo interpretato come frutti spinosi di datura stilizzati, presenti nelle pitture preistoriche del fiume Pecos, Texas (Da Boyd & Dering, 1996, fig. 10) (a destra) Frutti di Datura stramonium - See more at: https://samorini.it/archeologia/americhe/nativi-nord-america-datura/#sthash.nYRRAyy7.dpuf

(a sinistra) Diversi tipi del motivo interpretato come frutti spinosi di datura stilizzati, presenti nelle pitture preistoriche del fiume Pecos, Texas (Da Boyd & Dering, 1996, fig. 10) (a destra) Frutti di Datura stramonium

Altre raffigurazioni di datura sono state recentemente individuate fra le pitture di Teotihuacan, il centro della cultura teotihuacana del Messico centrale, con datazione fra il 150 e il 550 d.C. Le immagini di frutti e fiori di datura sono presenti fra le pitture dell’area di Atetelco. Fra queste è presente un motivo iconografico, noto come biznaga, costituito da un corpo rotondeggiante-ovaloide decorato da una raggiera di linee che lo intersecano. In precedenza questo oggetto era stato identificato come un generico frutto o come un cactus, e comunque era indubbia una sua interpretazione come forma vegetale. L’interpretazione come frutto spinoso di una specie di datura appare più convincente (Froese, 2020).

Particolari di alcune pitture di Atetelco, un’area del sito di Teotihuacan, Messico, con raffigurazione del motivo del biznaga, interpretato come frutto spinoso di una specie di datura (Froese, 2020, fig. 2e,d)

 

Sud America

In Sud America, oltre alle Datura, sono presenti alcune specie di Brugmansia, note con il nome generico di floripondio e con proprietà psicoattive affini a quelle delle dature, dall’aspetto arboreo e inserite inizialmente nel genere Datura (Lockwood, 1973).

Un caso interessante riguarda il ritrovamento di reperti vegetali ascrivibili a Datura stramonium in un contesto funerario del sito di El Mercurio appartenente alla cultura Llolleo del Cile centrale, con datazione fra il 300 e il 1000 d.C. Semi carbonizzati di questa datura sono stati ritrovati dentro a sei vasi e a tre urne funerarie appartenenti a inumazioni di bambini (Planella et al., 2005-06). Questa associazione con i bambini riporta all’uso fra i Mapuche, tutt’ora in voga, di somministrare ai bambini, a loro insaputa, un poco di datura per predire cosa diventeranno da adulti o per correggere il loro carattere (si veda L’uso correttivo e predittivo della personalità della datura fra i Mapuche).

Anche in una pipa venuta alla luce nel sito di La Granja, nel Cile centrale, appartenente anch’esso alla cultura Llolleo e con datazione fra il 130 e il 1000 d.C., sono stati individuati cistoliti fogliari di Datura stramonium. Questo sito è noto per la grande quantità di pipe incontrate (almeno 790), e le analisi chimiche hanno identificato principalmente specie di Nicotiana come principale elemento vegetale presente nei bocchini e nei fornelli. La presenza di datura non implica il fatto che le sue foglie venissero fumate, poiché è possibile che si sia trattato di una contaminazione contemporanea all’impiego della pipa, attraverso le labbra o le mani di chi la stava fumando; un dato che suggerisce la possibilità di un impiego contemporaneo di fumo di Nicotiana e di assunzione, forse orale, di datura nel medesimo contesto rituale (Belmar et al., 2016). Similmente, resti microscopici riconducibili a Datura stramonium sono stati ritrovati in alcune pipe di siti della cultura Llolleo nell’area di Angostura, sempre nel Cile centrale (Planella et al., 2018).

In un sito inca della regione del Catamarca, in Argentina, El Shincal de Quimivil, sono state scavate strutture per l’elaborazione di grandi quantità di chicha, necessarie per le libagioni delle festività del calendario inca. In un sito di questa varia area di produzione sono stati ritrovati, oltre a migliaia di resti di mais e carrube (le due fonti vegetali per l’elaborazione della chicha), una ventina di semi di D. stramonium. Ciò è evidenza che in una parte della chicha prodotta, probabilmente una piccola parte, venivano aggiunti i semi di stramonio per potenziarne gli effetti inebrianti (Giovannetti, 2018).

Semi di una specie di Datura sono stati ritrovati nel contesto di un cerrito del litorale dell’Uruguay, con datazione incerta. I cerritos de indios dell’Uruguay, chiamati aterros in Brasile, sono accumulazioni artificiali di sedimenti e di resti di attività umane, distribuiti principalmente lungo la costa dell’Atlantico, datati generalmente al periodo Formativo (López Mazz, 2001, p. 244).

Piacenza (2002) riporta di aver individuato resti di parti radicali di Datura inoxia in alcuni siti della cultura Nasca, in particolare in quello di Cahuachi, con datazione ai primi secoli d.C., ma non ha presentato un’analisi accurata della sua determinazione, che resta a mio parere incerta. 

Nella documentazione iconografica sudamericana sono stati individuati scarsi elementi riconducibili con un certo grado di sicurezza alle piante tropaniche, e le identificazioni di Brugmansia nell’arte delle culture Wari, Tiwanaku e Chavín, proposte da Mulvany (1984, 1994), restano deboli. Il motivo di questa incertezza sarebbe da ricondurre alla forte schematizzazione dei motivi floreali nell’arte precolombiana. Una raffigurazione probabile di Brugmansia potrebbe essere presente nell’obelisco Tello di Chavín de Huantar, datato fra l’850 e il 200 a.C. Nella parte inferiore di questo manufatto litico, in cui è leggibile una ricca iconografia vegetale, si potrebbero riconoscere un fiore (a cinque petali), una foglia e quattro frutti riconducibili a questo genere arboreo di piante.

Parte inferiore dell’obelisco Tello, Chavín de Huantar, Peru, con probabile raffigurazione di frutti e fiore di Brugmansia.

Si vedano anche:

 

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