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Mito d’origine del kava di Rotuma
Origin myth of kava from the Rotuma island
Rotuma è un’isola vulcanica del Pacifico meridionale, appartenente al gruppo delle Isole Figi. Vi è stato raccolto il seguente racconto mitologico sul kava (si veda Il kava del Pacifico).
A Faguta viveva un Tongano [un abitante dell’isola di Tonga], un prode e valoroso guerriero chiamato Kaikaiponi. Sua moglie era della famiglia di un capo di Rotuma e aveva tre fratelli che vivevano a Pepji. A loro mosse guerra il capo Malaha, ma essi lo sconfissero in pieno, grazie al valore di Kaikaiponi e alla sua esperienza di guerriero. Per ricompensa, i tre fratelli volevano farlo sou,1 ripristinando per lui questo ufficio che era rimasto vacante da quando Rahu l’aveva istituito. Ma avendo incontrato una forte opposizione, si attennero a un compromesso nominando sou sua moglie.
Fu al tempo della sou-honi (donna-sou) che il kava venne a Rotuma galleggiando sulle onde da una località di Samoa chiamata Hififo. Nel passare davanti a Noatau, il kava fece cadere due pietre appena fuori dalla scogliera: gamberi, granchi e pesci presi intorno a questi scogli sono velenosi per via del kava che è entrato in loro. Quindi la radice oltrepassando Oinafa giunse galleggiando a Fatu, dove toccò la riva e vi lasciò un albero di legno durissimo che non cresce in nessun altro punto dell’isola. Finalmente giunse a riva nell’estrema punta occidentale di Lopta, dove proseguì lungo la strada verso Juju. Ma prima di arrivarci il kava ramificò e girò intorno a Sol Atja fino a un tratto di terreno detto Niuful, dove trovò una buca adatta, ed ivi si radicò e prosperò per molto tempo.
Un giorno un topo dal tetto della casa di Kaikaiponi lasciò cadere su di lui un po’ di sterco ed egli, riconoscendo l’odore del kava, parlò alla gente della grande bevanda e una spedizione mosse alla sua ricerca. Finalmente la radice fu trovata a Niuful, semi-bruciata da Waromago, che ivi stava ripulendo il terreno.2 Si tenne un gran convito e la radice fu tagliata in pezzi e distribuita per tutta l’isola, affinché ognuno potesse assaggiarla. Un pezzo fu mandato anche a Fissoiitu, che abitava dietro Sol Satarua; ma egli non capì a che serviva e lo gettò via. Ma la pianta mise le radici e crebbe ottimamente, e da quello è derivato tutto il kava dell’isola (Gardiner, 1898, pp. 515-6) (per il tema del topo si veda Kava e topi).
Note
1 – Il sou era il supremo capo spirituale di Rotuma, che aveva il compito di provvedere e presiedere alle celebrazioni delle varie cerimonie religiose e di formulare le preghiere rivolte alle varie divinità, in primo luogo a Tagaloa, il dio supremo.
2 – Accenno all’antica usanza di bruciare il terreno dopo l’estrazione dei tuberi.
Da: J. Stanley Gardiner, 1898, The Natives of Rotuma, Journal of the Anthropological Institute of Great Britain and Ireland, vol. 27, pp. 396-435 + 457-524.
Si vedano anche: