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La storia di Kamby
The history of Kamby
Questo racconto sull’origine dell’erba mate (Ilex paraguariensis) è stato raccolto fra Guarani dell’area di Yaguanòn, Paraguay. Tratta dell’origine del mate da una ragazza vergine che non volle avere relazioni con gli uomini.
Il kaá (parola con cui i Guarani designano il mate) originò dal corpo di una vergine. Era una bella giovinotta, con i capelli molto chiari, nota col nome di Kamby, che significa “latte”. Viveva con i suoi genitori Kaarú e Kaasy nella foresta dei dintorni di Tacumbú, luogo vicino al Cêrro de Ñaguarú, attuale Yaguarón.
Kamby disprezzava gli uomini e giurava che non sarebbe appartenuta a nessuno di quelli. Ma il grande Rupavê, il più potente degli dei, decise di punirla per il suo orgoglio, che contraddiceva l’opera divina. Inviò sulla terra guarani il mago Paí Tumé Arandí per trasformarla in una pianta dalle virtù provvidenziali.
Una certa notte Paí Tumé Arandí giunse quindi alla capanna di Kaarú, accompagnato da Kaágui Rereguá, spirito della foresta, da Ñu Poty, spirito del campo, da Arayá e Phyaré Yara, spiriti del giorno e della notte. Chiese di riposare e dormì fino a mezzanotte. Quindi si alzò, svegliò Kaarú e le disse: “vengo dal cielo da parte di Rupawê per prendere tua figlia Kamby”. Mentre così parlava apparve trasfigurato e avvolto in un manto di luce.
Kaarú gli consegnò la figlia e Paí Tumé, seguito dagli spiriti con cui era giunto, condusse la giovane a Tacumbù, dove pose la mano destra sulla sua testa dicendo: “tu sarai un’erba meravigliosa della terra guarani; dalle tue foglie uscirà salute, allegria e forza per tutta la gente della tribù”. E dalla testa di Kamby germogliarono foglie verdi, mentre la giovane perdeva la configurazione umana per trasformarsi in un albero.
Questo albero è il kaá. Paí Tumé Arandí prese un pugno di foglie, le spremette e preparò un infuso che bevve e diede da bere agli altri spiriti. Tutti ne elogiarono il potere tonificante. L’uccello guaá, messaggero di Paí Tumé, si alimentò del seme e in questo fu seguito da altri uccelli, che così sparpagliarono il kaá per tutta la terra guarani.
Grazie a un miracolo di Paí Tumé, la prima erba di Tacumbú, nata dal corpo e dall’anima di Kamby, aveva la virtù di rinnovare le foglie dalla notte al giorno. Ma poi, quando Paí Tumé, perseguito dallo spirito cattivo Taú, dovette rifugiarsi nel Cêrro de Paraguarí, il kaá di Tacumbú si seccò.
Ancora oggi i Karió invocano Paí Turné – Kaá Yara, che significa “Signore dell’Erba” – affinché non gli faccia mai mancare l’indispensabile prodotto (Schaden, 1948, pp. 166-7).
Si vedano anche:
Riferimento bibliografico
Schaden Egon, 1948, A erva do diabo, América Indígena, vol. 8, pp. 165-169.