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Batista Grassi
G. Batista Grassi fu un medico ottocentesco che sviluppò una sorprendente ricerca sulla possibilità di utilizzo da parte delle popolazioni rurali del fungo allucinogeno Amanita muscaria in sostituzione del vino. Si veda il suo articolo: Il nostro Agarico Moscario sperimentato come alimento nervoso, Gazzetta degli Ospitali di Milano, vol. 1, pp. 961-972, 1880.
Viene ora qui presentato più approfonditamente questo medico mediante un paio di articoli giornalistici tratti da L’Illustrazione Italiana, congiuntamente a una foto di un suo ritratto dell’epoca. Il primo articolo, datato al 1897, fu scritto in occasione della sua premiazione con la Medaglia di Darwin conferitagli dalla Società Reale di Londra per i suoi meriti scientifici:
Poco tempo addietro la Società Reale di Londra conferiva la medaglia Darwin, destinata a premiare scoperte importanti le quali direttamente riferiscansi alle teorie darwiniane, al professore G. B. Grassi, professore di zoologia e di anatomia comparata nella Università di Roma. La stessa onorificenza era stata concessa, prima del Grassi, a due altri scienziati illustri, l’Huxley ed il Wallace. Del resto già circa dieci anni or sono, ai lavori ed alle ricerche del Grassi erasi riconosciuto tannto valore, che dalla R. Accademia dei Lincei erano state giudicate meritevoli di uno dei premi istituiti da Re Umberto. Oggi, finalmente, è la Società italiana delle scienze, detta dei XL, che ha voluto pur essa onorare il giovane e dotto naturalista italiano, conferendogli una delle medaglie d’oro di cui dispone.
Il prof. Grassi è nato a Rovellasca, presso Como nel 1854. Dopo aver studiato ed essersi laureato a Pavia, si recò a completare i propri studi all’estero e lavorò specialmente sotto la direzione del Gegenbaur; ebbe presto una cattedra all’Università di Catania, e di lì passò, ora è circa un anno, all’Università di Roma. Di una operosità incessante, il prof. Grassi ha ormai una ricchissima raccolta d’indagini e di scoperte che tutte mirano ad un unico scopo: quello di stabilire le varie trasformazioni, talvolta oscure e complicate, che compiono alcuni animali.
Così in un primo gruppo di ricerche, il professor Grassi si occupò di vari parassiti dell’uomo, protozoi e vermi, determinandone i cicli di evoluzione, e i modi nei quali essi danno origine alle infezioni, giungendo alla determinazione di varie forme nuove. Con altri lavori di anatomia e di embriologia, il prof. Grassi si occupò degli artropodi; studiò lo sviluppo dell’ape, e anche in questo campo rinvenne forme nuove, quali la Koenenia, piccolo ragnetto, grosso non più d due millimetri, che porta la coda sollevata come uno scorpione, ma che ha cuattro paia di zampe invece di cinque come gli altri ragni.
Un’ altra serie di ricerche riguarda i certodi parassiti, di cui il prof. Grassi cercò di spiegare le varie e complicate forme, partendo da quelle più semplici. E giunse , infatti, tra l’altro a riconoscere la strana forma che assume il verme solitario durante il proprio sviluppo, forma che può assomigliarsi a quella di un dito di guanto rovesciato; tale rovesciamento dell’animale sopra sè stesso, ha lo scopo di proteggere i suoi organi durante tutto il tempo in cui l’animale stesso deve stare nello stomaco.
Altro lavoro di lunga lena, e che richiese molteplici osservazioni ed esperienze, è quello che riguarda la costituzione e lo sviluppo della società dei Termitidi. Su questo soggetto, poche ed incomplete erano le conoscenze che possedevansi, e le originali ricerche del Grassi si portarono sulle due sole specie di termiti che si conoscano nel nostro paese, il Calotermes flavicollis ed il Termes lucifugus. Coi primi, specialmente, il Grassi riuscì ad ottenere che alcuni individui formassero, entro tubetti di vetro, dei piccoli nidi, i quali possono durare anche alcuni mesi, e che danno modo di osservare come nella piccola colonia si crea il re e la regina, si fanno soldati, operai, ecc. In tal modo il prof. Grassi, valendosi della collaborazione dei dottori Calandruccio e Sandias, potè determinare fatti nuovi e fondamentali per la teoria dell’evoluzione, sia relativi ai costumi degl’industri insetti, sia all’influenza che manifesta il nutrimento sullo sviluppo dei vari individui, dando origine a volontà, a operai, a soldati, a re e regine di complemento.
Finalmente un’altra serie di osservazioni che il prof. Grassi ha continuato per anni e che recentemente è giunta a risultati completi, è relativa allo sviluppo delle anguille e dei Leptocefali in genere. Tutti sanno che sino ad oggi era tuttora un mistero il modo nel quale l’anguilla nasce e si moltiplica, mistero che per molti secoli i naturalisti non giunsero a penetrare. Si era ridotti a semplici ipotesi, e si sapeva soltanto di sicuro che lo schiudimento delle uova doveva farsi in mare, da dove le piccole anguille risalivano ad epoche fisse i corsi d’acqua dolce per completare il proprio sviluppo e per compiere, divenute adulte, il loro viaggio in senso inverso ritornando al mare.
Ora il prof. Grassi ha riconosciuto, in unione al dotto Calandruccio, che la riproduzione delle anguille avviene a grande profondità nel mare, e che dall’uovo esce una larva, un leptocefalo, conosciuta da lungo tempo e nota sotto il nome di Leptocephalus brevirostris; è un piccolo animale, schiacciato e di apparenza gelatinosa, che i pescatori chiamano ceca e di cui non fanno alcun caso, tanto più che sfugge facilmente dalle maglie delle reti. Dapprima colle analogie anatomiche che questi leptocefali presentano colle anguille, e poscia colle osservazioni dirette del loro sviluppo entro agli acquarii, e della loro trasformazione nell’anguilla volgare, e infine colle forme intermedie che anche recentemente furono catturate nello stretto di Messina, il prof. Grassi ha ormai gettato una luce completa sul misterioso sviluppo dell’anguilla; e le nuove nozioni acquisite alla scienza, renderanno più facile la soluzione di altri problemi che riguardano la grande funzione della vita.
Sono queste indagini, le quali ebbero larghissima eco anche all’estero, che attualmente hanno coronato l’opera, come si vede, vasta e feconda, del prof. Grassi; e le onorificenze che sono venute a compensare le sue fatiche, la fama ch’egli si è acquistata co’ suoi lavori, non potrebbero esser più meritate. Perché il prof. Grassi, alle doti della bontà e della modestia, a quella invidiabile della gioventù, unisce una viva ed inestinguibile passione per le scienze che coltiva, alle quali egli dedica tutto intiero il proprio ingegno.
Da: L’Illustrazione Italiana, Anno XXIV, N. 19, 9 maggio 1897, pp. 291 e 294.
Grassi, insieme ad altri ricercatori italiani, quali Celli, Dionisi, Bignami e Bastianelli, è stato anche protagonista di importanti ricerche sull’eziologia della malaria, scoprendo il ciclo di riproduzione dei parassiti malarici attraverso le zanzare del genere Anopheles. Scrisse un famoso opuscolo nel 1898, La malaria propagata esclusivamente da peculiari zanzare, F.lli Treves, Milano.
Nel 1908 fu nominato senatore. Di seguito l’articoletto associato a questa notizia riportata ne l’Illustrazione Italiana:
GIAN BATTISTA GRASSI è nato nel 1854 alle porte di Milano, a Rovelasca, ed è noto in Italia e fuori come il vero scopritore dell’evoluzione dell’infezione malarica dalla zanzara (anopheles claviger) all’uomo: gli esperimenti suoi, iniziati nel 1898, lo portarono rapidamente a conclusioni concrete, alle quali non erano arrivati nè Koch, nè Laveran, nè Manson, nè Bignami, nè Ross; e dalla sua scoperta, che la zanzara inocula nell’uomo la malattia, derivarono la profilassi meccanica (applicazione delle reti metalliche di difesa alle abitazioni nei paesi malarici) e la profilassi chimica (cura di chinino, ferro e arsenico), e la lotta antimalarica potè fare in dieci anni i più decisivi progressi, ottenendo grandi risultati.
E’ professore nell’Università di Roma; è accademico dei Lincei; fu premiato con medaglia dalla Società Darwin di Londra; il congresso medico internazionale di Madrid del 1903 gli conferì il gran premio della Città di Parigi pei progressi delle scienze mediche. Lavora da anni attivamente a profonde ricerche sul gozzo. E’ di una bontà d’animo e di una semplicità di vita pari al suo alto valore scientifico.
Da: L’Illustrazione Italiana, Anno XXXV, N. 24, 14 Giugno 1908, p. 566.
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