Le Tavole di Gubbio

Ho reso disponibile nel web la traduzione delle Tavole di Gubbio che fece nel 1948 Giacomo Devoto, grande esperto delle lingue indoeuropee. Nel testo si presenta ripetutamente una parola, “puni”, che Devoto aveva tradotto come “Bevanda”, che non era vino poiché spesso vino e “puni” sono presenti insieme e considerati differenti. Questa Bevanda ricopre un valore primario nelle pratiche rituali descritte nelle Tavole iguvine. Nel 2004 Carlo D’Adamo, nella sua traduzione delle Tavole di Gubbio, ha tradotto la parola “puni” con “farina”, senza degnarsi di discutere e controbattere la traduzione di Devoto e stravolgendo notevolmente il significato delle operazioni rituali descritte nelle Tavole. Senza entrare nel merito delle scelte di traduzione del termine “puni” come Bevanda sacra o come farina, ritengo che non deve cadere nell’oblio la traduzione del Devoto, ed è per questo motivo che l’ho liberato nel web:

DEVOTO GIACOMO, 1948, Le tavole di Gubbio, Sansoni, Firenze, 114 pp.

Questo articolo è stato pubblicato in Novità sul sito
. Aggiungi ai preferiti: link permanente. I trackbacks sono chiusi ma puoi scrivi un commento.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

  • Search