La Scienza delle droghe / The Science of Drugs

Nella nostra società v’è una diffusa tendenza a identificare la droga con il problema-droga. La storia del rapporto umano con le droghe dimostra che esiste in realtà un “fenomeno-droga” distinto dal “problema-droga”.

E’ sufficiente considerare come esempio l’alcol per evidenziare la distinzione del fenomeno dell’uso di questa droga dal problema del suo abuso. Oltre a un elevato numero di individui afflitti dal “bere problematico” o dall’alcolismo cronico, esiste un numero più ampio di individui che intrattengono un rapporto con l’alcol che non evidenzia problemi individuali e sociali (in Italia oggigiorno 5 milioni di individui sono coinvolti nel problema-alcol e un numero variamente calcolato fra i 20 e i 35 milioni è coinvolto nel fenomeno-alcol).

Il fenomeno-droga è studiato da una specifica disciplina scientifica, la Scienza delle Droghe. Di carattere multidisciplinare, essa nacque nell’Ottocento e fra i suoi padri fondatori si annovera l’italiano Paolo Mantegazza (1831-1910), medico igienista. Fu Mantegazza a intuire che si trattava di una scienza a sè stante – che definì “Scienza degli alimenti nervosi”, poiché a quei tempi le droghe erano classificate fra i tipi di alimenti – e non un mero settore di competenza della medicina o della psichiatria.

Da un punto di vista di campi di indagine e di competenze, questa scienza possiede caratteristiche comuni alla Scienza dell’Alimentazione e alla Scienza dell’Educazione, per entrambe le quali sono stati creati dipartimenti universitari e specifici percorsi formativi. Considerando il problema-droga conseguenza della patologicizzazione di meccanismi pertinenti e forse strutturanti il fenomeno-droga, risulta evidente l’importanza di un’appropriata conoscenza di questo fenomeno.

Recenti scoperte nel campo dell’etologia dimostrano che anche gli animali – dagli insetti ai mammiferi – si drogano in natura, e ciò palesa ancor più l’urgenza di uno studio fenomenologico del rapporto degli esseri viventi con le droghe. L’incombere, durante il XX secolo, del problema-droga per come oggi è conosciuto, ha portato a un disinteresse progressivo, sino alla dimenticanza, della possibilità di concepire e del dovere etico di studiare le droghe come fenomeno.

Per questo motivo lo sviluppo della Scienza delle droghe è in ritardo – anche negli aspetti epistemologici ed etici – rispetto alle affini Scienze dell’Aimentazione e dell’Educazione, e rispetto alla mole di lavoro sviluppato nel campo del problema-droga. Il numero di ricercatori studiosi di questa scienza – dal chimico all’etnobotanico delle sostanze psicoattive, all’antropologo specializzato nei culti “enteogenici” – non supera oggi in tutto il mondo le 200 unità; un numero decisamente inferiore alla schiera di professionisti applicati sul problema-droga.

Le discipline scientifiche di cui si avvale la Scienza delle droghe sono numerose e ricalcano in buona parte quelle di competenza della Scienza dell’Alimentazione: antropologia, etnografia, archeologia, sociologia, medicina, farmacologia, biochimica, oltre a etnobotanica, etnozoologia, etologia, fenomenologia delle religioni, ecc.

3 Commenti

  1. dezi bernardo
    Pubblicato agosto 30, 2016 alle 8:56 am | Link Permanente

    Buongiorno. Sono un medico che da molti anni si occupa di medicina naturale e collaboro con una piccola ditta che distribuisce integratori naturali. Si chiama La fenice sas. Ho trovato il suo sito molto interessante e ben fatto. Volevo chiederle se potevo utilizzare qualche suo testo da pubblicare come informazione su alcuni prodotti che contengono erbe di cui parla anche lei. Chiaramente citando sempre il suo sito come fonte La ringrazio e le rinnovo i miei complimenti per il suo lavoro. Dott Dezi Bernardo

  2. Pubblicato agosto 30, 2016 alle 9:10 am | Link Permanente

    Gentile Dott. Bernardo Dezi, può utilizzare ciò che più ritiene opportuno degli scritti presenti in questo sito, rispettando semplicemente la loro proprietà intellettuale, cioè citando l’autore dello scritto, che può essere mio o di altri autori, a seconda dei casi. Cordiali saluti.
    Giorgio Samorini

  3. dezi bernardo
    Pubblicato agosto 30, 2016 alle 10:28 am | Link Permanente

    la ringrazio tantissimo. Bernardo

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