Leggenda cinese del tè

Chinese legend of tea

 

Sull’origine del tè si è tramandata una leggenda che pone in risalto le proprietà eccitanti della pianta:

Durma, il terzo figlio del re indiano Kosjuwo, il pio capo della religione fondata dal saggio indiano Sjaka e diffusa nell’Asia orientale, sbarcò in Cina nel 1519, per predicare quella religione.

Egli viveva sempre all’aperto, mortificando il proprio corpo e contenendo le proprie passioni. Si nutriva solo di foglie, e cercava di raggiungere la perfezione della santità passando tutte le notti in contemplazione dell’Ente Supremo.

Dopo molti anni, accadde una volta che, esaurito dalle lunghe mortificazioni, fu finalmente sopraffatto dal sonno. Al momento del risveglio, fu preso da un tal pentimento per avere mancato al suo voto e da un tal desiderio di non ricadere più in un simile peccato di debolezza, che si recise le palpebre, ch’erano state strumento del suo peccato, e irato le scagliò via.

L’indomani, quando ritornò nel posto del suo pio tormento, egli vide che là, doveva aveva gettate le sue palpebre recise, era cresciuta, per miracolo, una pianta, che era l’arbusto del tè.

Egli ne gustò le foglioline e provò subito una strana vivacità e un’allegria mai provate prima, e sentì nuove forze, per sprofondarsi sempre più nell’essenza divina, senza interruzione.

Egli non si stancava di lodare con i suoi discepoli l’azione delle foglie del tè e il modo di gustarle, sicchè la fama di questo arbusto rapidamente si diffuse assai (Lewin, 1928, p. 316).

In un’altra versione del medesimo racconto sono i discepoli cinesi, e non il maestro zen proveniente dall’India del Sud, a cedere al sonno durante le pratiche meditative. Anche in questo caso è presente il motivo delle palpebre del maestro e della loro trasformazione in due piante di tè, che avevano il compito di allontanare le insidie del sonno dai suoi discepoli (Brosse, 1992, p. 278).

 

Si vedano anche:

 

Riferimenti bibliografici

BROSSE J., 1992, La magia delle piante, Studio Tesi, Pordenone.

LEWIN LOUIS, 1981 (1928), Phantastika, 3 voll., Savelli, Milano.

 

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

  • Search