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Mito d’origine del tabacco fra i Kamba del Kenya
Origin myth of tobacco among the Kamba of Kenya
Il seguente racconto tratta dell’origine del tabacco fra i Kamba, tribù di agricoltori sedentari del Kenya vicina ai Kikuyu e ai Masai. I Kamba fanno un grande uso del tabacco e lo considerano un alimento. Nel racconto risalta il suo stato di cibo dei morti, originario dell’aldilà. (Per altri miti sul tabacco si veda qui)
Un vecchio uomo estirpò un campo e piantò del mais. Il mais maturò e un porcospino venne a mangiare i chicchi. Il vecchio uomo sorvegliò il suo campo durante la notte. Restò tutta la notte, ma il porcospino non apparve. Al mattino l’uomo diede una lancia a sua figlia dicendole:
“Prendila e dalla al tuo fidanzato, affinché stia di guardia al mais al mio posto”.
La figlia prese la lancia e la diede al suo futuro sposo (la dote era in corso di versamento). Essa gli disse:
“Mio padre ti manda a dire di badare al suo mais. Egli è stato in agguato di un animale, ma questo non si è fatto vivo.”
Il giovane uomo prese la lancia, si recò sul campo e montò di guardia vicino al mais. E giunse il porcospino. Il giovane prese la lancia, colpì il porcospino, che fuggì via. Egli lo inseguì, ma l’animale si intrufolò in un buco. Il giovane si avvicinò al buco, poi tornò al villaggio e disse al suo futuro suocero:
“Ho colpito il porcospino con la lancia e l’ho messo in fuga, la lancia si è infilata in un buco”.
Il suocero disse:
“Se la lancia non viene ritrovata, tu non avrai mia figlia”.
Il genero non rispose, e si disse fra sé e sé:
“Se la lancia non viene ritrovata, non avrò la figlia”.
Il giovane si alzò, partì, penetrò nel buco. Camminò per tutto il giorno, camminò la notte, camminò ancora la mattina seguente. Quando il sole era quasi verticale, giunse in un altro paese. La incontrò suo padre defunto, che lo salutò:
“Wakia. Un Tale”.
“Aa”.
“Da dove vieni?”
“Vengo dal nostro villaggio”.
“Che cosa ti porta qui?”
“Cerco una lancia con la quale ho ferito un porcospino e l’ho scacciato. Ora mi serve la lancia”.
Il padre disse:
“In realtà è tua madre che hai ferito con la lancia, quando è andata a raccogliere del mais sulla collina. Va in quel villaggio laggiù a presentarti”.
Il giovane giunse al villaggio, dove fu accolto da sua madre”.
“Wakia, un tale”.
“Aa”.
“Da dove vieni?”
“Vengo dal nostro villaggio”.
“Cosa cerchi qui?”
“Cerco la lancia di mio suocero”.
Egli si guardò attorno e scorse la lancia. Ma non disse nulla e ricevette del cibo. Sua madre gli disse:
“Sono io che hai ferito con questa lancia sulla collina, mentre raccoglievo del mais”.
Il giovane rimase un momento silenzioso e poi disse:
“E ora, madre, cosa posso offrirti per ricompensa? Poiché non sapevo che eri tu che ho ferito”.
La madre disse:
“”Metti una pietra sul fuoco, quando sarà calda ti mostrerò ciò che mi devi dare”.
Il giovane mise una pietra sul focolare e quando fu calda, vide il suo ariete, quello grosso. Chiese:
“Ho camminato per tre giorni. Da dove viene fuori questo ariete?”
La madre schiacciò del tabacco; disse:
“Quando mi hai visto, ti sei sentito preso dalle lacrime?”
“No, non ho avuto voglia di piangere”.
Essa disse:
“Senza questo”.
Il giovane prese un pizzico di tabacco, l’aspirò e i suoi occhi diventarono umidi. La madre disse:
“Trovi buono questo cibo?”
“Si, è buono”.
La madre prese qualche seme di tabacco e lo avvolse nella coperta di suo figlio. Essa prese anche delle foglie di tabacco e le avvolse in un altro angolo della coperta. Poi disse:
“Prendi la lancia. Eccola”.
E il giovane prese la lancia.
Quando aprì gli occhi, si trovò a casa, nel suo cortile. Rifletté un momento, poi si recò a trovare suo suocero e gli disse:
“Ecco la lancia”.
Prese il tabacco, ne versò in una tabacchiera che offrì a suo suocero dicendogli:
“Guarda come è bello”.
Il suocero aspirò del tabacco e si mise a piangere, sebbene nessuno l’avesse colpito. La figlia disse:
“I, i! Se tu colpisci mio padre, non sarò la tua donna”.
Il vecchio disse:
“Genero, questo è un buon cibo, è questo che mangerò d’ora in avanti”.
Il genero disse:
“”E’ l’unico cibo che ho mangiato laggiù”.
“Puoi portare via mia figlia”.
Il giovane prese la polvere, diede dei semi a suo suocero e fu così che apparve il tabacco. E il giovane prese con sé la figlia.
Riportato in: K.G. LINDBLOM, 1928, Kamba Folklore, Upsala, Lund, vol. II, pp. 83-87. La versione francese è riportata e discussa in: PIERRE FROLOW, 1968, L’origine du tabac (Conte kamba), Cahiers d’Études Africaines, vol. 8, pp. 245-256.