Mito d’origine del tabacco fra i Creek dell’Alabama

Origin myth of tobacco among the Creek of Alabama

C’era una volta un giovane che desiderava ardentemente di sposare una fanciulla. Una volta, trovandosi ambedue a partecipare in comitiva a un’escursione, la fanciulla, che cavalcava un cavallo da soma, si perdette per via con l’uomo. Egli le disse che la desiderava e che, se lo avesse sposato, l’avrebbe portata al suo accampamento; ella acconsentì e i due giacquero insieme.

In seguito ci fu un’altra partita di caccia e in quell’occasione l’uomo si recò sul luogo dove aveva giaciuto per la prima volta con la donna e vide che vi cresceva una bellissima pianta. Tornò dai suoi e disse loro ciò che aveva visto. Poi indicò la pianta e raccontò come erano andate le cose. Essi dissero: “La chiameremo hitci e quando la fumeremo la chiameremo allo stesso modo dell’amplesso,1 haisa”. Questa fu l’origine del tabacco.

1 Nella versione originale di Swanton è scritto cuum coimus, che in latino significa “amplesso”; ciò per il motivo che sino ai primi decenni del XX secolo la censura puritana non permetteva agli scrittori di scrivere la terminologia sessuale nella lingua parlata, bensì solamente in latino.

In: John R. Swanton, 1929, Myth and tales of the Southeastern Indians, Bulletin 88 of the Bureau of American Ethnology, Washington, p. 19 (riportato anche in Raffaele Petazzoni, 1962, Miti e leggende, Utet, Torino, vol. 3, p. 504).

Per altri miti sul tabacco si veda qui.

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