Origine dell’hataj fra i Mataco dell’Argentina

Origin of the hataj among the Mataco of Argentina

 

Questo racconto mataco sull’origine della polvere da fiuto allucinogena (hataj, semi di Anadenanthera sp.) è inserito in un mito sulla “Distruzione e rigenerazione del mondo”, dove il mondo fu distrutto da un grande incendio e dove sopravvissero solamente alcuni uccelli che si erano rifugiati in una grotta sulle colline; fra di questi c’era l’icanchu. Quando i sopravvissuti tornarono a casa, trovarono tutto bruciato, compresi gli alberi. Il racconto così prosegue:

Chuña e Icanchu erano molto tristi poiché non riuscivano a trovare alcuna ombra da nessuna parte. Tutti gli alberi erano stati bruciati dal fuoco.

Fu così sino a quando un giorno Icanchu si mise a scavare nella terra bruciata cercando del cibo. Proprio come oggigiorno, quando Icanchu cerca il cibo nel terreno. Egli scavò e scavò sino a che trovò del carbone, ma non sapeva quale legno avesse potuto essere. Egli quindi afferrò un bastoncino e si mise a danzare, colpendo su un pezzo di carbone come fosse un tamburo. Egli danzò e danzò per tutto il giorno. Il giorno seguente all’alba andò a guardare il carbone, e vide che stava già spuntando un germoglio. Allora si rimise a danzare e danzare, suonando il suo piccolo tamburo di carbone. Il giorno seguente andò nuovamente a guardare il carbone e trovò un ramo più grande. Il germoglio crebbe e crebbe sino a diventare un ramoscello più grande. Ogni giorno diventava più grande e Chuña riusciva già a stare sotto la sua ombra.

Nel frattempo, Icanchu continuò a suonare il suo piccolo tamburo e a danzare.1 Sembrava che così egli desse una grande fora all’albero in modo tale da farlo crescere. Quando l’albero fu grande, Icanchu vide che il tronco era come quello del carrubo (juajuk), ma che ciascun ramo era un differente albero. Quell’albero era aya ute (albero di prova).2

L’Icanchu si mise a gettare delle rocce contro l’albero, con lo scopo di romperne i rami. I rami si ruppero e caddero al suolo. Un albero spuntò da ciascuno di questi rami, ed è per questo motivo che gli alberi oggi sono differenti fra loro. Ecco perché gli alberi sono stati differenti sino ad oggi. Dopo che tutti i rami erano caduti, dal centro crebbe l’albero hataj.3

 

Note

1 – La danza e la musica di Icanchu inaugura la pratica rituale della cerimonia destinata ad aiutare la maturazione dell’albero del carrubo, un albero sui cui baccelli amidacei la vita dei Mataco dipendeva fra novembre e febbraio.

2 – Aya ute o ayavu ute, è un albero mitologico, l’Albero delle Prove; esso è il Primo-Albero-Nato, verso il quale gli spiriti ausiliari viaggiano dai luoghi degli sciamani durante la trance visionaria che accompagna la cerimonia iniziatica sciamanica.

3 – L’ultima pianta a germogliare, e quella con la quale la rigenerazione del mondo si conclude, è proprio l’elemento basico della pratica sciamanica. Si tratta dell’Anadenanthera colubrina var. Cebil, i cui semi sono allucinogeni (contengono DMT e affini triptamine).

 

Da: Alicia M. Barabas & Miguel Bartolomé, 1979, The mystic testimony of the Mataco, Latin American Indian Literatures, vol. 3 (2), pp. 76-85.

 

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