La Danza del Cervo

Mito d’origine del culto del mescalbean fra i Pawnee

The Deer’s Dance – Origin myth of the mescalbean myth among the Pawnee

 

Raccontato da Roaming-Fox, un giovane uomo Pitahauirat, il custode della Danza del Cervo nella sua banda. Questa danza è il rito del fagiolo del mescal praticato presso i Pawnee, un gruppo di nativi delle Pianure dell’America settentrionale (si veda Il culto del mescalbean).

Tanti, tanti anni fa, un uomo se ne andò via dal villaggio e girovagò per molti anni sui monti. Mentre era là, si sdraiò su un monticello e si mise a dormire. Ebbe un sogno, e nel sogno vide un uomo che stava in piedi vicino a lui e che aveva una pittura nera sul suo corpo. Aveva addosso un mantello di bufalo. Quest’uomo gli parlò nel sogno dicendogli: “Fratello mio, sono venuto per te. Sono il messaggero in una danza del Cervo che sta per essere svolta ai piedi dei monti in una grotta. Devi andare in quel posto, poiché la gente di lì desidera che tu partecipi alle nostre cerimonie. Desiderano darti la cerimonia in modo che tu possa portarla alla tua gente.”

Dopo che l’uomo aveva così parlato rincominciò. Egli parlò nuovamente e disse: “Devi andare nella direzione dove vado io”. Quando l’uomo di svegliò, si guardò attorno per vedere se c’era l’uomo che aveva sognato. Al suo posto udì qualcuno parlargli dal cielo. Guardò in alto e vide un Corvo che volteggiava, ed era questo Corvo che gli stava parlando dicendogli di andare nel luogo. L’uomo non fece caso al Corvo. Si sentiva strano. Improvvisamente il Corvo volò giù vicino all’uomo e gli parlò, dicendogli di fare come gli era stato indicato nel sogno. Appena il Corvo gli ebbe parlato e detto quale strada prendere, ci fu un grande rumore provenire distante. Dopo un po’ trovò che il rumore veniva dalla cima di un’alta montagna. Quando andò sulla cima della montagna, il rumore continuò ad avvicinarsi a lui finché si fermò.

Il ragazzo giunse in un certo luogo e lì l’uomo stava in piedi davanti all’entrata del monte. Egli disse: “Fratello mio, ti ricordi di me? Fui io a venire nel tuo sogno. Quando ho visto che non ti importava di venire, mi sono avvicinato a te come Corvo. Quando ho visto che non mi ascoltavi, raccolsi tanti Corvi e li misi sulla collina, e dissi loro di fare molto rumore. Essi lo fecero e tu hai seguito i rumori. Tu avevi pensato che fossero persone, quando non lo erano. Ora sei qui. I Corvi sono entrati nel luogo e anche noi vi entreremo”. Entrarono nella grotta, e il ragazzo vide tutti i tipi di animali e di uccelli. Le persone Alce erano i capi in questa danza. Dal lato sud giunse il tintinnare delle zucche e poi un canto. Quando il ragazzo guardò nuovamente, tutti gli animali e gli uccelli nella grotta erano diventati uomini. Erano dipinti come i loro rispettivi tipi di animali e uccelli. Il ragazzo notò che gli Alci erano dipinti di rosso e portavano zoccoli d’alce sui loro polsi. Portavano anche denti d’alce sul petto, legati con una corda di pelle di daino. Ciascuno di queste Alci aveva un fischietto. Sul lato nord c’erano le Lepri Americane e i Corvi. La gente Corvo era dipinta di nero. La gente Lepre Americana era dipinta con argilla bianca. Nel lato sud c’erano la gente Volpe e Coyote. Anche questi due tipi di persone erano dipinti di argilla bianca. C’erano tutti i tipi di uccelli nella grotta così come di animali. Questa gente si mise a danzare.

La prima canzone che quest’uomo sentì cantare da questa gente nella grotta gli apparve molto bella. La gente nella grotta si mise a mangiare i fagioli rossi che crescono a sud, e ne diedero all’uomo qualcuno da mangiare. Dopo un po’ egli si sentì male, poiché i fagioli erano molto forti. Cadde a terra e giacque come se fosse morto. Mentre stava così sdraiato andò nei paradisi, dove vide Tirawa (la divinità suprema). Tirawa era seduto in un earth-lodge (“capanna di terra”). Teneva un arco nella sua mano sinistra e mazzi di salvia selvatica nella mano destra. Quando l’uomo lo vide, Tirawa mise la salvia selvatica sul terreno e la scosse, e molti fagioli rossi rotolarono fuori. Tirawa parlò all’uomo e disse: “Devi andare dalla tua gente e insegnare loro questa danza; e anche insegnare loro come bere e mangiare questi fagioli, così anch’essi possono vedermi. Devi ora tornare alla grotta.” L’uomo si alzò come se fosse stato sveglio. Danzò per un po’ con la gente, e visto che stava sopraggiungendo la luce del giorno, la gente si trasformò nuovamente in animali e uccelli e uscirono dalla grotta. Di notte questi animali e uccelli tornarono e nuovamente danzarono. Per quattro giorni quest’uomo stette nella grotta apprendendo le vie misteriose da questa gente. Alla quarta notte danzarono per tutta la notte, e gli animali e gli uccelli dissero all’uomo che doveva andare dalla sua gente. L’uomo uscì dalla grotta e si diresse a est verso la sua gente.

Lungo la via egli elaborò una canzone che doveva cantare all’inizio della cerimonia. La canzone tratta dell’Uomo-Corvo che per primo gli aveva parlato. La seconda canzone trattava dell’Uomo-Corvo che se ne andava dopo avergli detto di andare in un certo luogo nei monti. Egli fece altri due canti sul Corvo che gli volteggiava sulla testa e che era volato giù. Fece altri due canti sul Corvo che gli gridava e sul grande rumore che era stato fatto a distanza. Fece un’altra canzone sui Corvi che fecero gran rumore sulla cima della montagna. Quindi elaborò altri due canti su quando era entrato per la prima volta nella grotta e udì i canti degli animali. Egli fece un canto dove dice: “Il canto che cantò la gente era bello”. La canzone che andava con quest’ultimo canto dice: “Il canto era bello quando lo udii a distanza”. L’uomo iniziò la cerimonia fra la sua gente. Fu nota come la Danza-Cervo o Danza-Alce, e questi canti sono i primi ch’essi cantano per mostrare alla gente dove quest’uomo ottenne la sua danza.

Da: George A. Dorsey, 1906, The Pawnee mythology. Part I, Carnegie Institution, Washington, pp. 382-384.

 

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