Mito del kava dell’isola di Pentecoste

Myth on kava from the Pentecost island

Molto tempo fa due gemelli orfani, un fratello e una sorella, vivevano felicemente a Maewo.1 Una notte il ragazzo, che amava molto sua sorella, cercò di proteggerla da uno straniero che le aveva chiesto di sposarlo, ma di cui lei si era rifiutata. Nella lotta, il frustrato pretendente lasciò andare una freccia che colpì la ragazza e la uccise. Disperato, il ragazzo portò il corpo della ragazza a casa, scavò una fossa e la seppellì.

Dopo una settimana, prima che fosse cresciuta qualunque altra erba sulla tomba, apparve una pianta dall’apparenza insolita ch’egli non aveva mai visto. Era sorta da sola sulla tomba. Il ragazzo decise di non toglierla. Passò un anno e il triste ragazzo non era ancora in grado di calmare la sofferenza che sentiva per la morte di sua sorella. Si recava spesso a gemere sulla sua tomba.

Un giorno egli vide un topo rosicchiare la radice della pianta e morire. Il suo impulso immediato fu quello di porre termine alla sua vita mangiando grosse quantità di queste radici, ma quando lo fece, invece di morire, dimenticò tutta la sua infelicità. Così egli tornò spesso a mangiare la magica radice e insegnò il suo uso agli altri. Così originò l’uso del kava.

1 Isola appena a nord dell’isola di Pentecoste; entrambe fanno parte dell’arcipelago di Vanuatu.

In: Vincent Lebot, Mark Merlin & Lamont Lindstrom, 1992, Kava, the Pacific Drug, Yale University, New Have, pp. 122-123.

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