Mito del kava a Papua Nuova Guinea

Myth on kava from Papua-New Guinea

 

Nel seguente racconto mitologico, raccolto a Kiwai, nel sud-ovest di Papua Nuova Guinea, l’origine della pianta del kava è contemporanea a quella dell’umanità, e la prima donna di questo mondo fu responsabile, apparentemente involontaria, della sua nascita attraverso l’uccisione (il sacrificio) di un canguro dai caratteri sovrannaturali. Gli uomini e la pianta del kava in questo racconto provengono dalla medesima sostanza – la carcassa in putrefazione del canguro. Da ciò si potrebbe dedurre una certa “consanguineità” fra i due tipi di esseri viventi.

Tempo fa viveva a Masingle una donna di nome Ua-Ogrere, la quale era la prima persona del mondo. Un giorno, essa colpì (con arco e freccia) un canguro, e lo mise sul fuoco per bruciacchiarne via il pelo; ma il canguro non era ancora morto, e si dibatteva emanando un grido: “Enga-enga!”

La donna si impaurì e, pensando ch’egli fosse un uomo, gettò l’animale da parte. I vermi che si formarono nel canguro morto si trasformarono in persone, e quello fu l’inizio della tribù Masingle.

La pianta del gamoda (kava) crebbe dall’ombelico del canguro morto, e Ua-Ogrere mostrò alla gente come utilizzarla (…) Agli uomini, che bevono gamoda, venne proibito di mangiare il canguro, ma le donne lo possono mangiare, poiché esse non prendono gamoda.

In: G. LANDTMAN, 1927, rip. in V. LEBOTT, M. MERLIN & L. LINDSTROM, 1992, Kava. The Pacific Drug, Yale University, New Haven & London, pp. 123-4.

 

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