Leggenda di Maximon

The Maximon’s legend

 

Questa leggenda è stata raccontata a Bernard Lowy da Martin Prechtel, un pittore e linguista di Santiago di Atitlan, Guatemala. Maximon, altrimenti noto come Maam o Rilai Maam, è la divinità più importante presso i Maya Tzutuhuil del Guatemala.

C’erano un tempo dodici alberi sacri, ciascuno di loro associato a un differente fungo. I Nahuales1 decisero di scegliere uno di questi alberi per governare gli uomini sulla terra. Ad ogni albero a turno venne chiesto se voleva accettare la pesante responsabilità. Solo uno accettò, un ben poco promettente candidato, dalle dimensioni inferiori alla media, chiamato Ch’iip o Fratello Minore.

Egli disse che aveva avuto un sogno o una visione nella quale egli era diretto a cercare una certa collina ai piedi del vulcano San Lucas,2 dove un albero chiamato palo de pito3 cresceva attorniato da numerosi funghi.

Appena l’albero fu raggiunto, si sollevò un forte vento proveniente da sud, portante con sé un forte uragano, e ora l’albero era stato spaccato da un fulmine. L’albero era cavo, e all’interno Ch’iip osservò un vago viso ch’egli procedette quindi a intagliare dal legno tenero. Questa effige divenne il dio Maximon.

Ogni colpo di coltello di Ch’iip era accompagnato da una parola sacra e ogni colpo, in maniera simile, diede origine a una nota musicale, tono o “figlio”. Le note fornirono le basi musicali per i canti tradizionali. Quando Maximon fu formato completamente, ogni Nahual conferì sul nuovo dio creato un potere speciale. Quindi fu comandato a Maximon di alzarsi, perché si doveva provare s’egli era in grado o meno di utilizzare i poteri conferitigli. Gli fu portato davanti un sordomuto del villaggio, e a Maximon fu comandato di curare la sua infermità.

Un frammento di uno dei funghi4 che crescevano attorno al palo de pito fu dato da mangiare all’uomo, il quale subito ringiovanì e l’infermità scomparve. I Nahuales erano compiaciuti di ciò, e Maximon ha da allora presidiato sulla gente Tzutuhuil.

 

Note

1 I Nahuales sono un gruppo di divinità degli Tzutuhuil.

2 Questo vulcano è ancora venerato dai Tzutuhuil.

3 Il palo de pito è Erythrina rubrinervia, della famiglia delle Leguminosae; produce numerosi e grandi semi rossi, che sono tossici, considerati dotati di proprietà magiche; in Guatemala sono usati come parte dei parafernali dei curandero. Il legno del palo de pito è ancora usato per intagliare effigi di Maximon.

4 Questo fungo sarebbe da identificare, secondo Lowy, con il kakulja dei Maya Quiché, identificato con l’Amanita muscaria. Prende il nome dal dio maia che lo personifica. Più precisamente, Kakulja appartiene alla trinità divina riferita nel Popol Vuh come “Kakulja Huracan”; gli altri due sono “Ch’iip Kakulja” e “Raxa Kakulja”. Kakulja Huracan si riferisce a “una sola gamba” (huracan), cioè, la singola saetta del fulmine.

 

Da: Bernard Lowy, 1980, Ethnomycological inferences from mushroom stones, Maya Codices, and Tzutuhil legend, Revista/Review Interamericana, vol. 10(1), pp. 94-103, pp. 100-102.

 

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