Mito della coca fra i Kogi della Colombia

Myth on the coca plant among the Kogi of Colombia

 

Prima non c’era coca. Gli antichi usarono un’altra erba che non c’è più e che si chiamava guánguala.

Un uomo e una donna avevano una figlia. Essa aveva i capelli lunghi sino alla vita, e quando li scuoteva cadevano foglie di coca al suolo. In questo modo il padre della ragazza aveva coca.

V’era un máma1 che si chiamava Teyúna,2 che pensava sempre: “Come posso fare per ottenere della coca?” Allora Teyúna si trasformò in un uccello femmina, e fece il suo nido sulla sponda del fiume. La ragazza si recava ogni giorno a bagnarsi, e lì vide l’uccello bianco e grazioso. L’uccello era mite, e la ragazza lo prendeva ogni volta che andava al fiume a bagnarsi e si affezionò. A casa sua la ragazza raccontò dell’uccello e disse che lo amava molto, ma suo padre le disse: “Questo uccello è cattivo, non toccarlo”.

Ma la ragazza si recava sempre al fiume. Accarezzò l’uccello e lo baciava, e lo amava così tanto che le diede saliva della sua bocca da bere. Allora, un giorno l’uccello disse: “Mi ami tanto?” “Si – rispose la ragazza – ti amo tanto”. Allora l’uccello disse: “Tira dalla cordicina che ho nella parte mediana della testa”. La ragazza cercò nella sua testa e trovò la cordicina. La tirò. Allora se ne andò il pelo della testa e cadde all’indietro e Teyúna uscì e abbracciò la ragazza.

Dopodiché Teyúna se ne andò e la lasciò sola sulla sponda del fiume. A casa sua Teyúna si scosse i capelli e caddero al suolo due semi di coca. Teyúna li seminò. Subito crebbero, e così Teyúna aveva la coca. Ed egli la diede quindi agli altri.

 

Note

1 Sacerdote.

2 Tairona.

In: Gerardo Reichel-Dolmatoff, 1996, Los Kogi de Sierra Nevada, Bitzoc, Palma de Mallorca, pp. 161-162.

 

Si vedano anche:

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

  • Search