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Leggenda cinese della cannabis
Chinese legend on hemp
Nella seguente leggenda cinese il motivo degli effetti visionari della canapa è accompagnato da una descrizione sarcastica e ridicolizzante della loro scoperta. Lo sfondo denigratorio, più che nei confronti della canapa, è forse indirizzato alla mentalità dei contadini.
Un contadino aveva raccolto una specie di canapa e, dopo averla fatta seccare in un capanno, l’aveva venduta al governo, che aveva bisogno di corde per le navi della marina imperiale.
Un anno, l’aiutante del contadino – un ragazzo grasso e pigro – s’addormentò mentre sorvegliava il fuoco nel capanno dove si seccava la canapa. Poco dopo una favilla incendiò il capanno, e fu una fortuna se il ragazzo riuscì a svegliarsi in tempo e a correre per chiamare il contadino.
Quando tornarono, il capanno bruciava allegramente, e per un caso fortunato, un colpo di vento soffiò quel fumo infernale verso di loro. Tossendo e quasi soffocando per quello che avevano respirato, il contadino e il ragazzo si diressero verso un grande campo lì vicino, dove furono vinti da un lungo sonno da ubriachi, pieno di sogni paradisiaci e di donne lascive.
Quei sogni furono così vividi che il contadino, al suo risveglio, decise di rinunciare a picchiare il ragazzo, e di mettersi invece subito al lavoro per costruire un altro capanno e fare un altro raccolto di canapa.
Quando il nuovo capanno fu riempito di canapa fresca, il padrone diede fuoco a una fascina, ve la gettò dentro e inumidì un dito per vedere da che parte tirava il vento.
Ancora una volta respirarono fumo in abbondanza e furono sopraffatti da sogni decisamente lascivi; una volta svegliatisi, costruirono, riempirono e incenerirono un altro capanno. Altri capanni si consumarono tra le fiamme, mentre il contadino e l’aiutante fumavano sempre di più quella canapa che faceva sognare.
Da: CESCO CIAPANNA, 1982, Le sostanze proibite, Ciapanna, Roma, p. 345.