Primati e millepiedi

Primates and millepedes

 

Diversi animali strofinano sul loro corpo certe piante e anche degli animaletti per allontanare fastidiosi parassiti quali pulci, acari e zecche.

Ad esempio, le scimmie cappuccino del Costa Rica strofinano sul loro corpo foglie del genere Piper per alleviare i dolori dovuti alle punture dei loro parassiti. Le medesime scimmie strofinano il pelo con dei millepiedi che producono dei benzoquinoni che hanno proprietà repellenti per gli insetti, i batteri e i parassiti.

Alcune specie di uccelli si sdraiano sui formicai, di modo che le formiche si intrufolano nelle loro piume. L’acido formico secreto dalle formiche allontana in tal modo batteri, pulci e altri parassiti dalle ali degli uccelli (Cindy, 2002).

Questi comportamenti rientrano nella categoria relativa agli animali che si curano. Tuttavia, è stato notato un comportamento affine a quelli sopra descritti, che esula dagli scopi meramente curativi e rientra piuttosto fra i comportamenti intenzionali naturali di utilizzo di droghe psicoattive fra gli animali (vedi Animali che si drogano).

Anadenobolus monilicornis

Millepiedi della specie Anadenobolus monilicornis. Foto di Richard Patterson, in The Miami Herald, 2002, p. 1a

Nei parchi zoologici della Florida del sud, dove si è diffuso un millepiedi proveniente dalle Antille (Anadenobolus monilicornis), le scimmie cappuccino e le scimmie civetta strofinano questi animaletti contro il loro pelo, ottenendo in tal modo uno stato di apparente delirio e di eccitazione che dura circa 30 minuti. E’ stato osservato che il millepiedi catturato da una scimmia, dopo essere stato “usato”, viene passato ad altre scimmie, le quali lo usano nello stesso modo (Zito et al., 2003).

Anche alcuni uccelli, in particolare le gracole, ricercano il medesimo millepiedi per strofinarselo sotto le ali e con apparentemente il medesimo scopo di procurarsi uno stato euforico (Ovalle, 2002).

Un comportamento simile è stato osservato presso una femmina adulta di lemure nero del Madagascar (Eulemur macaco L.):

“ha preso il millepiedi (Charactopygus sp.) in una mano, si è seduta sul ramo con le gambe in avanti, la sua superficie ventrale esposta e la coda arricciata verso l’alto fra le gambe, ha morso il millepiedi e ha strofinato il suo corpo ferito e coperto di saliva vigorosamente sul ventre e sulla coda. Dopo averlo morso ha fatto una smorfia, ha chiuso a metà gli occhi e ha profusamente prodotto della saliva. Queste azioni sono state ripetute numerose volte prima di far cadere il millepiedi. Il tutto è durato 3-4 minuti” (Birkinshaw, 1998, p. 170).

L’osservatore di questo comportamento ha escluso che si potesse trattare di un tentativo di cibarsi di un millepiedi non appetibile confuso con uno appetibile (di cui è nota la loro occasionale assunzione come fonte di cibo fra i lemuri). Altre possibili spiegazioni possono essere: il controllo ectoparassitario, il trattamento di malattie della pelle, il rafforzamento della comunicazione olfattiva, la produzione di una sensazione piacevole sulla pelle, e l’induzione di uno stato psicotropo. Quest’ultimo comportamento è stato tuttavia considerato il meno probabile, in quanto la femmina lemure, dopo l’interazione con il millepiedi, appariva svolgere normali attività e non sembrava psichicamente alterata.

 

Si vedano anche:

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BIRKINSHAW R. CHRISTOPHER, 1998, Use of millipedes by Black Lemurs to anoint their bodies, Folia Primatologica, vol. 70, pp. 170-171.

ENGEL CINDY, 2002, Wild Health. How Animals Keep Themselves Well and What We Can Learn from Them, Houghton Mifflin, New York.

OVALLE DAVID, 2002, Monkeys wild over millipedes, The Miami Herald, 8 agosto, pp. 1a, 2a.

ZITO M., EVANS S., WELDON P.J., 2003, Owl Monkeys (Aotus spp.) Self-Anoint with Plants and Millipedes, Folia Primatologica, vol. 74, pp. 159-161.

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