Formiche e coleotteri

Ants and beetles

 

Diverse specie di formiche “ospitano”, o forse meglio “tollerano”, nei loro formicai degli insetti, incluse le loro larve, in base a un rapporto apparentemente mutualistico, cioè di reciproca convenienza, ma che in diversi casi si rivela essere di tipo parassitario. Questi “ospiti parassiti” sono molto frequenti nei formicai di tutto il mondo e ne sono stati individuate oltre tremila specie, fra insetti, aracnidi e crostacei.

In alcuni casi, come per le larve dei coleotteri del genere Atemeles, le formiche provvedono al loro nutrimento, dopo che queste hanno aspirato o leccato un essudato prodotto da specifiche ghiandole distribuite sul corpo della larva, che per un qualche motivo le medesime formiche trovano così attraente, anzi “irresistibile”, al punto tale che questo comportamento è stato definito dai mirmecologi – gli studiosi delle formiche – come una “dipendenza innaturale”. Tralasciando il giudizio antropocentrico umano di “innaturale”, l’ipotesi che la larva del coleottero obblighi la formica a nutrirla “schiavizzandola” mediante una sostanza che crea dipendenza, resta plausibile, soprattutto considerando un altro caso dove ciò appare maggiormente evidente.

Si tratta del coleottero della specie Lomechusa strumosa che parassita i formicai della specie europea Formica sanguinea. Quando uno di questi coleotteri, della dimensione simile a quella delle formiche, si presenta nel formicaio, subito viene attaccato come un intruso. Ma a questo attacco il coleottero risponde volgendo il suo addome contro la testa delle formiche, una risposta inattesa che modifica improvvisamente il loro comportamento aggressivo. Cos’è accaduto? Il coleottero produce delle secrezioni nel suo addome e permette alle formiche di succhiarle. La secrezione viene rilasciata attraverso due ciuffi di tricomi. Le formiche rimangono sopraffatte dalla natura inebriante di queste secrezioni e diventano temporaneamente disorientate e meno sicure sulle loro gambe, traballando e perdendo il senso dell’equilibrio. Le formiche lavoratrici si dedicano quindi per lunghi periodi di tempo esclusivamente alla suzione della secrezione rilasciato dall’addome del coleottero, e appaiono totalmente disinteressate alle loro faccende domestiche.

Le formiche allevano anche le larve del coleottero, le quali producono anch’esse un essudato che risulta “irresistibile” per le formiche. Queste le trattano con tutto il riguardo che rivolgono alle proprie larve; un comportamento che ha un costo elevatissimo per il formicaio, dato che le larve del coleottero divorano grandi quantità di larve di formica. Inoltre, la presenza del coleottero e delle sue larve provoca lo sviluppo di formiche imperfette (pseudogini), incapaci di svolgere le normali funzioni di formiche lavoratrici o di formiche femmine. Tutto ciò porta in breve tempo a una bassa produttività e a un rovinoso declino dell’intera colonia di formiche, specie nel caso in cui il numero di Lomechusa presenti nel formicaio aumenti esageratamente, a mo’ di “overdose”.

La passione evidenziata da queste formiche nei confronti dell’essudato delle Lomechusa è stata paragonata alle forme di alcolismo. Wheeler, che studiò questo comportamento agli inizi del ‘900, preferiva paragonarlo al comportamento dei gatti nei confronti delle erbe gattaie (nepeta).1

 

Nota

1- Wheeler, 1918, p. 335; si veda anche Hölldobler, 1967; per il concetto di “dipendenza innaturale” nei confronti delle Atemeles, si veda Chauvin, 1970, p. 134.

 

Si vedano anche:

 

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CHAUVIN REMY, 1970, The world of ants, Victor Gollancz Ltd, London.

HÖLLDOBLER B. PELLA, 1967, Zur Physiologie der Gast-Wirt-Beziehungen (Myrmecophilie) bei Amei- sen. I. Das Gastverhaltnis der Atemeles– und Lomechusa Larven (Col. Staphylinidae) zu Formica (Hym. Formicidae), Z. Vergl. Physiol., vol. 56, pp. 1-21.

WHEELER M. WILLIAM, 1918, A study of some ant larvae, with a consideration of the origin and meaning of the social habit among insects, Proceedings of the American Philosophical Society, vol. 57, pp. 291-345.

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