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Animali che si drogano / Animals taking drugs
Quando si parla di droga, la maggior parte delle persone associa immediatamente questa parola al “problema droga”, e ciò porta alla visione comune che vede “droga” e “problema droga” identificarsi.
La connotazione negativa del concetto “droga” si fa ancora più esacerbata in un ambiente culturale che nega qualunque utilità dell’atto di drogarsi.
La droga fa male, la droga è vizio, la droga è sintomo di un disagio e di una sofferenza individuale e sociale. Tali giudizi portano al luogo comune, spesso sottinteso, che l’uso della droga è un comportamento aberrante umano, peculiare della specie umana.
A contraddire questo paradigma del pensiero occidentale moderno v’è un insieme di dati, sempre più cospicuo e incontestabile, ma che continua ad essere sottovalutato, che dimostra che il comportamento di drogarsi è diffuso anche nel mondo animale.
Alcuni casi di “addiction” animale erano noti già da tempo, ma non vi si faceva caso seguendo la regola, di cui l’uomo occidentale fa continuo abuso, di non interessarsi dei dati inspiegabili o in forte contraddizione con i modelli interpretativi prescelti. Tutt’al più, qualche etologo più scrupoloso interpretava questi bizzarri comportamenti animali in termini psicologici, come il sintomo di un malessere dell’animale, proiettando quindi sul mondo animale l’interpretazione patologica attribuita alla specie umana.
In questi ultimi decenni, con l’adozione di tecniche di osservazione sempre più raffinate e la centralizzazione dei dati raccolti su tutte le regioni del globo, gli etologi stanno accumulando una massa di dati sugli animali che si drogano tale da non potere più essere sottovalutata. Ciò che poteva sembrare inizialmente un’eccezione, appare ora una regola comportamentale diffusa a tutti i livelli del mondo animale, dai mammiferi agli uccelli, agli insetti, e l’interpretazione di questo comportamento come un particolare “sintomo di malessere” non è più accettabile. Si dovrà invece sospettare che nel comportamento animale – e quindi umano – di assumere droghe v’è una qualche componente naturale; in altre parole, la droga svolge negli animali una qualche funzione naturale non ancora compresa.
Ciò che segue rappresenta un primo insieme di dati, un primo passo verso l’accettazione di qualcosa che si fa ancora una certa fatica ad ammettere. Tutto ciò non fa altro che seguire il normale processo di accettazione di una nuova idea: inizialmente derisa e ostacolata, successivamente si apre un varco fra le rigidità mentali e i modelli interpretativi precostituiti, sino al raggiungimento della sua completa accettazione come nuovo tassello del bagaglio cognitivo umano.
Nel 2000 l’autore di questo sito aveva pubblicato un testo, “Animali che si drogano”, in cui era riunito un insieme di dati e di considerazioni relativi a questo fenomeno (Samorini 2000). In questa sezione del sito vengono riproposti questi dati, con l’aggiunta di aggiornamenti. Ulteriori aggiornamenti seguiranno passo per passo le nuove scoperte e teorie scientifiche in materia di animali che si drogano.
SAMORINI G., 2000, Animali che si drogano, Telesterion, Vicenza.