“Nuove droghe” / “New drugs”

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BIBLIOGRAFIA ITALIANA COMMENTATA SU ALLUCINOGENI, CANNABIS E “NUOVE DROGHE”

ITALIAN ANNOTATED BIBLIOGRAPHY ON HALLUCINOGENS, CANNABIS AND “NEW DRUGS”

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smart drugNella seconda metà degli anni ‘90 “nuove droghe” erano considerati composti di sintesi quali gli empatogeni, tipo MDMA (“ecstasy”), gli inalanti tipo “popper” e i nootropi. Col passare del tempo il concetto di “nuove droghe” si è esteso ad altri prodotti sintetici – non sempre veramente nuovi – quali la ketamina, la DMT e il GHB; il concetto si è quindi allargato sino a comprendere tutte le droghe “altre”, cioè differenti da quelle “classiche” (intese queste come alcool, oppiacei, cocaina, amfetamine, cannabis, psicofarmaci). Il concetto di “nuove droghe” è stato associato a specifici ambienti in cui queste sono generalmente utilizzate, quali le discoteche e i rave, ma tale associazione sta perdendo di importanza, visto il dilagare di queste “nuove droghe” in altri ambienti e contesti sociali. Oggigiorno sono considerate “nuove droghe” anche le “smart-drugs” vendute negli “smart-shops”, sia di origine vegetale che di sintesi. E’ difficile offrire una definizione appropriata di “nuove droghe” e di “smart-drug”, per la continua evoluzione a cui sono sottoposti e per l’inadattabilità intrinseca di questi termini nel comprendere le sempre più numerose droghe psicoattive. Ciò che v’è di veramente nuovo è il fenomeno della “globalizzazione delle droghe” a cui è soggetto il mondo occidentale. In pratica, stanno arrivando tutte le droghe psicoattive conosciute nel mondo. Nel solo regno vegetale si conoscono 1200-1400 specie, dalle proprietà stimolanti, allucinogene, narcotico-sedative o (numerose) di difficile classificazione psicofarmacologica. Fra le sostanze di sintesi vengono oggi considerate “nuove droghe” anche composti farmacologici di vecchia data e integratori alimentari e sportivi, quando utilizzati da soli per scopi “psicoattivi” o come rafforzanti di droghe psicoattive (ad esempio i nootropi, la taurina, la colina). E’ il medesimo concetto di “droga” che si sta allontanando dalla sostanza per se, assorbendo modalità e scopi della loro assunzione; in pratica, v’è oggi una tendenza a considerare “droga” qualunque cosa sia utilizzata con lo scopo di “drogarsi”, indipendentemente dal tipo di effetto e dal fatto che provochi un effetto percepibile sul sistema mente/corpo.

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gunther amendtAmendt Günther & Patrick Walder, 1998, Le nuove droghe. Una guida critica, Milano, Feltrinelli, 142 pp.
Dall’edizione originale tedesca del 1997. Un buon saggio sulle ‘nuove’ droghe, con particolare riferimento all’exstasy come droga dei party e dei rave, con un indirizzo di politica di “riduzione del danno” attraverso una adeguata informazione.

Bagozzi Fabrizia, Leopoldo Grosso, Fabrizio Schifano, 1997, Nuove droghe. Riti e miti nelle tribù dell’ecstasy, Animazione Sociale, vol. 27, pp. 29-55.
Insieme di tre articoli. Nel primo (pp. 31-40, “E ti senti parte della tribù…”) la Bagozzi evidenzia la tipologia dell’assuntore di ecstasy, “giovani che prendendo la ‘cala’ non si considerano devianti, che nel mondo della comunicazione globale ricorrono alla chimica per esprimersi, che usano il weekend come camera di compensazione”. Nel secondo (pp. 41-50, “Glossario psichedelico”) Schifano espone un succinto excursus sulla farmacologia e tossicologia della cocaina, degli empatogeni, degli psichedelici e di altre sostanze d’abuso. Nel terzo (pp. 51-55, “La discoteca e l’astronave”) Grosso evidenzia il contesto sociale e ambientale dell’uso e dell’abuso dell’ecstasy.

Bagozzi Fabrizia & Claudio Cippitelli (cur.), Giovani e nuove droghe: 6 città a confronto. Il progetto Mosaico come modello di intervento, FrancoAngeli, Milano, 152 pp.

Biffi L. (cur.), 1998, Tra ecstasy e nuove droghe: un’indagine sul consumo sommerso di stupefacenti nell’adolescenza, Ricerca e Pratica, vol. 4, pp. 139-153.

Bisonti Claudio, 1999-2000, Rave: uno scenario contemporaneo, Tesi di Laurea in semiologia della Musica, Fac. Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Bologna, 224 pp.

franco bolelliBolelli Franco, 1994, Le nuove droghe. Dalla sintesi vegetale all’estasi sintetica, Castelvecchi, Roma, 106 pp.
E’ il primo saggio italiano che si occupa delle “nuove droghe”; a quei tempi per “nuove droghe” si intendevano soprattutto gli empatogeni e i nootropi. Manifestando la preoccupazione sull’attuale processo sociale di metabolizzazione della “alterazione”, nel medesimo modo in cui la società metabolizza l’estetica e la politica, e osservando la proliferazione delle possibilita di “alterazione”, l’autore sottolinea l’importanza di avvicinarsi e di vivere queste esperienze con una adatta “mitologia dell’espansione”. Con alcune critiche rivolte allo “sballo” discotecario (“perché “sballare” non è troppo, ma dannatamente poco”), il testo conclude con alcuni “consigli per gli acquisti” e una breve “lista della spesa”, nella quale è descritto succintamente un gruppo di composti psicoattivi, compresi i nootropi.

Bricolo Renato, Berto D., Schifano Fabrizio, 1995, Nuove droghe, nuovi utenti? Una rilevazione delle sostanze d’abuso utilizzate dai primi ingressi in un Ser.T (1992-1995), Bollettino per le Farmacodipendenze e l’Alcoolismo, 17, 2.
In seguito all’analisi di 175 cartelle cliniche di utenti Ser.T. della USL 16 di Padova, relative ai primi trimestri degli anni 1992-1995, gliautori hanno osservato un incremento statisticamente significativo dell’uso di cocaina, allucinogeni e MDMA nel biennio ‘94-’95 rispetto a quello ‘92-’93. Si è inoltre rilevato un numero significativo di nuovi casi in cui l’eroina viene usata con una modalità ‘autoterapeutica’ atta a contrastare l’eccitazione e gli elementi di modificazione psichica causati da eccitanti e psichedelici.

Camarlinghi Roberto, 2000, Nuove droghe: oltre l’allarme, Animazione Sociale, anno XXX, n. 139, pp. 21-30.
I mass media hanno acceso le luci sul fenomeno “nuove droghe”. Un fenomeno che ha tratti di normalità che disorientano, che incrocia i modi e i luoghi del divertimento giovanile e che non può essere affrontato con vecchi approcci e vecchi linguaggi. Un fenomeno che interroga gli orizzonti culturali ed educativi, le prospettive concrete che la società propone ai giovani oggi. La filosofia di fondo degli interventi dovrebbe essere sempre più di tipo promozionale, meno legata al singolo rischio e alla singola sostanza.

matthew collinCollin Matthew, 1998, Stati di alterazione. La storia della cultura Ecstasy e dell’Acid House, Milano, Mondadori, 320 pp.
Dall’edizione originale inglese del 1997. Importante saggio sulla cultura techno e rave inglese, sulla sua storia a partire dalle origini negli anni ‘80 sino a giungere ai techno traveller degli anni ‘90 e all’attuale ‘generazione chimica’, con numerosi riferimenti e discussioni sulle droghe della cultura techno.

maria novella de lucaDe Luca Maria Novella, 1996, Le tribù dell’ecstasy, Napoli-Roma, Theoria, 140 pp.
Interessante descrizione e analisi del mondo della musica techno italiana, scritta da una giornalista del quotidiano ‘La Repubblica’.

ugo ferrettiFerretti Ugo & Luciana Santioli (cur.), 2003, “Nuove droghe” tra realtà e stereotipi, Franco Angeli, Milano, 222 pp.
Indice: Riccardo G. Gatti, Le droghe in un mondo che cambia (pp. 13-18); Renato Bricolo, Gli adolescenti e la notte (pp. 19-27); Fabrizia Bagozzi, Percorsi della notte (pp. 28-39); Claudio Cippitelli, I nuovi consumi (pp. 40-56); Sandro Marchetti, Il DJ come nuovo sciamano (pp. 57-60); Susanna Lavazza, Nuove droghe nuove risposte dai Paesi Bassi (pp. 61-70); Alessandra Terrosi, Iniziative nell’ambito dell’Unione Europea (pp. 71-75); Ugo Ferretti e Luciana Santioli, Ricerca “nuove droghe” a Siena (pp. 83-179); Roberto Ginosa, Aspetti epidemiologici e fenomenologici dei nuovi abusi (pp. 180-190); Mateo Ameglio, Le sostanze d’abuso tra i giovani (pp. 193-208).

astrid fontaineFontaine Astrid & Caroline Fontana, 1997, Raver, Roma, Sensibili alle Foglie, 132 pp.
Questo libro – che si riferisce all’ambiente metropolitano francese – è il prodotto di un’esperienza interna, diretta, vissuta dalle giovani autrici nell’ambiente dei rave. L’opera si inserisce nel dibattito attorno alla presenza e all’esperienza di trance nei rave. Le AA. affermano che gli stati modificati di coscienza insorgenti nelle feste dei ravers si presentano con caratteristiche ‘neo-mistiche’ del tutto differenti dalla moda edonistica dello sballo del sabato sera. Nel descrivere ciò che definiscono ’stato di rave’, le autrici mostrano le condizioni generali della sua produzione. Il rave si configurerebbe quindi come un neo-rito di trance metropolitano.

Geninatti Silvio, Filippo Bellavia e Giovanna Chieppa, 2001, Contributo alla definizione di nuove droghe, Bollettino Farmacodipendenze e Alcoolismo, vol. 24, pp. 16-30.
Gli autori analizzano i diversi nomi e concetti delle “nuove droghe”, spesso associati a particolari modelli di consumo o ambienti sociali: designers drugs, club drugs, recreational drugs, smart drugs, ecc. Sono quindi presentate 40 sostanze fra le più comuni “nuove droghe”, con i relativi dosaggi e modalità d’assunzione, effetti farmacologici e reazioni avverse.

Gessa Gian Luigi & Giancarlo Colombo, 1998, L’acido gamma-idrossibutirrico (GHB): un neurotrasmettitore, una medicina, una sostanza d’abuso, Bollettino Farmacodipendenze & Alcoolismo, vol. 21, suppl. al n. 1, pp. 43-46.
L’acido gamma-idrossibutirrico (GHB) è un neurotraasmettitore, utilizzato come farmaco efficace nel trattamento della dipendenza da alcol. Fra gli alcolisti in trattamento v’è una circoscritta area di abusatori di GHB per i suoi effetti psicoattivi. Il GHB viene considerata anche come “nuova droga” nell’uso non terapeutico diffusosi nel mondo giovanile.

Guerrera Antonia, Aniello Izzo, 1999, La conoscenza delle nuove droghe. Ricerca svolta nelle scuole superiori di Albano e Genzano di Roma, Bollettino per le Farmacodipendenze e l’Alcoolismo, vol. 22(1), pp. 7-16.
Il Ser.T di Genzano ha svolto una ricerca nelle scuole superiori di secondo grado del territorio di sua competenza. Dall’analisi dei dati è emerso che: la conoscenza delle varie sostanze è per lo più vaga e approssimata; la percezione di pericolosità viene assimilata alla modalità di assunzione; per quanto riguarda le droghe “emergenti” (exstasy, ketamina, speed, poppers), la conoscenza si attesta sul 22% dei soggetti e su questo vi sono motivati sospetti di autoriferimento all’uso personale, che comunque non è stato possibile chiarire se di tipo continuativo, saltuario o episodico.

patrick holfordHolford Patrick & Hyla Cass, 2004, Fatti naturali, Alfa Omega, Roma, 318 pp.
Un buon testo su diete e tecniche per energicizzare o rilassare il sistema corpo/mente, mediante l’uso di sostanze “naturali” quali kava, valeriana, GABA, taurina, ecc. Utile per la comprensione dei meccanismi di funzionamento dei neurotrasmettitori e di diverse droghe psicoattive. Non a caso questo testo si trova negli scaffali fra i libri venduti negli smart-shop. E’ invece inutile, poiché apologetico, nella sua critica agli stimolanti quali il té e il caffé. In questo aspetto, così come nei capitoli finali, sono evidenti le contraddizioni e le forzature nel definire e distinguere ciò che è “naturale” da ciò che non lo è.

Ingrosso Marco, 1999, Nuove droghe, nuove idee, Animazione Sociale, anno XXIX, n. 137, pp. 9-24.
In ampi strati della popolazione si sta passando, sul piano delle culture del benessere, da un orientamento di salute-desiderio, caratterizzato dal piacere cosmetico-salutistico, a una salute-iperprestativa, in cui la performance concorrenziale ed esibizionistica mobilita l’interesse e l’immaginario dei soggetti.Le nuove sostanze regolative cercano di indurre fenomeni di accelerazione, concentrazione e anticipazione delle potenzialità soggettive che vengono “calate” nei momenti voluti.

Lombi Luca, 2009, Esalazioni pericolose: alcune riflessioni sulla pratica dello sniffing, in: C. Cipolla e M. Martoni (cur.), Droghe nella notte. Una ricerca empirica nella costa romagnola, Franco Angeli, Milano, pp. 115-137.
Vengono presentati i risultati di una ricerca svolta nel 2007 basata su 5.233 interviste di usufruitori di 22 discoteche della riviera romagnola. L’Autore analizza i dati riguardanti gli inalanti, fra cui GHB, solventi e popper. Per quanto riguarda quest’ultima sostanza, il 21% dei maschi e l’11,7% delle femmine intervistate ha dichiarato di farne un uso occasionale, mentre il 10,7% dei maschi e il 4% delle femmine ne fa un uso abituale (almeno una volta alla settimana). Da questi dati si sarebbe portati a dedurre che il popper è una sostanza d’abuso particolarmente maschile; in effetti non si deve dimenticare la sua origine d’uso, da diversi decenni, presso la popolazione omosessuale maschile.

Marchetti Fabio, 2004-2005, Eco Drugs: Ricerca sperimentale su un campione di frequentatori di rave party e discoteche, Tesi, Facoltà di Psicologia, Università degli Studi di Padova, 52 pp.
Si tratta del primo studio socio-psicologico di una specifica parte di popolazione che usa le smart-drug in Italia. Fra i frequantatori di smart-shop e utilizzatori di smart-drug v’è una parte, forse non preponderante, di frequantatori di rave e di discoteche. L’autore ha intervistato 172 di questi amanti delle danze “tecnologiche”, 52% maschi, di età media circa 23 anni, e ha organizzato le informazioni specifiche sulle loro conoscenze e i loro usi delle “eco-drug”, o “erbe ecologiche”. Oltre il 60% degli intervistati è entrato in uno smart-shop e il 50% ha provato i semi di Morning Glory, il 33% il loto blu, il 28% la salvia divinorum, il 30% l’efedra. Il 90% degli intervistati ha indicato la curiosità come movente d’approccio alle smart-drug.

Palmeri Alessandro et al., 2001, Nuove droghe d’abuso tabellate con D.M. Sanità del 10 novembre 1999: 2C-B, 4-MTA, GHB e GBL, Bollettino Farmacodipendeze e Alcoolismo, vol. 24, pp. 9-15.
Sono riportati dati sulla tossicità, sull’abuso e sulle proprietà analitiche di quattro droghe di sintesi messe fuorilegge con Decreto Ministeriale nel 1999: l’empatogeno 2C-B, l’amfetamina 4-TMA e i due composti presenti nel corpo umano acido gamma-idrossibutirrico (GHB) e gamma-butirrolattone.

PELLICANO GAIA, 2010-11, Smart Drugs: analisi del fenomeno e della sua diffusione, Tesi di Laurea in Psicologia delle Tossicodipendenze, Facoltà di Medicina e Psicologia, Università La Sapienza, Roma, 43 pp. Un saggio breve ma ben fatto sul fenomeno delle smart-drugs, con un’osservazione specifica sull’Italia e sull’Europa. In alcuni capitoli sono esposti il Sistema Nazionale di Allerta Precoce e i progetti preventivi specificatamente ideati per far fronte all’abuso delle smart-drugs (un abuso che, tuttavia, alla data di questa tesi, è epidemiologicamente d’importanza secondaria).

ross peltonPelton Ross, 1996, Cibo per la mente, Aporie, Roma, 230 pp.
Un libro sulle erbe, vitamine e farmaci utili per aumentare la memoria, migliorare l’intelligenza e prevenire l’invecchiamento cerebrale. Dal punto di vista delle “nuove droghe”, questo libro tratta di “smart-drugs” e non è un caso che sia venduto nei negozi “smart-shops”. Vi sono indicati gli effetti e le modalità d’uso di sostanze quali colina, deanolo, idergina, vasopressina, lucidril, piracetam (nootropi) e di vegetali quali ginko biloba e il ginseng.

Petroni Anna, 2004, Droghe legali, Castelvecchi, Roma, 140 pp.
Librino superficiale e frettoloso, tipico lavoro fatto raccogliendo in maniera acritica i dati presenti in Internet, cosparso di dati imprecisi o errati (nei semi di morning glory ci sarebbe LSD, gli allucinogeni sono confusi con i rilassanti, la Salvia divinorum viene nel testo considerata già illegale in Italia, quando ai tempi della pubblicazione del libro ancora non lo era).

Pochettino Bruno, 1996, Rave, sostanze e ri(t)mo, Altrove, vol. 3, pp. 119-133.
Analisi lucida e stimolante sul fenomeno dei rave, in cui sono inclusi gli aspetti storici, l’utilizzo delle sostanze empatogene e i differenti tipi di musica techo.

Ruocco M. Fernanda, 1998-99, Esperienza etnografica nella cultura del rave-party, Tesi in Antropologia Culturale, Università degli Studi di Salerno, Facoltà Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, 370 pp.

Samorini Giorgio, 2006, Smart-drug e smart-shop in Italia, Medicina delle Tossicodipendenze, 14(50): 47-53.
Si tratta di un primo contributo nel nuovo campo delle smart-drugs, con un’analisi storica del fenomeno e una prima classificazione chimio-farmacologica basata sull’analisi di circa 400 prodotti europei. In particolare, si distinguono: stimolanti efedrinici, stimolanti xantinici (caffeinici), stimolanti a sinergismo xantinico-aminoacidico (energy drinks), stimolanti sinefrinici, stimolanti afrodisiaci, rilassanti, eco-drugs, liquori d’assenzio.

Samorini Giorgio, 2006, Droghe nuove e nuovissime: un breve excursus, in: R.M. Pavarin & V. Albertazzi, Uso e abuso di sostanze, Carocci, Roma, pp. 87-112.
In questo articolo l’autore passa in rassegna le droghe occidentali più moderne, dagli empatogeni (“nuove droghe”) alle smart-drugs ed eco-drugs (“droghe nuovissime”), passando per i prodotti efedrinici, i popper, il gas esilarante e i liquori di assenzio. Particolare attenzione viene rivolta al rapporto di queste droghe con l’ambiente sociale dei “rave” e della musica elettronica. L’articolo termina con una descrizione delle principali eco-drugs o “prodotti per etnobotanica”, quali Salvia divinorum, kratom (Mitragyna speciosa) e loto blu (Nymphaeae coerulea).

Schifano Fabrizio, 1996, Eccitanti e psichedelici del sabato sera, Bollettino Farmacodipendenze & Alcoolismo, vol. 19(4), pp. 7-12.
L’autore presenta una buona revisione, dal punto di vista farmacologico-clinico, terapeutico ed epidemiologico, delle sostanze che sono sulla scena degli stupefacenti, di utilizzo quasi esclusivo durante il fine settimana, con modalità d’uso ricreazionali.

Spotti R., A. Negri, P. Bianchi, G. Castagnetti & F. Bonfà, 1998, Un intervento di prevenzione – informazione sugli effetti dell’alcool e delle “nuove droghe” rivolta agli allievi della scuola guida di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), Bollettino per le Farmacodipendenze e l’Alcoolismo, Supplemento al n1, anno XXI.

Vendramin Andrea & R. Boccalon, 1996, Classificazione delle sostanze d’abuso, Medicina delle Tossicodipendenze, pp. 44-59.
Un importante contributo alla classificazione delle sostanze, di netta impostazione medico farmacologica, comprensivo della voce MDMA.

Zangara Andrea, 1997-98, Smart Drug, Eco Drug: una prospettiva europea, Tesi di Laurea, Facoltà di Psicologia, Università degli Studi di Padova, 138 pp.
Interessante tesi di laurea sulle smart-drugs. L’autore, dopo una generale classificazione delle smart-drugs, espone i risultati di un’inchiesta svolta su un campione olandese di 119 frequentatori di smart-shop.

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