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Ketamina / Ketamine
BIBLIOGRAFIA ITALIANA COMMENTATA SU ALLUCINOGENI, CANNABIS E “NUOVE DROGHE”
ITALIAN ANNOTATED BIBLIOGRAPHY ON HALLUCINOGENS, CANNABIS AND “NEW DRUGS”
Bertolazzi Alessia, 2009, La ketamina nei contesti dance: una droga “dissociata”, in: C. Cipolla e M. Martoni (cur.), Droghe nella notte. Una ricerca empirica nella costa romagnola, Franco Angeli, Milano, pp. 233-250.
Vengono presentati i risultati di una ricerca svolta nel 2007 basata su 5.233 interviste di usufruitori di 22 discoteche della riviera romagnola. Il 5% della popolazione intervistata faceva uso abituale di ketamina, mentre il 6,4% ne faceva un uso occasionale. Appare quindi confermata la diffusiosne di questa sostanza nella scena “dance”, mentre originalmente sembrava appartenere in maniera quasi esclusiva alla scena “rave”.
Corazza Ornella, 2001, Ketamina, “near death experiences” e stati nor ordinari di coscienza. Osservazioni medico-antropologiche sul fenomeno dell’esperienza dissociativa, Bollettino Farmacodipendenze & Alcoolismo, vol. 24(4), pp. 88-93.
Corazza Ornella, 2002, Ketamina e psicoterapia: uno studio sulle potenzialità terapeutiche delle NDE indotte da Ketamina, in AA.VV., Eventi oltre le soglia. Atti del 6° Congresso Internazionale di Studi delle Esperienze di Confine, 12-14 Aprile 2002, San Marino, pp. 33-37
Nel primo articolo l’autrice espone il concetto di “esperienze vicino alla morte” (NDE) e la possibilità che l’esperienza con la ketamina induca – più di altre sostanze psicoattive – tale particolare stato modificato della coscienza, dove si esperisce la “uscita dal corpo”. Nel secondo articolo l’autrice, attraverso l’analisi di un’intervista sistematica a persone che hanno conosciuto l’esperienza con la ketamina, nota la frequenza con cui si presentano esperienze di NDE e ipotizza un impiego di questa sostanza in psicoterapia.
Edizione originale spagnola del 2008 stampata per i tipi dell’Amargord di Madrid. E’ un buon manuale sulla ketamina, alquanto esaustivo e non specialistico, con una corretta informazione e indirizzato al pubblico dei consumatori e degli operatori sociali. Vi è inserito un importante capitolo sulle possibili combinazioni della ketamina con altre sostanze psicoattive e un’interessante analisi della sua presenza nella letteratura, nel cinema e nei mezzi di comunicazione.
Jansen L.R. Karl, 1999, Ketamina, esperienze di pre-morte e di pre-nascita, in: AA.VV., Energie al di la dell’essere, Atti III Congresso di Studi delle Esperienze di Confine, San Marino 9-11 Aprile 1999, Corrado Tedeschi Editore, Firenze, pp. 77-87.
La ketamina è una sostanza psichedelica che può indurre con una certa facilità esperienze simili alle NDE (near-death experiences, esperienze vicine alla morte o di confine) e alle esperienze simili alla nascita. V’è la possibilità che il cervello agisca come un trasmettitore, convertendo campi di energia dietro al cervello in caratteristiche della mente, come una TV converte onde nell’aria in un dramma visibile e udibile. La ketamina può sintonizzare il cervello per fornire accesso a certi campi e “apparecchi” che sono solitamente inaccessibili.
Krupitsky M. Evgeny & A. Ya. Grinenko, 1996, Terapia psichedelica con ketamina (KPT) dell’alcolismo: efficacia clinica e meccanismi di base, Eleusis, n. 4, pp. 18-29.
A partire dal 1985, le proprietà psichedeliche della ketamina sono state sfruttate nel trattamento dell’alcolismo da un’équipe di psichiatri russi guidata da E. Krupitsky. In questo articolo sono presentati la terapia con ketamina e i risultati ottenuti. La psicoterapia consiste nella preparazione del paziente alla sessione psichedelica, nel supporto psicoterapeutico durante la seduta e in una particolare psicoterapia successiva. Quest’ultima è volta ad aiutare l’introspezione integrativa del paziente nel “rientro” dall’esperienza psichedelica alla vita quotidiana e ad associare l’esperienza con la sua vita e con i problemi della sua personalità. L’astinenza dall’alcol per più di un anno è stata osservata nel 65,8% dei pazienti che sono stati sottoposti al trattamento con ketamina.
Mayer Roberto et al., 2003, Ketamina: uso ed abuso, Bollettino Farmacodipendenze & Alcoolismo, vol. 26(2), pp. 24-29.
Excursus sugli effetti farmacologici della ketamina, basato sulla letteratura scientifica.
Questo opuscolo, sovvenzionato dal Dipartimento di Scienze Storiche, Filosofiche e Geografiche dell’Università degli Studi di Lecce, offre un succinto quadro informativo su una sostanza sulla quale non v’era ancora sufficiente informazione in Italia, a dispetto del dilagare del suo uso, in particolare negli ambienti giovanili associati alla musica techno e ai rave. Dopo una battagliera introduzione di Pietro Fumarola, di carattere politico-sociologico, viene presentata una storia della ketamina, sostanza della classe degli psichedelici o degli “anestetici dissociativi” ben nota agli hippy dei decenni passati. Sotto i nomi di “K”, “Special K” o “Vitamina K”, questa sostanza gira attualmente nei rave e viene anche assunta assieme all’ecstasy. Sotto questi nomi la ketamina viene classificata fra le cosiddette “nuove droghe”. Tuttavia, gli AA. dell’opuscolo sottolineano il fatto che si tratta di “un concetto improprio e fuorviante .. La maggior parte delle ‘nuove droghe’ non è per nulla nuova, né nell’ambiente scientifico in cui sono state create o scoperte, né negli ambienti underground. Ciascuna di queste sostanze ha oramai una storia di uso e abuso di alcuni o di molti decenni… Ciò che v’è realmente di nuovo non sono le sostanze, bensì le modalità del loro utilizzo. La vera novità consiste nel fatto che le droghe via via “scoperte” e usate negli ambienti giovanili durante i decenni passati, sono tornate tutte contemporaneamente alla ribalta a disposizione delle nuove generazioni e vengono consumate secondo le più disparate combinazioni. I ‘cocktail’ del sabato sera o, come preferiamo definirli, i ‘crogioli neuroalchemici’ o le ‘neuroalchimie’, sono e saranno la fonte di tante gioie e preoccupazioni…” (pp. 16-17).