Allucinogeni – Miscellanea

Hallucinogens – Miscellanea

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BIBLIOGRAFIA ITALIANA COMMENTATA SU ALLUCINOGENI E CANNABIS

ITALIAN ANNOTATED BIBLIOGRAPHY ON HALLUCINOGENS AND CANNABIS

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ALBRILE EZIO, 2009, Un inebriante salvezza: culti enteogeni e mitologie fra Ellenismo e Iranismo, Studi Classici Orientali, vol. 55, pp. 11-34.
Una disanima sugli antichi culti “visionari” iraniani e greci e come filo conduttore le fonti vegetali “enteogene” responsabili della “visio beatifica”. Purtroppo l’Autore si sofferma in maniera eccessivamente ristretta sul papavero a oppio, come fonte visionaria, senza fare riferimenti alle solanacee, ai funghi o all’ergot.

BIANCHI ANTONIO, 1993, La coscienza psichedelica, in: AA.VV., La fenomenologia della coscienza normale e alterata, Milano, Theta, pp. 72-83.

BIANCHI ANTONIO, CARLO A. CLERICI & SILVIO POLI, 1997, Droghe in guerra. Uso bellico di sostanze psicoattive, Milano, Mursia, 160 pp.
Interessante saggio su un argomento poco studiato sebbene più attuale che mai. Un capitolo tratta della storia dell’LSD pensato e sperimentato come arma psicochimica, da impiegare come “siero della verità” per smascherare le spie, o da bombardare come gas sulle truppe del fronte nemico, per modificare il comportamento dell’avversario con mezzi “inapparenti”. Fortunatamente, queste ricerche della CIA americana degli anni ’50 – denominate in codice “progetto MK-Ultra” – si arenarono. Si veda anche: C.A. Clerici & S. Poli, 1995, Sostanze psicoattive di uso bellico e stati di coscienza alterata, Rivista Italiana Difesa, n. 3:47-53 e C.A. Clerici & S. Poli, 1996, Droghe da guerra, Altrove, 3: 51-60.

ESCOHOTADO ANTONIO, 1998, Euforia chimica e dignità umana, Eleusis, n.s., vol. 1, pp. 4-8.
Brillante saggio del noto filosofo spagnolo ed esperto di storia delle droghe, autore di una monumentale Historia de las drogas in tre volumi. L’articolo – collocato appositamente all’inizio della nuova serie della rivista Eleusis – rappresenta un ‘manifesto’ filosofico a difesa delle esperienze estatiche e di ebbrezza indotte dalle sostanze psicoattive – comportamento umano universale –, evidenziando le debolezze e le paure inconsce di quanti vi si scagliano contro. Conclude con il suo motto preferito: “Chi cerca il conosciuto non cerca la conoscenza”.

john lillyLILLY C. JOHN, 1997, Il centro del ciclone. Un’autobiografia del mondo interiore, Spigno Saturnia (LT), Crisalide, 242 pp.
Nato nel 1915, noto personaggio della scena psichedelica californiana, Lilly eseguì ricerche pionieristiche nello studio della mente e del linguaggio dei delfini (nel 1981 la Cesco Ciapanna di Roma ha pubblicato l’edizione italiana del suo La comunicazione tra l’uomo e il delfino, 286 pp.). Negli anni ’50 inventò la vasca di isolamento sensoriale per studiare le reazioni e gli stati di coscienza di un essere umano in assenza di stimoli. Egli utilizzò anche l’LSD in queste ricerche, si interessò alle OBE (‘esperienze fuori dal corpo’) ed è considerato un profondo conoscitore degli effetti della ketamina. In questo libro Lilly presenta le sue ricerche fatte con l’LSD e propone un’interessante scala di valutazione e ‘misurazione’ dei livelli di coscienza: dallo ‘stato 48’ della mente razionale allo ‘stato +12’ del ‘corpo di beata condivisione’, dallo ‘stato +6’ del ‘se puntiforme’ allo ‘stato +3’ del ‘satori classico’.

ROBERTS B. THOMAS, 2002, Le esperienze mistiche indotte da enteogeni stimolano il sistema immunitario?, Altrove, vol. 9, pp. 135-145.

SCOCCIANTI MARIO, 1997-98, In tema di Tabernanthe iboga: considerazione sulla chimica e sulle attività farmaco-tossicologiche dei suoi alcaloidi, Tesi di Laurea, Facoltà di Farmacia, Università degli Studi di Milano, 110 pp.
Il miglior lavoro sulla chimica e farmacologia degli alcaloidi della radice allucinogena dell’iboga dell’Africa Equatoriale presente in lingua italiana, con un ricco sistema referenziale bibliografico.

TART T. CHARLES, 1977, L’uso della droga per indurre stati alterati, in: C.T. Tart, Stati di coscienza, Roma, Ubaldini, Astrolabio, pp. 157-165.
L’autore è uno dei più importanti studiosi moderni degli stati di coscienza. Nell’elaborazione dei suoi modelli egli tiene sempre in considerazione gli stati di coscienza indotti dalle sostanze psicoattive.

THOMAS BENJAMIN, 1999, Terogeni, Eleusis, n.s., vol. 3, pp. 82-88.
L’autore presenta e discute un nuovo termine – quello di terogeni – per definire sostanze psicoattive che hanno la proprietà di indurre uno stato di furore nell’individuo che li consuma.

TORO GIANLUCA, 2004, Animali psicoattivi. Stati di coscienza e sostanze di origine animale, Nautilus, Torino, 124 pp.
Una raccolta meticolosa dei dati, sempre più numerosi, sulle fonti animali di droghe psicoattive, sia quelle note nell’ambito tradizionale, sia quelle scoperte nei laboratori di biochimica; diversi principi attivi sono allucinogeni. Dai molluschi ai pesci, dagli anfibi agli uccelli, dalle formiche ai ragni, è oramai indiscutibile che l’uomo si è avvalso in tutti i tempi anche di fonti animai per drogarsi, e che la significativa distanza numerica ancora esistente fra i vegetali e gli animali psicoattivi a noi noti è dovuta per lo più alla precedente mancanza o difficoltà di osservazione che a una reale preferenza per il mondo vegetale.

VITALI T. & F. MOSSINI, 1959, Sulla preparazione di alcune triptamine N’-disostituite, Bollettino Scientifico Facoltà Chimica Industriale Bologna, vol. 17, pp. 84-87.
E’ uno dei rari contributi italiani nel campo della chimica pratica (sintesi) applicata alle molecole allucinogene. In esso viene trattata la preparazione di DMT, DET, DPT e diverse altre triptammine N’-disostituite, operando una sintesi in due passaggi, a partire dall’indolil-etanolo (triptofolo). Questo viene trasformato nel bromuro di indoliletile, per reazione con tribromuro di fosforo, in mezzo etereo. Il bromuro viene quindi trasformato in N’-dialchil-ammina per reazione con l’opportuna ammina dialchilata. Questo procedimento in due passaggi apparve, ai tempi della pubblicazione, più vantaggioso che quello proposto da Albert Hofmann, che ne richiedeva tre, inclusa una riduzione con il pericoloso reagente litio-alluminio idruro (LiAlH4).

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