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Allucinogeni – LSD
Hallucinogens – LSD
BIBLIOGRAFIA ITALIANA COMMENTATA SU ALLUCINOGENI, CANNABIS E “NUOVE DROGHE”
ITALIAN ANNOTATED BIBLIOGRAPHY ON HALLUCINOGENS, CANNABIS AND “NEW DRUGS”
Alemà G. & G. Donini, 1956, Sugli effetti della intossicazione sperimentale con Dietilamide dell’acido lisergico in due casi di anosognosia visiva, Rivista Sperimentale di Freniatria, vol. 80, pp. 943-952.
Balbi R., L. Covello & S. Piro, 1959, Analisi logica e semantica del linguaggio nelle psicosi da monoetilamide dell’acido lisergico (LAE 32), Acta Neurologica, vol. 14, pp. 885-902.
Gli Autori hanno sottoposto 15 soggetti, che non presentavano alterazioni psichiche della personalità, all’azione dell’LSD, in dosi massiccie di 500 gamma, per via intramuscolare. I soggetti sono stati sottoposti a un test di adeguazione semantica (test di Piro) e al test di Morf per lo studio delle relazioni fra logica e linguaggio. Al primo test si sono avuti risultati che indicano una certa perturbazione dei processi che regolano l’adeguazione del simbolo al significato (fenomeni di aumento dell’alone semantico; dispersione semantica). Il test di Morf non ha dato risultati patologici. Gli Autori concludono ipotizzando che i processi mentali che sottostanno al meccanismo logico siano più rigidi e meno vulnerabili di quelli che sottostanno alle relazioni semantiche.
Bernardi Luigi & Onofrio Goffredo, 1964, Derivati dell’ergolina. II. Preparazione della D.diidroisolisergamide II e della D.diidrolisergamide II, Gazzetta Chimica Italiana, 94: 947-954.
Bernardi Luigi, Onofrio Goffredo & Bianca Patelli, 1964, Derivati dell’ergolina. II. Derivati dell’acido D.diidrolisergico II, Gazzetta Chimica Italiana, vol. 94, pp. 955-960.
Bernardi Luigi & Wanda Barbieri, 1965, Derivati dell’ergolina. VI. Epimerizzazione delle ammidi diidrolisergiche, Gazzetta Chimica Italiana, vol. 95, pp. 375-383.
Alcuni dei rari studi italiani sulla chimica e sulla sintesi di derivati dell’acido lisergico.
Bruni Antonio, 1976-77, LSD. Stato della ricerca e proposta di un approccio metodologico, Tesi C.L. Psicologia, Università degli Studi La Sapienza, Roma, 100 pp.
Buscaino A. Giuseppe, 1951, Studio quantitativo dello spettro di fluorescenza della dietilamide dell’acido lisergico, La Ricerca Scientifica, vol. 21, pp. 519-525.
De Caro D., 1956, Modificazioni elettroencefalografiche provocate dalla LSD 25 nell’Uomo, Acta Neur., vol. 11: 144.
Dall’edizione originale tedesca (svizzera) del 1979. Albert Hofmann è il ‘padre’ dell’LSD, della psilocibina e di diverse scoperte degli anni d’oro della ricerca sugli allucinogeni. Nato a Baden, in Svizzera, l’11 gennaio del 1906, si laureò in chimica all’Università di Zurigo. Dal 1929 al 1971 ha lavorato come ricercatore chimico presso la casa farmaceutica Sandoz di Basilea, nei cui laboratori nel 1943 sintetizzò l’LSD. In seguito a questa scoperta egli diresse il dipartimento di Prodotti Naturali della medesima Sandoz. Attualmente (2002) egli vive in un quieto paesino svizzero e ha tuttora una menta limpida e cristallina, come limpide e cristalline sono le miriadi di molecole ch’egli ha sintetizzato nel corso della sua lunga vita. E’ autore di diversi libri e numerosi articoli specialistici. Con un linguaggio eloquente ma accessibile a tutti, in questo libro egli ripercorre i passi salienti del suo rapporto con l’LSD, questa molecola così ‘turbolenta’ ch’egli definisce “il suo bambino difficile”. Sono riportati i momenti della sua scoperta, quand’egli era un giovane uomo di 37 anni, le descrizioni delle sue esperienze personali fatte con LSD e psilocibina e quelle fatte insieme con amici quali Ernst Jünger (deceduto nel 1997 ad un’età centenaria), il suo contributo sul campo alle ricerche messicane svolte da Wasson ed Heim e all’ipotesi ergotica dei Misteri Eleusini, le sue considerazioni sul rapporto fra misticismo e scienza. Si veda anche: Albert Hofmann, 1994, Nascita dell’LSD, Medicina delle Tossicodipendenze, 2(4): 24-29.
Magnino C., 1967, LSD, Roma, Mediterranee, 94 pp.
Testo superficiale e pieno di errori: il peyote è un fungo, l’oppio sarebbe un allucinogeno, il principio attivo dell’Amanita muscaria è la muscarina (mentre sono acido ibotenico e muscimolo), la kava viene usata in Messico (quando in realtà è una bevanda psicoattiva del Pacifico). L’Autore era un libero docente dell’Università di Roma e la sua ignoranza in materia di droghe è scandalosa (errori del genere non sono presenti nei testi di cultura underground). Alcuni errori sono incomprensibili, appaiono frutto della fantasia dell’autore piuttosto che di una sua errata lettura e interpretazione dei documenti. Ad esempio, riportando alcune formule di unguenti stregonici dell’Europa medievale, vi fa rientrare le foglie di betel, una nota droga asiatica!
Manzini B e A. Saraval, 1960, L’intossicazione sperimentale da LSD e i suoi rapporti con la schizofrenia, Rivista Sperimentale di Freniatria, vol. 84, p. 589.
Dall’edizione originale inglese del 1962, New York. Libro esposto in forma di romanzo e fiction, che tratta in maniera biografica il caso di un trattamento psicoanalitico di una donna frigida mediante terapie con LSD. Sotto l’aspetto “romanzato” si cela una descrizione terapeutica saggia e interessante, rispecchiante l’uso effettivo che in quei liberi anni dell’LSD venifa fatto negli ambienti della psicoterapia. Il testo è arricchito da alcune appendici riguardanti dati e bibliografia sicentifica specialista sull’uso dell’LSD in psicoterapia.
Servadio Emilio, 1967, La verità sull’LSD, Rassegna Italiana di Ricerca Psichica, nn. 1-2: 7-20.
Servadio Emilio, 1967, Il mito dell’L.S.D., Pianeta, vol. 16, pp. 71-75.
Emilio Servadio (1904-1995), fondatore, assieme a Musatti e Perrotti, della Società Psicoanalitica Italiana e per molti anni presidente di questa medesima Società, fu un eminente psicoanalista affermato anche all’estero (nell’ambiente internazionale della ricerca enteogenica è noto il testo di R. Cavanna e E. Servadio, 1964, ESP Experiments with L.S.D. and Psilocybin, New York, Parapsychology Foundation). Fra gli italiani e ai tempi in cui l’LSD non era ancora stato dichiarato fuorilegge, egli studiò e utilizzò le sostanze psichedeliche (LSD e psilocibina) nell’ambito della ricerca parapsicologica e della pratica psicoanalitica. Come egli medesimo affermava (in La verità sull’LSD, p. 15): “Non poche personalità del mondo culturale, artistico e scientifico italiano si sono giovate di tali esperienze e ne hanno ricevuto incoraggiamenti e lumi sia nella loro vita di relazione, sia nelle opere compiute successivamente ad esse. Quale psicoanalista didatta, ho consigliato alcuni miei discepoli, particolarmente coloro che si occupavano di gravi malattie mentali, di sperimentare qualche volta su se stessi l’L.S.D. al fine di una maggiore comprensione del mondo psichico dei loro pazienti”. Tra le esperienze personali, sono rimaste celebri le sedute lisergiche che Servadio effettuò con i registi Gillo Pontecorvo e Federico Fellini, per verificare la correlazione tra allucinogeni e processi creativi. Come afferma Pierangelo Garzia, 1995, Emilio Servadio e gli Stati di Coscienza, Eleusis, 1:11-16, “fu lo stesso Servadio, in varie occasioni, a rivelare che in concomitanza a queste esperienze con LSD Pontecorvo realizzò il film La battaglia di Algeri e Fellini Giulietta degli spiriti“. Si veda anche Nesher, 1995, L’ortensia è, Eleusis, 1:17-21, in cui l’autore (che si firma con uno pseudonimo) descrive la sua personale esperienza con LSD assunto assieme a un noto psicoanalista romano, durante gli anni ‘60, quando la ricerca psichedelica era ancora permessa. Servadio pubblicò diverso materiale inerente le sue ricerche con gli psichedelici, di cui siamo qui in grado di fornire solo alcuni riferimenti. In La verità sull’LSD (p. 20), egli riassumeva in tal modo le sue idee su questa sostanza: “L’LSD è una sostanza estremamente potente, pericolosa, da impiegare con molta cautela, ma capace – se bene adoperata – di portare l’uomo su posizioni più avanzate, sia aiutandolo a superare difficoltà patologiche e conflitti nevrotici, sia ridimensionare per il meglio certe sue importanti, ma forse alquanto fossilizzate, strutture interiori (..) Al punto in cui siamo, l’LSD ci appare un po’ come una sostanza giuntaci da un altro pianeta, da altre dimensioni dell’essere. Dipenderà solo da noi se essa potrà venire ‘integrata’ a livelli degni e superiori, o se sarà accantonata e ‘rimossa’ come qualche cosa di troppo grande, che l’uomo non avrà saputo far suo.”
Solomon David (cur.), 1967, LSD. La droga che dilata la coscienza, Milano, Feltrinelli, 274 pp.
Dall’edizione inglese del 1964. Indice: Timothy Leary, Introduzione, :17-34; Aldous Huxley, Cultura e individuo, :35-45; Dan Wakefield, Gli allucinogeni: giudizio critico di un cronista, :47-69; Alan Harrington, Un viaggio nello spazio interno, :71-101; Timothy Leary, Come modificare il comportamento, :103-118; Alan Watts, L’esperienza psichedelica: fatto o fantasia?, :119-131; Humphry Osmond, Analisi degli effetti clinici degli agenti psicotomimetici, :133-156; Huston Smith, Droghe e religione, 157-172; William S. Burroughs, Differenze fra droghe sedative e droghe dilatatrici della coscienza, :173-178; James Terrill, La natura dell’esperienza LSD, :179-186; Charles Savage, LSD, alcoolismo e trascendenza, :187-196; Donald D. Jackson, L’LSD e il nuovo inizio, :196-204; Sanford M. Unger, Mescalina, LSD, psilocibina e mutamenti della personalità, :205-235; Roy R. Grinker, La dietilamide dell’acido lisergico, :237-238; Jonathan O. Cole & Martin M. Katz, Una rassegna degli studi sulle droghe psicotomimetiche, :239-248; Erich Kast, Il dolore e l’LSD-25. Una teoria sull’attenzione dell’anticipazione, :249-263; Sanford M. Unger, La bibliografia sull’LSD in psicoterapia, :265-268.