Il santuario eleusino

The Eleusinian sanctuary

 

Il santuario di Eleusi (si veda I Misteri di Eleusi) si trovava a ridosso dell’omonima cittadina, situata a una ventina di chilometri da Atene, nell’area della pianura Triasia che scende verso il mare. Nel corso dei secoli il santuario subì diverse ristrutturazioni, seguendo criteri di crescente ampliamento, di pari passo con l’aumento della sua importanza come istituzione religiosa, dapprima micenea, poi panellenica, sino a imperiale in seguito alla conquista romana. Dagli scavi archeologici è stato possibile individuare la crescente estensione del peribolo, l’insieme di muri che circondava l’area del santuario riservata ai riti segreti.

Il tempio eleusino subì alcune distruzioni, in primis quella associata all’invasione persiana del V secolo a.C., quindi nel 170 a.C. durante l’invasione sarmata dei Kostovok, i quali non risparmiarono il Telesterion, e nel 395 d.C. per opera dei Visigoti guidati da Alarico. La distruzione più estesa e definitiva avvenne per opera dei Cristiani verso la fine del quinto secolo della nostra era.

A partire dalla fine del XIX secolo, diverse generazioni di archeologi si cimentarono nello scavo e nello studio delle rovine del complesso eleusino, i più importanti dei quali furono quelli di Demetrios Philios (1882), Andreas Skias (1894-1907), Konstantinos Kourouniotes e George Mylonas (1930-1940). Mylonas è da considerare a tutt’oggi il più importante studioso dei Misteri Eleusini, sia negli aspetti archeologici che in quelli storico-religiosi. Il suo testo Eleusis and the Eleusinian Mysteries del 1961 è un’opera basilare alla quale le generazioni successive di studiosi si sono ispirate, a volte senza l’appropriato riconoscimento.

Riguardo le lontane origini del culto eleusino, Mylonas riteneva che il culto demetriaco fosse stato introdotto a Eleusi da qualche parte del mondo ellenico o mediterraneo senza sovrapporsi a qualche preesistente culto autoctono, in una data rientrante nella seconda metà del 1500 a.C., cioè durante il periodo miceneo, più precisamente nel periodo Miceneo Medio, altrimenti noto come Tardo Elladico II.

Nel corso di oltre un secolo è stata ampiamente discussa la provenienza geografica-culturale del culto eleusino. Seguendo Erodoto, Foucart pensò a una sua origine egiziana, ma una buona parte degli studiosi ha propeso per un’origine cretese e minoica, dando fortemente credito al fatto che nell’Inno a Demetra la dea afferma di provenire da Creta. Ma Mylonas ha evidenziato alcune contraddizioni archeologiche e possibili erronee interpretazioni moderne che lo hanno portato ad escludere un’origine minoica, indirizzando l’attenzione verso zone settentrionali della Grecia quali la Tessaglia e la Tracia quale patria d’origine del culto demetriaco. In particolare, questo studioso fa notare che il più antico tempio eleusino di Demetra, del periodo miceneo e sul quale si sovrapposero i templi ampliati dei secoli successivi, aveva la forma ellenica di un megaron, priva di alcuna relazione architettonica con le costruzioni cretesi; inoltre, negli scavi eleusini del livello miceneo non è mai fuoriuscito alcun reperto d’origine cretese (Mylonas, 1961: 14-18).

Gli scavi di Kourouniotes e collaboratori portarono alla luce le vestigia del periodo miceneo sulla collina di Eleusi, incluso un Megaron sotto il suolo del più tardo Telesterion. Questo Megaron è stato identificato con il tempio originario dedicato a Demetra di cui parla l’Inno Omerico a Demetra e ha una struttura tipicamente greca locale, senza alcun riferimento architettonico egiziano o minoico. Gli archeologi lo hanno denominato Megaron B. Recentemente Cosmopoulos (2014), confermando l’appartenenza del Megaron B al periodo Tardo Elladico IIB/IIIA1, ha ipotizzato che questa struttura templare fosse ancora in uso quando fu introdotto il culto di Demetra, attorno all’800 a.C., e che fu utilizzato come “memoriale” del culto locale precedente.

Mappa delle rimanenze delle strutture murarie ritrovate sotto il Telesterion peisistrateo. Si nota la struttura del Megaron B (da Mylonas, 1961, fig. 20)

Come detto, il Telesterion subì diverse modifiche e ampliamenti nel corso dei secoli. Dopo il Megaron B miceneo, parrebbe essere stato costruito un primo Telesterion nel periodo proto-Geometrico o in quello Geometrico (1110-700 a.C.), sebbene ne siano rimaste pochissime vestigia. Nel periodo Arcaico Antico, attorno al 600 a.C., fu costruito ciò che gli archeologi chiamano il Telesterion Soloniano, eretto per volontà forse di Solone, arconte di Atene. Seguì un nuovo Telesterion, detto Peisistrateo, più ampio dei precedenti, di forma quadrata e dotato di 25 colonne che reggevano il tetto, eretto da Peisistrato durante la metà del 500 a.C. In questa struttura si evidenzia l’anaktoron, la piccola sala interna al Telesterion dove venivano conservati gli hiera e a cui aveva accesso solamente lo Ierofante. Il Telesterion peisistrateo era dotato su tre lati di una gradinata a nove gradini, su cui sedevano i partecipanti ai Misteri. Fu questo Telesterion che venne distrutto dai Persiani di Serse, in una data compresa fra il 480 e il 479 a.C.

Piani dei differenti Telesterion succedutisi nel corso dei secoli (da Mylonas, 1961, fig. 26)

Il tempio eleusino fu ricostruito in seguito da Kimone fra il 479 e il 461 a.C. e per questo si parla di Telesterion kimoneo. Fra il 446 e il 440 a.C. è la volta del Telesterion iktinio, dal nome dell’architetto prescelto da Pericle per la sua costruzione, al quale succedette il Telesterion di Koroibo, che copriva la superficie di un quadrato di 51 metri di lato e dotato di 22 colonne ed eretto fra il 435 e il 421 a.C. Dopo la distruzione del Telesterion per opera dei barbari Kostovok, nel 170 a.C., in pieno periodo romano il tempio fu ancora una volta ricostruito, probabilmente per volontà di Marco Aurelio e rimase in piedi sino alla sua definitiva distruzione per opera dei Cristiani verso la fine del v° secolo d.C.

Si vedano anche:

– Introduzione ai Misteri Eleusini

– I Piccoli e i Grandi Misteri

– Il ciceone eleusino

– Le ipotesi sugli inebrianti eleusini

– I Misteri Eleusini nei reperti archeologici

 
 

ri_bib

COUSMOPOULOS B. MICHAEL, 2014, Cult, Continuity, and Social Memory: Mycenaean Eleusis and the Transition to Early Iron Age, American Journal of Archaeology, vol. 118, pp. 401-427.

MYLONAS E. GEORGE, 1961, Eleusis and the Eleusinian Mysteries, Princeton University Press, Princeton.

 

 

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