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I Misteri Eleusini / The Eleusinian Mysteries
Il culto dei Misteri Eleusini si sviluppò e perdurò in Grecia per un paio di millenni. Il nucleo più importante dei riti eleusini era tenuto segreto fra gli iniziati e il divieto di divulgare i Misteri, sotto pena capitale, è stato così rigorosamente rispettato durante i secoli, che ancora oggi, nonostante lo spessore degli studi dedicati, l’interno del tempio eleusino – il telesterion – ci appare riempito da un grande punto interrogativo.
Cariatide proveniente dai Propilei Minori del santuario eleusino. Sulla sua testa è raffigurata una cesta mistica. I secolo d.C. Museo di Eleusi
Il fine ultimo del culto eleusino consisteva nell’indurre nel partecipante una visione mistica codificata secondo specifici simbolismi e mitologie e indotta da sostanze psicotrope, in particolare da quelle presenti nella bevanda sacramentale eleusina per eccellenza, il kykeon o ciceone. Per Aristotele “coloro che vengono iniziati non devono apprendere qualche cosa ma provare delle emozioni, evidentemente dopo essere divenuti atti a riceverle” (Sinesio, Dione).
Il culto eleusino aveva un suo mito di fondazione, imperniato sulle dee Demetra e sua figlia Persefone. La versione più antica del mito è cantata nell’Inno Omerico a Demetra, datato fra il settimo e il sesto secolo a.C.
Nel culmine della loro complessità, i Misteri di Eleusi erano diversificati in almeno due riti, che si svolgevano in due distinti momenti dell’anno. Il neofita doveva prima partecipare ai Piccoli Misteri che si tenevano durante il mese di Antesterione, cioè circa il nostro febbraio, ad Agra, un sobborgo di Atene presso le rive del fiume Ilisso; con ciò egli acquisiva il grado di mystes.
Sei mesi dopo, nel mese di Boedromione (settembre-ottobre), il neofita poteva quindi partecipare ai Grandi Misteri, che si tenevano a Eleusi, una località distante circa venti km da Atene. Le due località erano unite da una strada, la Via Sacra, percorsa ogni anno dai fedeli in processione che da Atene si recavano a Eleusi per partecipare ai Grandi Misteri.
Gli autori sono discordi sul riconoscimento di un terzo grado iniziatico eleusino, quello dell’epoptìa (si veda ad es. Dowden, 1980).
Mappa del sito archeologico di Eleusis (da Mylonas, 1947)
Durante l’esame di ammissione ai Grandi Misteri – un fatto obbligatorio nel percorso iniziatico eleusino – il neofita doveva pronunciare la seguente formula, tramandataci da Firmico Materno (Sull’errore delle religioni profane, 18):
“Mi sono cibato dal timpano, ho bevuto dal cembalo, sono divenuto un mystes”.
Da questa formula si comprende che qualcosa era ritualmente mangiato e bevuto nel corso dei Piccoli Misteri. Il timpano e il cembalo sono strumenti musicali a percussione.
E’ nel corso dei riti dei Grandi Misteri che veniva bevuto il ciceone da tutti i partecipanti (da alcune centinaia a 2000 persone, a seconda degli studiosi).
Anche per i Grandi Misteri ci è stato tramandata da Clemente d’Alessandria (Protreptico, II, 21) una formula liturgica (synthema):
“Ho digiunato, ho bevuto il ciceone, ho prelevato dalla cista e dopo il mio lavoro ho deposto nel kalathos, poi dal kalathos alla cista”
Cista e kalathos sono cesti di vimini dove erano contenuti i sacri oggetti (hierà) del rito; oggetti mantenuti segreti ai profani e per noi ancora misteriosi.
Riguardo al ciceone, nell’Inno Omerico a Demetra alla dea viene offerta “una coppa di vino dolce come miele” (v. 206), ma essa la rifiuta affermando esplicitamente che “in verità, le era vietato bere il rosso vino” (v. 207-8) e comanda le venga offerto il ciceone (kykeon).
Questo passo induce ad escludere il vino e più in generale le bevande alcoliche dalla composizione del ciceone. L’inno riporta la seguente composizione del ciceone: “acqua, farina d’orzo, mescolandovi la menta delicata” (v. 209).
Nella vasta letteratura sui Misteri Eleusini, il ciceone è stato frequentemente considerato una bevanda narcotica a base di oppio o una bevanda alcolica. Il papavero da oppio è una pianta frequentemente rappresentata in associazione con Demetra nell’arte greca.
(a sinistra) Kernos, recipiente rituale a più scomparti, usato nel corso dei Misteri Eleusini per la preparazione del ciceone. Museo di Eleusi. (a destra) Spiga di grano ergotata (cioè infettata dal fungo della segale cornuta)
Nel 1978 Wasson, Hofmann e Ruck proposero la segale cornuta (ergot) come chiave psicofarmacologica del ciceone. L’ergot è un fungo parassita di numerose specie di graminacee selvatiche e coltivate.
Questo fungo produce derivati dell’acido lisergico, per lo più tossici, ma alcuni psicoattivi e dalle proprietà simili a quelle dell’LSD (che è un composto ricavato da questi alcaloidi). I Greci sarebbero stati tecnologicamente in grado di ricavare una pozione allucinogena e non tossica dalla segale cornuta.
L’”orzo” della ricetta eleusina sarebbe quindi stato ergotato, o addirittura questo termine avrebbe ricoperto una funzione simbolica dietro cui si celava il vero principio psicoattivo, il suo fungo parassita.
Gli autori dell’ipotesi ergotica ritengono probabile che i neofiti eleusini erano tenuti all’oscuro di questo “Segreto dei Segreti” e che questa conoscenza era riservata e tramandata ai soli ierofanti. La rigida selezione degli ierofanti, scelti fra i membri delle due sole famiglie elitarie degli Eumolpidi e dei Keryci, avrebbe facilitato il controllo della conoscenza del “Segreto dei Segreti”.
In un recente studio di rivisitazione critica dell’etnobotanica dei Misteri Eleusini, è stato riconosciuto nel culmine dell’evoluzione del rito un “complesso psicofarmacologico” coinvolgente da un minimo di due a un massimo di sei agenti psicoattivi differenti. Fra questi, l’ergot era probabilmente la fonte più arcaica.
Possono essere stati presenti anche dei funghi (come rivelerebbe il bassorilievo di Farsalo e, forse, l’Urna Lovatelli – cfr. Lovatelli 1879) e il papavero da oppio, quest’ultimo frequente attributo di Demetra eleusina (Samorini, 2000).
Si veda anche: Bibliografia generale sui Misteri Eleusini
DOWDEN K. 1980. Grades in the Eleusinian Mysteries, Review of History Religions vol. 197, pp. 409-427.
FESTI FRANCESCO & GIORGIO SAMORINI 1999. Claviceps paspali and the Eleusinian kykeon: a correction, The Entheogen Review n. 8(3), pp. 96-97.
MYLONAS G., 1947, Eleusis and the Eleusinian Mysteries, The Classical Journal, vol. 43, pp. 131- 146.
OLIVIERI A., 1930, Una scena dei Demi di Eupoli, Atti della Reale Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti, Napoli, n.s., vol. 11, pp. 99-110.
SAMORINI G., 2000, Un contributo alla discussione dell’etnobotanica dei Misteri Eleusini / A contribution to the discussion on the Ethnobotany of the Eleusinian Mysteries, Eleusis, n.s., vol. 4, pp. 3-53.
SAMORINI G., 2001, Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici, Telesterion, Dozza Imolese, BO.
SAMORINI G., 2008, L’uso di sostanze psicoattive nei Misteri Eleusini, in: F. D’Andria et al. (Eds.), Uomini, piante e animali nella dimensione del sacro, Seminario di Studi di Bioarcheologia, 28-29 giugno 2002, CNR e Università del Salento, Edipuglia, Bari, pp. 217-233.
SCHMIDBAUER W., 1968-69, Halluzinogene in Eleusis? Antaios, vol. 10, pp. 18-37.
VALENCIC I. 1994. Has the Mistery of the Eleusinian Mysteries been solved?, Journal für Ethnomedizine und Bewusstseinsf. vol. 3, pp. 325-336.
WASSON R.G., A. HOFMANN & C.A.P. RUCK 1978. The Road to Eleusis. Unveiling the Secret of the Mysteries. Harcourt Brace Jovanovich, New York & London.
WASSON R.G., C.A.P. RUCK, A. HOFMANN & D. STAPLES 1998. The Road to Eleusis (commemorative reissue). Hermes Press, Los Angeles.
WEBSTER P., D.M. PERRINE & CA.A.P. RUCK, 2000, Mescolando il kykeon / Mixing the kykeon, Eleusis, n.s., vol. 4, pp. 55-86.