Le pietre-fungo del Kerala (India del sud)

The mushroom-stones of Kerala (Southern India)

Nell’India del sud si trovano reperti archeologici di una cultura megalitica dalle origine enigmatiche; sono distribuiti principalmente nei territori del Karnataka, del Kerala e del Tamil Nadu. Un monumento di pietra caratteristico di questa cultura è il kuda-kallu (“pietra-ombrello”), che assomiglia a un grosso fungo.

Aryannoor kuda-kallu

Kuda-kallu (pietra fungo) del sito archeologico di Aryannoor (Trichur, Kerala)

Questi monumenti megalitici appartengono all’Età del Ferro della penisola indiana, che nel Kerala data fra il 1000 a.C. e il 100 d.C.; per i kuda-kallu sono state suggerite anche età più antiche, quale il 1400 a.C.

Nel Kerala, le più importanti concentrazioni di kuda-kallu sono localizzate nella regione di Trichur e di Palghat, a Nord di Cochin, all’interno della regione litorale. I costruttori delle opere megalitiche sudindiane appartenevano a popolazioni parlanti lingue dravidiche.

I kuda-kallu misurano mediamente 1.5-2 m in altezza e 1.5-2 m in larghezza. Sono costituiti da quattro pietre tagliate a mo’ di mezzo spicchio e riunite come base, sostenenti una quinta pietra, piatta dalla parte poggiante e di forma convessa-uniforme dall’altra. Il tutto può rassomigliare a un ombrello, ma ancor meglio a un grosso fungo (Krishna 1967).

Secondo A.H. Longhurst (1979), la funzione dei kuda-kallu era quella di “memoriale” al morto, probabilmente eretti per segnare il luogo dove veniva cremato il corpo. Lo stesso autore li associa al più tardo stupa, monumento di forma emisferica racchiudenti le reliquie del Buddha o di santi buddisti, o anche solo commemorativi di eventi importanti nella vita del Buddha.

Ma l’associazione più forte è con l’ombrello, noto e arcaico simbolo di potere e di autorità, oltre che di sacralità, diffuso nell’antico Egitto così come fra gli Assiri e presso altre civiltà orientali di epoca posteriore.

In alcuni paesi buddisti l’ombrello è oggetto di venerazione. In India esso acquistò soprattutto un significato religioso: nella prima arte buddista non appaiono mai immagini del Buddha; egli è rappresentato da simboli quali una ruota, un trono, un paio di impronte di piedi, e questi sono posti sotto a uno o più ombrelli “onorifici”. Anche sulla sommità degli stupa vengono eretti ombrelli di legno e di stoffa.

Aryannoor kuda-kallu 2

Kuda-kallu del sito archeologico di Aryannoor (Trichur, Kerala)

Pur considerando plausibile l’associazione dei kuda-kallu con il simbolo sacrale e di sovranità dell’ombrello, è stata avanzata l’ipotesi che simili costruzioni intendessero rappresentare dei funghi, alla cui forma si avvicinano notevolmente (Samorini 1995).

Se i kuda-kallu intendevano rappresentare dei funghi, rappresentavano funghi psicoattivi, dalle proprietà visionarie, che consentivano le visioni dell’aldilà, dell’oltretomba, funghi più adatti di qualunque altro – ad esempio di quelli eduli – ad essere associati con il culto dei morti.

Sebbene non dobbiamo vedere forzatamente nei kuda-kallu l’immagine dell’Amanita muscaria o dell’A. pantherina (entrambe le specie sono diffuse nell’India del sud) e i possibili funghi psicoattivi della regione siano numerosi, durante una più rigorosa osservazione del sito archeologico di Cheramangad chi scrive ha potuto notare un particolare importante per la determinazione della specie di fungo che i kuda-kallu intendevano rappresentare.

Un’altra curiosa struttura presente nei medesimi siti archeologici è l’hood-stone (pietra-cappuccio), costituito da un’unica grossa pietra a forma di cupola, con la parte piatta appoggiata sul terreno, collocata a chiusura di una sepoltura.

Si vedano: Altre immagini di kuda-kallu

L’hood-stone potrebbe essere visto come un kuda-kallu privo di piedistallo (“gambo”), nel quale la pietra che costituisce il “cappello” poggia direttamente sul terreno, dove funge da copertura a una fossa di forma cilindrica, in cui è depositata un’urna funeraria. Con un piccolo sforzo dell’immaginazione si potrebbe intravedere il piede mancante dell’hood-stone nella forma della fossa cilindrica posta sotto il livello del suolo e in tal modo la similitudine nella forma delle due strutture apparirebbe evidente.

Su alcuni hood-stones sono presenti numerosi incavi scavati su tutta la superficie aerea della pietra. Sebbene la superficie sia piuttosto grossolana (a causa del tipo di roccia lateritica), appare indubbia l’intenzionalità della loro presenza. Questi incavi avevano un’evidente funzione decorativa o di evidenziare una caratteristica distintiva dell’oggetto che i kuda-kallu intendevano rappresentare.

Esistono due funghi caratterizzati dalla presenza sulla superficie del cappello di macchie puntiformi di color biancastro (su sfondo rosso o brunastro), entrambe dotate di proprietà psicoattive: Amanita muscaria e A. pantherina. E’ una caratteristica distintiva di queste due specie e il modo più pratico per rappresentarla sulla pietra è proprio quello di incidere degli incavi sulla sua superficie. A questo punto, l’ipotesi che gli hood-stone e i kuda-kallu intendessero rappresentare proprio uno o entrambi questi funghi si fa più consistente.

(a sinistra) Hood-stone del sito di Cheramangad (a destra) Disegno di kuda-kallu e hood-stone (quest'ultimo con la olla sepolcrale)

(a sinistra) Hood-stone del sito di Cheramangad (a destra) Disegno di kuda-kallu e hood-stone (quest'ultimo con la olla sepolcrale)

Si vedano: Altre immagini di kuda-kallu

ri_bib

CHINNIAN P., 1983, Megalithic monuments and megalithic culture in Tamil Nadu, in: S.V. Subramanian & K.D. Thirunavukkarasu (Eds.), Historical Heritage of the Tamils, International Institute of Tamil Studies, Madras, pp. 25-62.

KRISHNA I.L.A., 1967, Kerala Megaliths and their Builders, University of Madras, Madras.

LONGHURST A.H., 1979, The story of the stupa, Asian Educational Services, New Delhi.

SAMORINI G., 1995, Kuda-kallu. Umbrella-stones or mushroom-stones? (Kerala, Southern India), Integration, vol. 6, pp. 33-40.

SAMORINI G., 1998, Kuda-Kallu: Parasols of Paddestoelen?, Bres (Amsterdam), n. 190, pp. 55-66.

SAMORINI G., 2002, Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici, Telesterion, Dozza BO.

SATYAMURTHY T., 1992, The Iron Age in Kerala. A Report on Mangadu Excavation, Thiruvananthapuram, Department of Archaeology.

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