Archeologia del tè

Archaeology of tea

 

La pianta del tè è originaria della Cina, dove i dati archeologici hanno attestato la sua coltivazione a partire almeno dal IV millennio a.C. Ma parrebbe che solo nel I millennio della nostra era il tè si sia diffuso nel resto dell’Asia, raggiungendo il Tibet prima del 200 d.C. e il Giappone attorno all’800 d.C., e ciò confermerebbe un certo stato di segretezza in cui fu mantenuta per molto tempo in Cina la conoscenza del tè; una gelosa segretezza che sembrerebbe trapelare da un mito derviscio dai tratti etnostorici, che narra le peripezie e le difficoltà da parte degli Indiani e di altre popolazioni asiatiche nel carpire il segreto della “bevanda celestiale” (si veda Mito derviscio del tè). Il tè raggiunse l’Europa in tempi molto tardi, solamente agli inizi del XVII secolo, quando mercanti olandesi o portoghesi lo importarono dal Giappone.

Botanicamente rappresentato dall’arbusto Camellia sinensis (L.) Kuntze, della famiglia delle Theaceae, il primo riferimento scritto riguardo il tè parrebbe essere presente nel dizionario cinese Erh Ya, scritto attorno al 400 a.C. Nel testo medico Pen T’sao, scritto durante la Dinastia Han Occidentale (25-551 d.C.), è riportato che il tè fu scoperto dal leggendario imperatore Shen Nung nel 2737 a.C. (Harbowy et al., 1997: 417), ma i moderni dati archeologici, come detto, riportano una data ancor più antica per la scoperta del tè, che raggiunge il IV millennio a.C.

E’ stato ipotizzato che sia stata la regione cinese dello Yunnan il luogo d’origine della coltivazione del tè (Berlie, 1995), sebbene i dati archeologici più antichi si trovino nella costa orientale della Cina. Nel 2001 fu fatto un notevole ritrovamento nel corso di scavi archeologici del sito di Tianluoshan, localizzato nella contea di Yüyao, regione dello Zhejiang. In questo sito della Cultura di Hemudu – una popolazione neolitica matriarcale di agricoltori – è venuta alla luce una dozzina di radici della pianta del tè, in uno stato straordinario di conservazione e disposte in quella che sembra fosse essere la loro originaria posizione di coltivazione. Trovati a circa un metro di profondità e ricoprenti un’area di 10 mq, i rizomi erano disposti in file e ciascuno era stato collocato internamente a una piccola fossa che conteneva un terriccio differente da quello circostante; un dato che rafforza maggiormente l’ipotesi di radici di piante ritrovate in situ. Le analisi al radiocarbonio le hanno datate al 3526-3366 a.C. Le analisi chimiche hanno rivelato ancora la presenza di teanina, un aminoacido tipicamente sintetizzato nelle radici della pianta del tè, che viene in seguito trasferito nelle parti aeree (Nakamura, 2009).

Radice di pianta del tè ritrovata in situ in un campo di coltivazione del IV millennio a.C. Sito di Tianluoshan, Cina orientale, regione dello Zhejiang (da Nakamura, 2009, p. 4)

Radice di pianta del tè ritrovata in situ in un campo di coltivazione del IV millennio a.C. Sito di Tianluoshan, Cina orientale, regione dello Zhejiang (da Nakamura, 2009, p. 4)

Foglie di tè sono venute alla luce in alcune tombe cinesi con datazioni posteriori, dove erano state riposte come offerta funebre. Nel Mausoleo Han Yangling, nello Xi’an, che conteneva le spoglie di Liu Qi, quarto imperatore della Dinastia Han Occidentale deceduto nel 141 a.C., è stato ritrovato un ricco corredo, tipico della dinastia Han: armi, figurine d’argilla, “armate” di animali, carri e cavalli. Il tipo di tè presente fra il corredo era di qualità raffinata, rappresentata dai soli germogli di tè, che contenevano ancora caffeina e teanina, e i germogli erano in associazione con orzo e altre piante, facendo sospettare che venissero consumati in una forma simile a quella odierna tradizionale, in cui il tè viene mischiato con del sale e farina arrostita d’orzo (Lu et al., 2015).

Altri resti di tè sono venuti alla luce nel Cimitero Gurgyam, nel Tibet occidentale, distretto di Ngari, con datazione al 200 d.C. circa. Tale ritrovamento evidenzia il ruolo della famosa Via della Seta per il commercio del tè, e di cui un percorso passava per il Tibet. Con datazione più tarda, al 960-1127 d.C., resti carbonizzati di tè sono stati ritrovati in una tomba cinese della Dinastia Song (Fan et al., 2012).

 

Si vedano anche:

 

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BERLIE JEAN, 1995, Le thé: son hypothétique origine chez les Hani et sa préparation chez les Bulang du Yunnan, Journal d’Agriculture Traditionelle et de Botanique Appliquée, vol. 37, pp. 115-28.

FAN W. et al., 2012, Identification analysis of carbonized suspected tea from Luan tomb in the northern Song Dinasty, Agricultural Archaeology, vol. 2, pp. 212-7.

HARBOWY E. MATTHEW et al., 1997, Tea Chemistry, Critical Review in Plant Science, vol. 16, pp. 415-480.

LU HOUYUAN et al., 2015, Earliest tea as evidence for one branch of the Silk Road across the Tibetan Plateau, Science Reports, vol. 6, pp. 1-8.

NAKAMURA SHINICHI, 2009, Archeobotanical Study of Neolithic Sites in China Sheds Light on the Origins of Lacquer and Tea Use, Kakenhi News, 1, p. 4.

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