Gli inebrianti maya e aztechi

The Mayan and Aztec inhebriants

Gli Aztechi e i Maya erano profondi conoscitori di un complesso insieme di vegetali psicoattivi, che utilizzavano nel corso delle cerimonie festive, religiose, divinatorie. Oltre al tabacco e al pulque (bevanda fermentata ricavata dalla linfa di specie di agave), funghi e piante allucinogene erano utilizzate ritualmente e inserite nelle complesse cosmogonie e, spesso, divinizzate.

De la Cruz-Badianus

Immagini dal Manoscritto azteco De la Cruz-Badianus, conservato presso la Biblioteca Nacional de Antropología e Historia di Città del Messico. (a sinistra) Tolohuaxihuitl (Datura innoxia Miller), tav. 41 (al centro) Azcapanyxhua tlahçolpahtli (specie di Datura), tav. 20; (a destra) Due specie di Datura (tolohuaxihuitl, nexehuac), dalla tav. 49. La pianta di sinistra è identificabile con Datura innoxia Miller; quella di destra è probabilmente Datura caeratocaula Ortega.

 Dai trattati dei primi cronisti europei (fra cui Bernardino de Sahagún, Francisco Hernández, Martín de la Cruz) conosciamo nomi e usi di queste piante presso gli Aztechi, ma non sempre è possibile identificare la reale fonte botanica.

Indicativo a tale riguardo è un passo della Historia de Tlaxcala, scritta da Diego Muñoz Camargo nel 1591:

“Inoltre prendevano cose e le mangiavano e bevevano per indovinare il futuro, con le quali si addormentavano e perdevano i sensi, e con quelle vedevano visioni spaventose, e visibilmente il demonio con queste cose che bevevano, che una si chiamava Peyotl, e altra erba che si chiama Tlapatl, e altro seme che chiamano Mixitl, e la carne di un uccello che chiamano Pito nella nostra lingua, essi lo chiamano Oconenetl, che mangiata la carne di questo uccello, provoca a vedere queste visioni. La stessa proprietà ha un fungo piccolo e zancudo [con il gambo lungo?] che i nativi chiamano Nanacatl. Di queste cose usavano più i Signori che la gente plebea: lasciando a parte i vini che avevano, che quando si ubriacavano, durante le loro ubriachezze vedevano anch’essi grandi visioni e molto strane, sebbene l’ubriachezza fosse molto proibita fra loro, e non bevevano vino se non i molto vecchi e anziani; e quando un giovane lo beveva e si ubriacava moriva per questo, ed è per questo che si dava solamente ai più vecchi della Repubblica, o quando si faceva una qualche festa molto importante si dava con molta temperanza agli uomini qualificati, vecchi onorati e giubilati nelle cose della guerra” (I, XVI, 246-7).

Diversi di questi vegetali psicoattivi sono raffigurati nei reperti archeologici, quali le pietre-fungo maya, la statua azteca di Xochipilli, gli affreschi di Teotihuacan, così come nei Codici del periodo della Conquista. Disponiamo anche di una ricca documentazione scritta dei primi cronisti occidentali e gli atti dell’Inquisizione dei periodi coloniali, che testimoniano l’impiego di fonti inebrianti presso le popolazioni messicane. Per questo tipo di documentazione si vedano le rispettive pagine:

I funghi nei documenti storici

L’ololihuqui nei documenti storici

Il pulque nei periodi preispanici

piante azteche

(a sinistra) Tlapalcacahuatl, pianta del cacao (Theobroma cacao), dalla tavola 68 del Manoscritto azteco De la Cruz-Badianus; (a destra) Raffigurazione dell’ololiuhqui nel Codice Fiorentino

Piante psicoattive azteche (da Jan G. R. Elferink, 1988)

ololiuhqui, coatl xoxouhqui Turbina corymbosa
peyotl Lophophora wiliamsii
teonanácatl, teyhuinti Psilocybe spp., Panaeolus spp.
tlápatl, matul Datura spp.
piciétl Nicotiana spp.
pipiltzintintli Salvia divinorum
tlitlitzen Ipomoea violacea
tzitziqui Tagetes lucida
toloatzin, nacazcal Datura spp.
cacahuacuahuitl Theobroma cacao
poyomatli Quararibea funebris
quimichpatli Schoenocaulon spp.
tzitzintlapatl Datura sp.
pulque (bev. fermentata) Agave spp.
Piante non identificate: eloxochitl, xoxouhcapatli, itzpacalatl, mixitl, atlepatli, aquiztli, acxoyatic, tenxoxoli, thivimeezqua

 

Si vedano anche:

Xochipilli, il “Principe dei Fiori”

I funghi nei Codici precolombiani

Le pietre-fungo maya

Archeologia delle convolvulacee psicoattive

 

ri_bib

DE LA CRUZ MARTÍN, 1552, Libellus de medicinalibus indorum herbis, México.

ELFERINK G.R. JAN, 1988, Some Little-Known Hallucinogenic Plants of the Aztecs, Journal of Psychoactive Drugs, vol. 20, pp. 427-435.

HERNÁNDEZ FRANCISCO, 1571-1576, Historia natural de Nueva España, México.

MUÑOZ CAMARGO DIEGO, 1591, Historia de Tlaxcala, Tlaxcala.

RUIZ DE ALARCON HERNANDO 1629, De la superstición del ololiuhqui, Del uso y de los inconvenientes que se siguen de la superstición del ololiuhqui, in: Tratado de las supersticiones y costumbres gentilicas, México.

SAHAGUN BERNARDINO, 1545-1577, Historia general de las cosas de Nueva España, México.

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