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I funghi nei Codici precolombiani
The mushrooms in Pre-Columbian Codexs
Nei diversi manoscritti pittografati chiamati “Codici” messicani dei tempi della conquista spagnola, si trovano riferimenti espliciti e impliciti alla conoscenza e all’uso di droghe psicoattive.
Uno dei documenti più importanti è rappresentato dalla pagina 24 del Codice Vindobonensis, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Vienna, datato agli inizi del XV secolo e di origine mixteca. Fra i disegni riportati in questa pagina sono numerosi quelli di divinità antropomorfe che stringono fra le mani da uno a tre evidenti funghi.
Alfonso Caso (1963) ha interpretato la scena come un banchetto di divinità celebrato con canti e al cospetto del dio solare Piltzintecuhtli. Nella pagina precedente del medesimo codice è rappresentata una scena di libagione divina di pulque.
Pagina 24 del Codice Vindobonensis. Biblioteca Nazionale di Vienna
Altri riferimenti espliciti all’uso dei funghi allucinogeni si trovano nei Codici aztechi di Magliabecchi, Fiorentino e di Nuttall.
(a sinistra) Personaggio che mangia i funghi. L'essere mostruoso che gli sta alle spalle rappresenta il diavolo. Questo Codice fu redatto sotto l'influenza cristiana. Codice Magliabecchi (XVI secolo). Biblioteca Nazionale di Firenze; (al centro) Raffigurazione di funghi. L'essere mostruoso che sta sopra rappresenta il diavolo. Questo Codice fu redatto sotto l'influenza cristiana, quando le visioni indotte dai funghi allucinogeni erano già interpretate come frutto del demonio. Codice Fiorentino; (a destra) Divinità azteca dal Codice Nuttal (foglio 17), che tiene nelle mani un ciuffo di funghi (da Miller, 1975)
Bernard Lowy ha individuato altri riferimenti micologici nel Codice maya di Dresda. In quest’ultimo Lowy (1980) ha posto l’attenzione su alcune divinità raffigurate in posizione rovesciata, a gambe per aria.
Da diverse parti del corpo di queste divinità fuoriescono dei funghi. Ciò ricorda alcune pietre-fungo delle antiche culture maya, dove il gambo è costituito da un personaggio dormiente o sognante con le gambe per aria che sorreggono il cappello. Questa posizione rovesciata del corpo indicherebbe lo stato di ebbrezza fungina.
(a sinistra) Divinità a testa ingiù. Codice di Dresda, pagina 15 (da Villacorta & Villacorta, 1976); (a destra) Particolare di una delle divinità a testa in giù del Codice di Dresda. Si notino i funghi sulla testa
Nel Codice maya di Madrid, altrimenti noto come Codice Tro-Cortesiano, Lowy ritiene di aver individuato immagini di offerta di Amanita muscaria; ma l’identificazione è dubbia e l’oggetto tenuto in mano dalle divinità è interpretato anche come un incensiere, un ventaglio o un sonaglio (si veda ad es. Vail, 1997).
Foglio 51b del Codice maya di Madrid (da Villacorta & Villacorta, 1976, p. 326)
Wasson individuò un ulteriore documento riprodotto nel Lienzo de Zacatepec, conservato presso il Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico. Vi è rappresentata una testa di un uomo su cui crescono dei funghi. La testa è disegnata in cima a un monte.
Dettaglio dal documento mixteco noto come Lienzo de Zacatepec 1, Museo Nacional de Antropología, Città del Messico (da Wasson, 1980)
L’interpretazione micologica di questi documenti è rafforzata dalle corrispondenze etnografiche circa l’uso di funghi allucinogeni che si è conservato sino ai giorni nostri, e dai documenti scritti del periodo della Conquista.
CASO ALFONSO, 1963, Representaciones de hongos en los Códices, Estudios de Cultura Nauatl, vol. 4, pp. 27-38.
HEIM ROGER & GORDON R. WASSON, 1958, Les Champignons hallucinogènes du Méxique, Archives du Museum National d’Histoire Naturelle, 7 serie, vol. VI, Paris.
LOWY BERNARD, 1972, Mushroom symbolism in Maya codices, Mycologia, vol. 64, pp. 816-821.
LOWY BERNARD, 1974, Amanita muscaria and the thunderbolt legend in Guatemala and Mexico, Mycologia, vol. 66, pp. 188-191.
LOWY BERNARD, 1980, Ethnomycological Inferences from Mushroom Stones, Maya Codices and Tzutuhil Legend, Revista/Review Interamericana, vol. 10, pp. 94-103.
MILLER A.G. (pres.), 1975, The Codex Nuttal, Dover Publ., New York.
VAIL G., 1997, The Yearbear Gods in the Madrid Codex, in: S. Rueda Smithers et al. (cur.), Códices y Documentos sobre México. Segundo Simposio, INAH, México D.F., vol. I, pp. 81-106.
WASSON R. GORDON, 1980, The Wondrous Mushroom. Mycolatry in Mesoamerica, McGrow-Hill, New York.