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Chiocciole e San Pedro / Snails and San Pedro
In questi ultimi decenni nel nord del Perù si sono verificati casi di esperienze psichedeliche accidentali causate dal consumo come prodotto culinario di chiocciole del genere Scutalus.
Questi molluschi di terra prediligono come dimora e fonte di cibo il cactus allucinogeno del San Pedro (Trichocereus pachanoi), e vi si ammassano a migliaia. Cibandosi del San Pedro la loro carne diventa psicoattiva per l’accumulo di mescalina.
I peruviani della zona sono soliti raccogliere questi piccoli molluschi e, previo spurgo che elimina l’alcaloide dalla carne, li consumano. Nei casi in cui non si proceda a spurgo del mollusco o di abbondanti “scorpacciate”, possono presentarsi gli effetti allucinogeni tipici della mescalina.
Questo dato ha permesso di chiarire un enigma dell’iconografia dell’arte Moche (popolazione pre-incaica della costa del Perù, 100 a.C. – 700 d.C.) che riguarda la presenza di chiocciole in scene di carattere religioso e in cui è rappresentato anche il San Pedro.
Scene di adorazione del dio-Scotalus (Dio-Chiocciola) e rappresentazioni di questa divinità dipinte su brocche moche. Da Bourget, 1990, fig. 11 e 13
I Moche avevano scoperto le proprietà allucinogene delle chiocciole del San Pedro, facendo rientrare questi molluschi nelle pratiche rituali e nelle simbologie religiose, fino al punto di divinizzarli. Il Dio-Scutalus è rappresentato in diverse pitture vascolari moche, ma la sua importanza rituale sembra originare da periodi precedenti.
BOURGET STEVE, 1990, Caracoles sagrados en la iconografia Moche, Gaceta Arqueológica Andina, vol. 19(2), pp. 45-58.