Anatre e rospi fra gli Olmechi, Messico

Ducks and toads among the Olmecs, Mexico

I rospi di tutto il mondo producono secrezioni sulla pelle che sono generalmente velenose per gli altri animali e per l’uomo. Certe tribù africane e amazzoniche utilizzano queste secrezioni come veleno per le frecce.

In America vivono due specie di rospi (Bufo alvarius e Bufo marinus) la cui secrezione ha proprietà allucinogene, poiché contiene DMT e 5-MeO-DMT, due potenti alcaloidi presenti in numerose piante utilizzate tradizionalmente come allucinogeni.

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(a sinistra) Altare 2 del sito olmeca di Izapa, a forma di rospo (da Norman, 1976, 2: 242; cfr. Kennedy, 1987); (a destra) Vaso monumentale con effige di rospo. Costa del Golfo, 1-200 d.C. (da Parsons, 1980: 159)

I dati etnografici e gli scavi archeologici confermano una conoscenza e un utilizzo per scopi psicoattivi del Bufo alvarius presso le antiche popolazioni dell’America centrale e settentrionale.

Nei reperti archeologici olmechi v’è un’ossessionante presenza dell’immagine del rospo, accanto a quella del giaguaro. Nel centro cerimoniale di San Lorenzo è stata rinvenuta una grande quantità di resti ossei di Bufo marinus, conservate in cavità isolate e chiara testimonianza di pranzi rituali a base di rospo. Resti di Bufo marinus sono stati ritrovati in quantità come corredo funebre in siti maya.

Le associazioni simboliche e farmacologiche con il rospo sono numerose. E’ ad esempio nota l’associazione del rospo con la fertilità. Uno schema iconografico comune nell’arte olmeca è il rospo in posizione “a gambe di rana”; Questa postura, chiamata anche “postura india”, è le posizione normale del parto fra le antiche e attuali popolazioni locali. Inoltre, le secrezioni del rospo sono dotate della proprietà di aumentare le contrazioni durante il parto, per cui l’associazione rospo/fertilità acquisisce un significato che va oltre quello meramente simbolico.

Un altro schema caratteristico dell’arte olmeca è un elemento ogivale o a forma di campana, che è stato riconosciuto come la stilizzazione degli arti posteriori del rospo. Questo elemento è diffuso anche presso altre culture, come in alcune tombe lituane e russe e nell’architettura tradizionale giapponese.

Un elemento fisiologico importante del rospo è rappresentato dalle sue ghiandole parotoidi e tibiali, molto evidenti e sede della secrezione psicoattiva.

Nelle raffigurazioni olmeche di rospi queste ghiandole sono accuratamente rappresentate, e il ricorrente motivo di quattro punti con una linea è stato interpretato come la stilizzazione delle quattro ghiandole (due paratoidi e due tibiali) e la spina dorsale del Bufo marinus.

Anche i cordoni gelatinosi di uova prodotte dal Bufo marinus sono raffigurati nell’arte olmeca e maya.

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(a sinistra) Stele 6 dal sito olmeca di Izapa, Messico, con raffigurazione di rospo e delle sue ghiandole parotidi (da Norman, 1976, 1: 12); (a destra) Il motivo dei "quattro punti e linea" dell'arte olmeca. Rappresentano le ghiandole parotidi del Bufo marinus (da Kennedy, 1987, fig. 20)

Il rapporto degli Olmechi con il rospo appare in realtà ancor più complesso. La piattaforma cerimoniale di San Lorenzo è circondata da venti lagune artificiali, dotate di un sistema di canalizzazioni per il loro riempimento e svuotamento.

L’antropologa Alison Kennedy ha avanzato un’ipotesi sorprendente: le lagune servivano per un vero e proprio allevamento di rospi, che sarebbero stati fonte di cibo per delle anatre.

Accanto al giaguaro e al rospo, l’anatra e il “becco d’anatra” sono motivi caratteristici dell’iconografia religiosa olmeca; a San Lorenzo sono presenti grandi strutture in pietra a forma di anatra. Anche l’anatra doveva quindi svolgere qualche ruolo nella religione e nei rituali del prelato olmeca.

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(a sinistra) Pendente con maschera a becco d'anatra. Collezione Jay Leff (da Kennedy, 1987, fig. 40); (a destra) Statuetta Tuxtla rappresentante uno sciamano, indossante un mantello piumato e una maschera a becco d'anatra (da Holmes, 1907, fig. 34, 40).

L’anatra è uno dei pochi animali che può cibarsi impunemente di questi rospi, che sono velenosi per gli altri animali (se un cane mettesse solo in bocca un Bufo marinus, ne morrebbe); ma non solo può cibarsene impunemente, bensì ne è ghiotta.

La Kennedy ha ipotizzato che la carne, o forse solamente il fegato, delle anatre che si nutrono di questi rospi acquisiscono proprietà allucinogene simili o addirittura qualitativamente migliori a quelle dello stesso rospo.

Tutto questo getterebbe nuova luce sul fatto che in tutto il mondo gli uccelli prescelti a rappresentare il volo sciamanico (falco, aquila, oca e altri palmipedi, gru, ibis, gufo, corvo), sono proprio quelli che si cibano di rospi.

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FURST T. PETER, 1972, Symbolism and Psychopharmacology: The Toad as Earth Mother in Indian America, in: K.J. Litrak & T.N. Castello (Eds.), Religión en Mesoamerica, XII Mesa Redonda, Sociedad Méxicana de Antropología, México, pp. 37-46.

HOLMES W.H., 1907, On a nephrite statuette from San Andrés Tuxtla, Vera Cruz, Mexico, American Antrhopologist, vol. 9, pp. 691-701.

KENNEDY B. ALISON, 1987, Ecce Bufo: il rospo in natura e nell’iconografia degli Olmec, Quaderni di Semantica, vol. 8, pp. 229-263 (originalmente pubblicato in inglese in Current Anthropology, vol. 23, pp. 273-290, 1982).

NORMAN V.G., 1976, Izapa sculpture, 2 vol. Papers of the New World Archaeological Foundation, n. 30.

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