L’Amanita muscaria fra gli Ugri (Ostiaki e Vogul)

The fly-agaric among the Ugrians (Ostiaks and Voguls)

 

Da: K. F. Karjalainen, 1927, Die Religion der Jugra-Völker, Hejsinki. Traduzione dalla versione inglese in Gordon R. Wasson, 1968, Soma. Divine Mushroom of Immortality, HBJ, New York, pp. 281-284

(pp. 278-280) L’uso dell’agarico muscario (panx) come inebriante è un costume diffuso fra gli Ugri ed è principalmente radicato nelle regioni più meridionali. La pratica è stata riportata anche nell’area di Berezov, ma con il commento aggiuntivo che lì è rara; nell’area di Obdorsk, d’altra parte, è ignota.

Il significato del panx è confermato anche in una certa misura dal fatto che nei canti dei Vogul del nord gli spiriti sono descritti come consumatori di questa prelibatezza. Quando l’Uomo-che-Osserva-il-Mondo viene chiamato, egli può essere “in uno stato di ebbrezza provocato dal panx con un solo piede bordato di sette tacche”. Tuttavia, ciò non è detto per sua vergogna; al contrario, è supposto indicare il suo potere e la sua salute.

Questa ebbrezza è stata usata dai maghi per i loro scopi; essi la usano lungo il Tremyugan e ancor di più lungo il Vasyugan; è uno stimolante ordinario fra gli Irtysh, ed è usato per il medesimo motivo in alcuni luoghi nella regione dei Vogul.

La sola parte edule del panx è la parte superiore del cappello, staccata dal gambo e dalla pellicola; può essere ingerito crudo, direttamente dalla foresta, ma nella maggior parte dei casi – e fra i Tremyugan quasi esclusivamente – è mangiato dopo che è stato essiccato al sole o in un forno; i rifornimenti invernali sono, ovviamente, sempre secchi.

Anche quando è mangiato nel modo ordinario, devono essere seguite diverse regole precauzionali; queste regole sono dovute alla tossicità del fungo relativamente elevata, ma in tempi più tardi assunsero un carattere religioso. Se il mago mangia il fungo, ciò ha sempre un significato cultuale, che è solo naturale, poiché mangiandolo egli si crea gli aiutanti o, come affermano i Tsingala, “il panx entra in lui” mediante l’ingestione.

Fra gli Irtysh l’agarico muscario è solitamente mangiato di sera. Il numero di funghi o morsi mangiati è da tre a sette e, secondo Patkanov, anche quattordici, ventuno, o più; questi numeri devono essere presi cum grano salis, poiché l’effetto di un così elevato numero di funghi interi può raramente essere tollerato anche dalla persona abituata a mangiarli. A volte i funghi sono mescolati con burro o grasso prima di essere mangiati, ma di solito sono consumati semplicemente con del pane, e viene bevuta dell’acqua per facilitarne la deglutizione.

Secondo i Vasyugan, il potere del fungo deriva dal fatto che fu creato dallo sputo del Dio del Cielo, e il fungo è così potente che il Diavolo rimase inconscio per sette giorni e notti dopo averlo mangiato. Per questo motivo anche l’uomo non deve mangiarne troppo. Se qualcuno ne consuma molto, i denti si stringono, la bava gli esce dalla bocca, gli occhi si gonfiano e può essere salvato solamente dall’amministrazione forzata di latte o sale, in quanto “il panx non ha nulla a che vedere” con queste sostanze.

Il più potente è l'”agarico muscario re”, che è piccolo di statura, con un gambo lungo e una sola macchia bianca al centro del cappello; solitamente campioni più piccoli gli crescono attorno in circolo.

Queste idee dei Vasyugan sono leggendarie, ma vediamo dalle loro cerimonie ch’essi mantengono un attento riguardo nei confronti del panx. Quando il mago vasyugan mangia il fungo, egli lascia sempre la seconda metà dell’ultimo fungo e la nasconde, in modo tale che il panx non possa utilizzare pienamente il suo potere per danneggiarlo.

Mangiare il fungo induce un’ebbrezza, e nel caso del panx ciò include un comportamento compulsivo a cantare a cui solo in pochi possono resistere. L’effetto dura “dalla mattina sino al calare del sole”, secondo un informatore. Il mago Tremyugan mangia il panx a qualunque ora del giorno e non nasconde l’altra metà; invece, egli taglia via un pezzo nel mezzo di ciascun fungo, “la corona della testa del panx“, e lo getta nel fuoco o in un luogo pulito nel cortile.

L’uomo che è inebriato per avere mangiato agarico muscario vede i panx “danzare” davanti agli occhi, invisibili agli altri; che è come dire, si muovono in direzione del sole e cantano una canzone, che l’Ostiako inebriato ripete dopo di loro parola per parola, di modo che i panx agiscono come “cantanti-guida” per il mago profetizzante. Nel medesimo tempo il panx dice al mago cosa vuole conoscere.

Tamburo, zither e panx sono i “grandi” mezzi materiali mediante i quali il mago ugro cerca di comunicare con gli spiriti e ottenere le informazioni che necessita. Ci sono anche molti altri strumenti, sia materiali che mentali, usati per scoprire i misteri. Uno di questi mezzi, che si trova ovunque ed è certamente molto antico, è la visione onirica, probabilmente il precursore naturale dell’estasi stimolata artificialmente; un altro è la divinazione basata sui sogni, e questo è ciò a cui la divinazione con l’aiuto del panx essenzialmente risale.

(pp. 306-308) Le cerimonie degli Ostiaki Irtysh sono molto differenti dalle precedenti sotto alcuni aspetti. Quando il mago viene portato nella casa dove c’è esigenza della sua presenza (così viene detto fra i Demyanka), egli prende la corteccia di alberi resinosi e riempie la capanna di fumo, agitando dappertutto nella capanna il panno che è stato appeso come un sacrificio a Sänka.

Per questo scopo viene bevuta birra fatta in casa, e alla sera viene scaldato un bagno per lui. Dopo il bagno il mago mangia tre o sette agarici muscario a stomaco vuoto – poiché egli ha digiunato per tutto il giorno – ingerendoli sia freschi o, nella maggior parte dei casi, dopo averli seccati al sole o a volte nel forno, e poi si sdraia. Quando ha dormito per un poco, si alza e si mette a gridare e a camminare avanti e indietro, tutto il suo corpo trema con eccitazione.

Quando grida, riporta ciò che lo spirito gli ha rivelato attraverso gli emissari,1 a quale spirito deve essere offerto un sacrificio, che cosa deve essere sacrificato, quale uomo ha rovinato la buona sorte della capanna, come può essere riottenuta la buona sorte, e così via. Dopo che gli “emissari” hanno detto tutto, partono, e il mago riversa in un sonno profondo, dal quale si risveglierà solamente al mattino.

Al mattino lo spirito appropriato viene intrattenuto con birra fatta in casa, porridge (farinata d’avena) e pane collocati nella finestra del retro, cioè nell’angolo dell’icona, e gli viene data la promessa che il sacrificio desiderato sarà eseguito appena sarà stato procurato l’animale designato.

La procedura è essenzialmente la stessa a Tsingala; il mago mangia tre panx secchi con del pane, mezzo fungo alla volta, e quindi va a dormire; dopo essersi svegliato, grida ciò che gli è stato rivelato. “Tre sette copechi” (= tre pezzi di rame da due copechi) vengono posti sul tavolo, “nel modo dei panx“, come sacrificio a Sänka, e mentre il mago dice la sua storia, sia lui che il denaro vengono fumigati con pikhta (corteccia di abete). Questa consultazione non ha luogo prima della sera, quando sopraggiunge la notte.

Nel medesimo villaggio, Schultz è stato testimone della seguente consultazione: il mago era una donna anziana che, prima di iniziare la sua pratica magica, aveva posto delle candele di fronte alle icone e una pagnotta sul tavolo; aveva eseguito sette tacche nella pagnotta, chiamando Astanai e altri eroi epici folclorici ostiaki. Un vecchio uomo che serviva come sacrificante o prete del villaggio fumigò la donna anziana, il pane e tutti i presenti, usando fumo di corteccia d’abete. L’anziana donna mangiò tre campioni di agarico muscario, un pezzo alla volta, ingerendo un poco d’acqua dietro a ciascun pezzo. Dopo tre o quattro minuti si mise a singhiozzare; il singhiozzo era seguito da grida, e queste a loro volta da una specie di canto. Ciò durò per circa mezz’ora. Il singhiozzo e il canto scemarono gradualmente, e l’intero procedimento terminò quando l’anziana donna bevve acqua e si inchinò davanti alle icone. Gli altri seguirono il suo esempio. Il tema del canto dell’anziana donna non riguardava ella medesima ma “lo spirito dell’agarico muscario”.

Nella yurta Zavodniya ci sono oggi donne che praticano tali interrogazioni; anch’esse mangiano panx e quindi dicono le loro rivelazioni cantando dopo un breve sonno, durante il quale visitano Sänka.

(pp. 315-316) La procedura seguita dagli indovini Vasyungan che consumano l’agarico muscario è piuttosto semplice, più semplice di quanto non lo sia, ad esempio, nella regione di Irtysh.

A un tale uomo fu domandato di dare informazioni sui disturbi mentali sofferti da una donna. Verso sera egli mangiò due panx e mezzo e dormì per un poco di tempo; al risveglio, si sedette nell’angolo della yurta di corteccia di betulla e si mise a cantare, tenendo gli occhi chiusi e agitando il corpo avanti e indietro.

L’ebbrezza non sembrava essere molto forte poiché, dopo essersi fermato a cantare, era in grado di parlare chiaramente con gli spettatori e di inalare polvere da fiuto. Egli continuò a cantare in questo modo sino al mattino, narrando gli eventi del suo viaggio, dicendo quanto lontano i panx lo avessero portato, attraverso molti distretti e differenti paesi, come lo avessero lasciato in una chiesa, e così via.

A dispetto di tutti i suoi sforzi, tuttavia, questa volta egli non raggiunse lo scopo del suo viaggio, cioè il luogo dove era ottenibile l’informazione cercata. La ragione di questa sfortunata conclusione era che la gente malata mi aveva mostrato la metà di panx nascosta e ciò aveva fatto arrabbiare i panx che erano stati mangiati.

 

Note

1) Gli “spiriti piccoli” appaiono in persona, mentre i “grandi spiriti” mandano solamente i loro emissari, sui quali non è noto nulla di più specifico.

 

Si vedano anche:

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

  • Search