L’esperienza col fungo di Kopec

The experience with the mushroom by Kopec

Da: Joseph Kopec, 1837, Dziennik… (in polacco), Diary of a Journey Along the Whole Lenght of Asia, Wroclaw, tradotto a Berlino nel 1863 da Wiktor Weintraub; riportato in italiano in: Daniel S. Worthon, 1980, Conoscere le piante allucinogene, Savelli, Milano, pp. 152-155.

Passarono alcuni momenti piuttosto difficili quando un improvviso cambiamento dell’aria portò un grande cambiamento nel mio corpo malato. L’aria di questa jurta chiusa, sempre puzzolente, mista con l’odore acido del grasso di balena usato come combustibile da lampada, mi rendeva così debole che pensavo che l’ora della mia morte fosse suonata. Così, abbandonando il fuoco e il tè, chiamai il mio evangelista nella speranza di ricevere un po’ di aiuto da quest’uomo, un po’ più istruito, come avevo capito, degli altri nell’arte di guarire. Dopo essersi informato sul mio male, l’evangelista venne un po’ più tardi, si avvicinò al fuoco e, ordinandomi di alzarmi, mi disse prima di bere il mio tè. Mentre lo facevo, i Kamciadali portarono al centro della tenda una grande quantità di pelli di ermellino e di daino. Sentendomi un po’ rivitalizzato, ne chiesi il significato. L’evangelista, soddisfacendo la mia curiosità, mi disse:

“Prima di darvi la medicina io vi devo dire qualcosa di importante. Voi avete vissuto per due anni nella bassa Kamciatka, ma non conoscete nulla dei tesori di questa terra. Ecco – aprendo dei ramoscelli di betulla in cui erano avvolti un po’ di funghi – dei funghi che sono, posso dire, miracolosi. Crescono soltanto in una sola alta montagna vicina al vulcano, e sono le più preziose creazioni della natura”.

“Tenete presente signore – continuò l’evangelista – che le pelli portate dai locali io le ricevo come doni in cambio di questi funghi. Questi funghi hanno una qualità speciale e come sovrannaturale. Non soltanto aiutano l’uomo che li usa, ma gli permettono di vedere il suo futuro. Poiché siete deboli, dovrete mangiare un fungo; vi darà il sonno che vi manca”.

Sentendo così tante cose strane sui meriti di quel fungo, fui in dubbio per un bel po’ se dovessi farne uso. Tuttavia, il desiderio di recuperare la mia salute, e soprattutto di dormire, prevalsero sulle paure e così mangiai metà della mia medicina, che sortì subito il suo effetto, perché mi vinse il sonno.

I sogni vennero un dopo l’altro. Mi trovai come magnetizzato dai giardini più attraenti, dove il piacere e la bellezza sembravano l’unico principio. Fiori di differenti colori e forme e odori apparvero davanti ai miei occhi, e un gruppo di donne delle più belle, vestite di bianco, che andavano su e giù, sembravano impegnate nell’ospitalità di questo paradiso terrestre. Come se fossero compiaciute del mio arrivo, mi offrirono vari frutti, bacche e fiori. Questa delizia si protrasse per tutto il mio sonno, che fu di un paio d’ore più lungo del mio abituale riposo. Dopo essermi svegliato da un così dolce sogno, scoprii che questa delizia era un’illusione, ero deluso che fosse scomparso, come se fosse stato una felicità reale.

Queste impressioni resero piacevoli le poche ore che rimanevano prima della fine della giornata, avendo ricevuto un così seducente sostegno dal fungo miracoloso ed essendo stato anche fortificato dal sonno come non lo ero stato per lungo tempo, cominciai ad avere fiducia nelle sue qualità naturali (come il mio evangelista mi aveva consigliato di fare). Col sopraggiungere della notte, chiesi al mio medico un secondo aiuto. Egli era compiaciuto del mio coraggio, e subito portandomi l’offerta della sua amichevole benevolenza, mi diede un fungo intero. Mangiata questa dose più forte, mi addormentai profondamente in pochi minuti. Per diverse ore nuove visioni mi portarono in un altro mondo; mi sembrò che mi fosse ordinato di tornare sulla terra perché un prete potesse raccogliere la mia confessione. Questa impressione, sebbene nel sonno, era così forte, che mi svegliai e chiesi del mio evangelista. Era esattamente la mezzanotte e il prete, sempre sollecito nel rendere servizi spirituali, subito prese la sua stola e ascoltò la mia confessione con una gioia che non mi nascose.

Circa un’ora dopo la confessione, mi addormentai di nuovo e non mi sveglia per ventiquattro ore. E’ difficile, quasi impossibile, descrivere le visioni che ebbi in così lungo sonno; e, tra l’altro, ci sono altre ragioni che mi rendono riluttante a farlo. Ciò che notai in queste visioni e ciò che attraversai sono cose che sentii di aver visto o sperimentato tempo prima, ed anche cose che non avrei mai potuto immaginare nemmeno nei miei pensieri. Posso solo dire che, dal momento in cui divenni per la prima volta consapevole della vita, tutto quello che avevo visto davanti a me dal mio quinto o sesto anno, tutti gli oggetti e le persone che conobbi nel corso del tempo, e con cui ho avuto una qualche relazione, tutti i miei giochi, occupazioni, azioni, una dopo l’altra, giorno dopo giorno, anno dopo anno, in una parola l’immagine di tutto il mio passato fu presente ai miei occhi.

Riguardo il futuro, differenti immagini si susseguirono, che non avranno qui un posto speciale dal momento che sono sogni. Aggiungerei soltanto che, come ispirato dal magnetismo, mi incontrai con alcune sviste del mio evangelista e lo consigliai di approfondire questi argomenti, e notai che egli prendeva questi consigli quasi come la voce della Rivelazione.

Non fa per me arguire sull’utilità e l’influenza sulla salute umana di questo fungo miracoloso, però posso affermare che la sua utilità medica, se conosciuta da popoli istruiti, avrebbe guadagnato un posto tra i tanti noti rimedi della natura in materia di lotta contro le malattie dell’uomo. Si può negare che a dispetto della nostra vasta conoscenza (in rapporto alle nostre forze) esistano ancora innumerevoli fenomeni naturali su cui noi possiamo soltanto interrogarci? Si può mettere un limite alla natura al punto da delimitare le possibilità di indagini e scoperte della ricerca umana? Effetti innumerevoli di forze magnetiche recentemente scoperte, effetti che non possono essere individuati attraverso strumenti fisici né ad alcun livello precisati ulteriormente rispetto al corpo umano, sembrano riconciliare in qualche misura la controversia su questo fungo.

Ora è possibile che in questo sonno apportato dal fungo un uomo sia capace di vedere almeno qualcosa del suo reale passato e, se non il futuro, le sue relazioni presenti. Se si potesse provare che sia l’effetto che l’influenza del fungo non sono esistenti ma erronei, allora potrei smettere di difendere il miracoloso fungo della Kamciatka. Qualunque sia la natura e le qualità del suddetto fungo, devo confessare che il prenderlo ha avuto un effetto potente sulla mia mente, come una forte impressione sui miei sensi, così che passai da un certo livello di inquietudine all’ansia e alla tristezza. Questa credulità, avendo sempre il potere della fede, era basata prima di tutto sulla convinzione dell’evangelista che le mie visioni piene di verità erano un vero preavviso del cielo, e, in secondo luogo, sulla convinzione che mi veniva da dentro, quando più tardi percepii, da sveglio, la conferma di ciò che i sogni mi avevano predetto. Questo mi portò ad avere fiducia nella veridicità dei miei sogni sul futuro. Tuttavia, col passare del tempo, durante i miei viaggi questa fede cominciò ad allentarsi, e quando la sua influenza sulla mia mente terminò, una pace dell’anima tornò a me insieme a una salute migliore.

 

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