L’Amanita muscaria fra i Chukchi (Bogoraz)

The fly-agaric among the Chukchi (Bogoraz)

 

Da: Vladimir Germanovich Bogoraz, 1904-1909, The Chukchee, Memoir of the American Museum of Natural History, New York. Jesup North Pacific Expedition, Parts 1, 2, 3.  Traduzione dalla versione inglese in Gordon R. Wasson, 1968, Soma. Divine Mushroom of Immortality, HBJ, New York, pp. 273-278

La descrizione etnografica di Bogoraz sull’uso dell’agarico muscario è classicamente citata negli studi su questo fungo, pur essendo contaminata da una visione moralista-negativista dell’uso degli inebrianti; è opportuno tener conto che l’autore descrive i comportamenti di chi è sotto l’effetto dell’agarico muscario in maniera derisoria e che fa passare per rigorosa osservazione etnografica alcuni comportamenti poco attendibili.

(pp. 205-207) Inebrianti – L’agarico muscario è il solo mezzo di inebriamento scoperto dai nativi dell’Asia nord-orientale. Il suo uso è più comune nella tribù dei Koriaki, dato che l’agarico non cresce al di fuori delle foreste. Per il medesimo motivo, solamente i Chukchi del Pacifico meridionale – cioè quelli attorno all’Anadyr, al fiume Grande e al fiume Opuka – hanno a disposizione questo fungo inebriante. Non sono tuttavia paragonabili con i Koriaki per la passione per l’agarico.

Fino a tempi recenti i nativi d’origine russa dell’Anadyr partecipavano al consumo di questo inebriante, ma ora hanno quasi totalmente abbandonata questa pratica. Il motivo di questo cambiamento è dovuto al fatto ch’essi considerano la forte ebbrezza prodotta da questo stimolante come vergognoso per un Cristiano. Essi ritengono anche che il consumo dell’agarico muscario comporti qualche pericolo. In una persona non abituata al suo uso può causare perfino la morte.

L’astinenza dall’agarico muscario è notato anche fra i Kamchadal del nord e in qualche misura fra i Koriaki Marittimi della Kamchatka settentrionale, sebbene tutte queste popolazioni lo raccolgano assiduamente per commercializzarlo ai loro meno civilizzati vicini allevatori di renne.

Fortunatamente per le tribù che consumano l’agarico muscario, questo cresce solamente in certi luoghi e il rifornimento è spesso limitato. I funghi sono solitamente seccati e legati in gruppi di tre, essendo questo numero una dose media. Alcuni nativi naturalmente ne richiedono molto di più per produrre un qualche effetto.

L’inebriamento può essere seguito da malessere, o l’effetto postumo può essere molto lieve. Quando mangiati, i funghi sono ridotti in piccoli pezzi che vengono masticati uno ad uno e ingeriti con un poco d’acqua. Fra i Koriaki la donna mastica il fungo e offre il bolo così preparato a suo marito per ingerirlo.

A volte sono stato testimone dell’evoluzione dell’ebbrezza dell’agarico muscario. I sintomi sono analoghi a quelli prodotti dall’oppio o dall’haschish.

L’ebbrezza sopraggiunge piuttosto improvvisamente in circa un quarto d’ora dopo la consumazione dei funghi. Solitamente la persona rimane sveglia; ma i nativi affermano che se una persona si addormenta immediatamente dopo aver mangiato i funghi, questi avranno maggiore effetto, e in breve tempo egli si risveglierà completamente sotto la loro influenza. L’ebbrezza ha tre stadi. Nel primo la persona si sente piacevolmente eccitata. La sua agilità aumenta e mostra un vigore fisico più del normale. I cacciatori di renne del medio Anadyr mi dissero che prima di mettersi in canoa per seguire gli animali, essi mangiano l’agarico poiché ciò li rende più agili nella caccia.

Uno dei miei viaggiatori nativi, dopo aver preso l’agarico, lascerebbe da parte le sue scarpe da neve e camminerebbe attraverso la neve spessa per diverse ore accanto ai suoi cani, per il puro piacere dell’esercizio e senza alcuna sensazione di fatica.

Durante questo periodo il mangiatore di agarico canta e danza. Egli frequentemente scoppia in sonore risate senza alcuna ragione apparente. E’ uno stato di completa rumorosità gioviale. Il suo viso acquista un colorito più scuro e si contrae nervosamente; i suoi occhi sono contratti e quasi fuori dalle orbite; la bocca è raggrinzita, si spalanca o si espande in un grande sorriso.

Istanti del secondo stadio spesso si presentano presto, poco dopo che appaiono visibili le prime tracce dell’ebbrezza; in realtà, tutti i tre stadi sono frequentemente mescolati fra loro. Ciò è osservabile particolarmente fra gli anziani inveterati mangiatori di agarico. Durante il secondo stadio, la persona inebriata ode strane voci che gli comandano di svolgere azioni più o meno incongrue; egli vede gli spiriti dell’agarico muscario e parla con questi. Tuttavia egli riconosce ancora gli oggetti circostanti e quando gli si parla è in grado di rispondere. Tutto gli appare aumentato di dimensione. Ad esempio, quando entra in una stanza e oltrepassa la soglia rialzata, alza i suoi piedi eccessivamente; il manico di un coltello gli appare così grande che lo afferra con entrambe le mani.

Gli spiriti dell’agarico muscario hanno un’apparenza esterna simile a quella dei funghi, e il mangiatore di agarico si sente spinto a imitarli. Ad esempio, ho visto un uomo afferrare improvvisamente una piccola borsa stretta e metterla con tutto ciò che poteva sulla sua testa, cercando di sfondarne il fondo. Egli stava evidentemente imitando il fungo che fuoriesce dal terreno. Un altro camminò con il collo ritratto e diceva a chiunque che non aveva testa. Piegava le ginocchia e si muoveva molto velocemente, ruotando velocemente le braccia. Ciò per imitare gli spiriti dell’agarico muscario, che si ritiene non abbiano collo né gambe, bensì corpi cilindrici corpulenti che si muovono ruotando su se stessi.

Agli spiriti dell’agarico muscario piace tirare scherzi agli uomini quando sono sotto la loro influenza. Essi chiedono si faccia loro omaggio o agli oggetti circostanti – le colline, il fiume, la luna, ecc.; mostrano alcuni oggetti sotto un aspetto illusorio. Quando viene loro chiesto il perché di questo strano cambiamento, gli spiriti rispondono che ciò preannuncia pericolo alla vita dell’uomo fino a che egli non faccia riverenza in un modo particolare. Per illustrare: un uomo ebbro, mentre parlava con me abbastanza ragionevolmente, improvvisamente balzò da una parte e, cadendo sulle ginocchia, esclamò: “Colline, come state? Vi saluto!” Quindi si alzò e, guardando la luna piena, chiese: “O Luna! Perché stai calando così velocemente?” Egli mi disse che gli spiriti avevano riposto “Anche la tua vita si accorcerà, fino a che non mostrerai alla luna le tue natiche nude”. E così fece, dopo di che, riprendendo velocemente i suoi sensi, si mise a ridere per le sue azioni folli.

Nel terzo stadio l’uomo è inconsapevole di ciò che lo circonda, ma è ancora attivo, camminando o ruzzolando sul terreno, a volte delira e rompe tutto ciò che gli capita fra le mani. Durante questo tempo gli spiriti dell’agarico lo portano attraverso vari mondi e gli mostrano strane visioni e genti. Quindi sopravviene un sonno pesante, che dura molte ore, durante le quali è impossibile svegliare il dormiente.

Quanto tenaci siano gli ordini degli spiriti è mostrato dal seguente esempio di un uomo che, quando era sul punto di coricarsi, gli fu ordinato di giacere nel mezzo del suo gruppo di cani. Nonostante ch’egli venisse aggredito dai cani, non fummo in grado di separarlo da questi. Egli riuscì infine nell’intento di stare insieme ai cani per tutta la notte. Al risveglio, seguono una generale debolezza e un pesante mal di testa, accompagnati da nausea e spesso da un vomito violento. Lo stato d’ebbrezza può essere rinnovato con un solo fungo. In tal modo i mangiatori inveterati di agarico mantengono la loro ebbrezza giorno dopo giorno.

Bere l’urina di uno che ha recentemente mangiato l’agarico muscario produce lo stesso effetto del fungo ingerito. La passione per l’ebbrezza diventa così forte che la gente spesso fa ricorso a questa fonte quando non è disponibile l’agarico. Apparentemente senza avversione, essi passano anche questo liquore di mano in mano nelle loro ordinarie tazze da tè. L’effetto è considerato meno forte di quello dei funghi.

Ho già parlato della quantità di commercio di liquori forti portati sino alla Siberia nord-orientale. I Chukchi, come altri abitanti della regione, sono bramosi nella possibilità di bere liquori. In tutti i miei viaggi in queste regioni ho incontrato solamente in due luoghi gente che non conosceva i liquori forti. In un caso si trattava di alcuni Koriaki Marittimi che vivevano in piccoli villaggi sul confine settentrionale del distretto della Kamchatka. Questa gente era lontano dalle città della Kamchatka e dagli insediamenti commerciali del Gishiginsk. Allo stesso tempo, essi erano così poveri che nessuno pensava di portar loro dei liquori. L’altro caso era quello dei Kerek della costa meridionale della baia di Anadyr.

(p. 282) Così, per esempio, i funghi inebrianti della specie agarico muscario sono una “tribù separata” (ya’nra-va’rat). Sono molto forti e quando spuntano fuori alzano sopra ai loro cappelli i pesanti tronchi degli alberi e li spaccano in due. Un fungo di questa specie cresce attraverso il cuore di una pietra e la rompe in frammenti minuti.

I funghi sembrano inebriare gli uomini in strane forme in qualche modo associate alle loro forme reali. Uno, per esempio, sarà un uomo con una mano e un piede; un’altro avrà un corpo senza forma. Questi non sono spiriti, ma gli stessi funghi. Il loro numero dipende dal numero di funghi consumati. Se un uomo ha mangiato un fungo, egli vedrà un solo uomo-fungo; se ne ha mangiati due o tre, egli vedrà un numero corrispondente di uomini-fungo. Questi lo afferrano per le braccia e lo portano attraverso il mondo intero, mostrandogli alcune cose reali, e illudendolo con molte apparizioni irreali. I percorsi che seguono sono molto intricati. Essi si dilettano nel visitare i luoghi dove vivono i morti. Queste idee sono illustrate in un disegno (fig. 10) eseguito da un Chukcho.

Bogoraz

Fig. 10

(pp. 322-323) Si ritiene che il tuono sia prodotto dal passaggio dell’uccello del tuono. Altri lo attribuiscono al rumore rapido fatto da ragazze che suonano su una pelle distesa di foca. La pioggia è l’urina di una delle ragazze. In un racconto, il fulmine è descritto come un uomo con-un-solo-lato che trascina sua sorella con-un-solo-lato per il piede. Essa è inebriata con agarico muscario. Il rumore causato dalla sua schiena che colpisce il pavimento del cielo è il tuono, la sua urina la pioggia. L’ossidiana è considerata la pietra del tuono, che cade dal cielo in palle rotonde, o anche in punte di freccia intagliate grossolanamente. Forse l’idea di punte di freccia di pietra che cadono dal cielo, così comune nel Vecchio Mondo, è preso in prestito dai Tungusi o dai nativi di origine russa.

I funghi inebrianti formano una “tribù separata” (ya’nra-va’rat). Abbiamo già notato che questi sono molto forti e che, quando nascono dalla terra, possono rompere un grande tronco d’albero, o frantumare una roccia. Appaiono agli uomini inebriati in strane forme. In un disegno (fig. 10) sono rappresentate le tracce di un uomo che viene portato in giro dai funghi. Egli pensa di essere una renna, quindi viene “sommerso”, e dopo un poco esce avanzando sotto la medesima idea. Il percorso associa tutti gli uomini e tutte le bestie viste durante la trance.

(p. 414) Ho visto uno sciamano che cercava di far riprendere i sensi a una donna ammalata che era caduta in una profonda estasi. Per fare ciò si mise a battere il tamburo il più forte possibile. Quindi pretese di estrarre qualcosa dal tamburo e di ingerirlo in fretta. Immediatamente dopo, sembrò sputarlo fuori sul palmo della mano, e poi nel modo più veloce possibile pretendeva di svuotare il suo palmo sopra alla testa della paziente. Dopo di che si mise a borbottare e a farfugliare sulla testa della paziente. Con lo scopo di prevenire l’abbandono dell’anima, egli soffiava nel palmo della mano e quindi applicava il palmo sul petto della paziente. A intervalli pretendeva di succhiare via la fonte della sofferenza dalla sua testa. Per questo eseguiva movimenti di risucchio con la bocca a una certa distanza dalla sua testa. Di tanto in tanto faceva smorfie e pretendeva di essere soffocato, evidentemente con il motivo di mostrare che qualcosa di cattivo era entrato nella sua bocca. Alla fine sputò violentemente e iniziò di nuovo l’intero procedimento.

Dalle mie osservazioni sono venuto a conoscenza che un vero insetto viene talvolta usato nei trattamenti di questo tipo. Questo è portato vicino al petto o alla testa del paziente, e quindi svanisce, abilmente allontanato dallo sciamano, che pretende che sia in realtà entrato nel corpo.

(p. 148) [Indovinello chukcho] “Ho mal di testa. Sto sanguinando dal naso. Ferma il mio sanguinamento dal naso! …. Che cos’è?” Risposta: “l’agarico muscario”. Spiegazione: il consumo di agarico muscario provoca, dopo che l’ebbrezza è passata, un violento mal di capo, che può essere alleviato con una nuova dose della medesima droga.

 

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