Il quinto pulque

The fifth pulque

 

Continuando la dissertazione sul pulque delle popolazioni messicane, nel racconto in parte etnostorico e in parte mitologico della peregrinazione del popolo dei Mexica (gli Aztechi), dalle regioni nordiche del Messico al luogo dove fondarono Tenochtitlan, la futura capitale del loro impero sulle cui rovine si estende ora Città del Messico, è riportata l’invenzione della bevanda inebriante del pulque. Una donna di nome Mayáhuel scoprì il procedimento della perforazione della pianta del maguey (Agave sp.) per farne fuoriuscire la linfa (chiamata aguamiel), mentre un uomo di nome Patécatl scoprì il metodo di rafforzare la bevanda mediante l’aggiunta di additivi vegetali. Queste figure furono in seguito divinizzate ed entrarono a far parte del complesso pantheon degli dei aztechi. Si veda Il pulque nei periodi preispanici.

Bernardino de Sahagún (X, XXIX, 12, 121), uno dei cronisti spagnoli che descrissero la storia della peregrinazione dei Mexica, prosegue la narrazione riportando che, subito dopo l’elaborazione del primo pulque sul monte Popozonaltépetl, i suoi inventori vi organizzarono un banchetto a cui fu invitata tutta la popolazione. Ad ognuno dei convitati furono versate quattro tazze di pulque, evitando di mescere la quinta, onde evitare l’ubriachezza generale.

In questo passo è presente un importante concetto della cultura nahua sui limiti dell’ebbrezza socialmente accettata; il numero quattro è direttamente associato alle quattro direzioni spaziali della cosmografia nahua e il superamento delle quattro tazze di pulque, rappresentato dal quinto pulque, il macuiloctli, era indice di un’ubriachezza insana. Più in generale presso diverse popolazioni autoctone americane il numero cinque è simbolo dell’esagerazione e dell’eccesso.

Sahagún (X, XXIX, 12, 122) riporta che, nel corso del medesimo banchetto, il principe dei Cuextechi volle bere il quinto pulque e per questo si ubriacò giungendo a denudarsi di fronte a tutti. Appena si rese conto di ciò, il principe fu sopraffatto dalla vergogna e fuggì con il suo popolo.

Il motivo della denudazione a seguito dell’ubriachezza alcolica è diffuso presso diverse culture umane; basti qui ricordare il passo biblico in cui Noè, dopo essere sceso dall’arca che lo salvò insieme a tutti gli animali dal diluvio universale, si ubriacò col vino ottenuto dalla vigna che aveva piantato; in seguito alla sua ubriachezza si denudò e i suoi figli lo coprirono con un mantello (Genesi, 9, 20-23).

Tornando al macuiloctli, il quinto pulque, Sahagún (X, XXIX, 12, 125) riporta che la popolazione dei Cuextechi era nota per essere particolarmente dedita all’ubriachezza, per via di quell’atto originale del loro principe che sul monte Popozonaltépetl bevve il quinto pulque; ciò diede origine ai modi di dire “quel tale ha bevuto il quinto pulque” o “hai bevuto il quinto pulque?”, in riferimento a comportamenti umani bizzarri o deliranti.

Il tema del quinto pulque è pure presente in un passo degli Annali di Cuauhtitlan, che fanno parte del cosiddetto Codice Chimalpopoca (Anonimo, -1570), un documento post-cortesiano datato attorno al 1558-1570, noto anche come Historia de los Reynos de Colhuacan y de México. Questo documento tratta eventi etnostorici databili fra il 635 e il 1519 d.C. Il passo in questione fa parte della storia di óatl, qui inteso come un uomo, un principe-sacerdote che governava sui Toltechi. Essendosi rifiutato di fare sacrifici umani, come richiestogli da avversari religiosi, questi, rappresentati dalle figure di “stregoni” di Tezcatlipoca (nelle vesti di Huitzilopochtli), Ihuimécatl e Toltécatl (quest’ultimo uno degli dei del pulque), decisero di insidiargli il trono, con lo scopo di promuovere la caduta di Tula. Si accordarono quindi per ubriacarlo con il pulque. Dopo essere riusciti ad entrare nel palazzo ove risiedeva Quetzalcóatl, lo convinsero a bere la spumosa bevanda in quantità sufficiente per ubriacarsi, cioè raggiungendo la quantità di cinque tazze. I tre “stregoni” fecero quindi ubriacare anche tutti i cortigiani, compresa Quetzalpétatl, la sorella di Quetzalcóatl. In seguito a ciò, Quetzalcóatl fu preso dallo sgomento e dalla vergogna per ciò che aveva fatto e fuggì via, intraprendendo un viaggio che terminò raggiungendo il mare e bruciandosi in un rogo; dopo la sua morte si trasformò nella stella del mattino.1 Questa storia è raccontata anche da Sahagún (III, IV), dove tuttavia non si precisa la quantità di pulque bevuta da Quetzalcóatl e non viene fatto riferimento al quinto pulque. Si veda il racconto per esteso in L’ubriachezza di Quetzalcóatl.

Come considerazione a latere del tema qui esposto, ritroviamo Tezcatlipoca coinvolto con il pulque in un altro racconto mitologico riportato nella Relación de Meztitlán del 1579 di Gabriel de Chávez: il dio del pulque Ome Tochtli era preoccupato poiché la sua bevanda provocava la morte di coloro che la bevevano. Richiese quindi l’aiuto di Tezcatlipoca, il quale sacrificò Ome Tochtli. Poco dopo il dio del pulque resuscitò e da allora gli uomini si possono ubriacare senza pericolo. Vediamo quindi Tezcatlipoca  rendere il dio del pulque immortale, allo stesso modo in cui contribuì alla futura rinascita di Quetzalcóatl come stella del mattino ubriacandolo col medesimo pulque (Graulich & Olivier, 2004: 137-8).

Texcatlipoca offre pulque a Quetzcalcoátl. Codice Fiorentino, lib. 3, f. 12r

Il concetto delle quattro tazze di pulque come limite massimo per una bevuta “sana” della bevanda non sembra essere stata una prerogativa della cultura nahua. Vi sarebbero riferimenti a tal riguardo, sebbene non espliciti, nel testo basilare della cultura tarasca (purepecha), la Relación de Michoacán, frutto di un autore rimasto anonimo ma ben inserito nel contesto culturale dei Purepechi. Nel capitolo XVI, Parte II, che tratta della prima moglie di Taríacuri, cazonci (re-sacerdote) dei Purepechi, due uomini le diedero da bere sino ad ubriacarla, per poi approfittarne sessualmente. Nel testo è letteralmente riportato che “le diedero da bere ogni quattro volte”. In un altro passo (Capitolo XXVI, Parte II), è descritta la decisione di Taríacuri di far uccidere suo figlio Curátame poiché era diventato un ubriacone. Inviati a tale scopo dei sicari, questi avvicinarono Curátame con lo scopo di ubriacarlo e quindi di ucciderlo: “gli diedero da bere quattro tazze, e poi altre quattro, ed egli si ubriacò”. Pur non essendo esplicitato in forma aperta, in questi casi di “bere ogni quattro volte” o di mescere quattro più quattro tazze di pulque sembra riflettere il concetto di superamento del limite delle quattro tazze come prova dello stato di ubriachezza.

Dalla documentazione riportata dagli autori del periodo della Conquista, pur in maniera confusa, si evincerebbe un secondo significato da ascrivere al macuiloctli, il “quinto pulque”: non come la quinta tazza della medesima bevanda, bevuta successivamente alla quarta e alle precedenti, bensì come un particolare tipo di pulque, dalla formula probabilmente mantenuta segreta, utilizzato dalla casta prelatizia in determinati cicli rituali. Si veda Il problema degli additivi del pulque.

Il concetto di limite di quattro tazze di pulque oltre il quale v’è il bere smodato e socialmente inaccettabile ricorda quello simile presente presso la cultura greca del limite di tre crateri di vino miscelato. Il cratere era il recipiente dove il vino puro veniva miscelato con acqua secondo determinate proporzioni, 2:3, 3:2, 2:1 fra acqua e vino (Catoni, 2010: 28). Nella catalogazione proposta da Eubulo e riportata da Ateneo (Deipnosofisti, II, 36b, rip. in Lissargue, 1989: 56) si evince la profonda conoscenza che i Greci avevano nei confronti dei diversi gradi dell’ebbrezza alcolica:

“Per gli uomini assennati io mescolo tre crateri:

il primo che essi bevono è per la salute,

il secondo per il piacere e il desiderio,

il terzo per il sonno.

Bevuto questo, i saggi convitati si accingono a tornare a casa.

Il quarto cratere non appartiene più alla nostra influenza, ma alla violenza,

il quinto al frastuono,

il sesto alla processione bacchica,

il settimo agli occhi pesti,

l’ottavo è per il testimone d’accusa,

il nono per la collera,

il decimo fa uscire di senno.”

Presso i Greci il luogo del bere collettivo per eccellenza era il simposio, dove partecipavano solo uomini ed eventuali efebi o prostitute e suonatrici, ma non le altre donne della società. Bere vino puro, “bere come uno Scita”, era considerato immorale e in un qualche modo “selvaggio” (Samorini, 2012).

Si veda Il problema degli additivi del pulque.

 

Note

1 Nella versione data da Sahagún (III, IV, 6), prima di ubriacare Quetzalcóatl, Tezcatlipoca gli presagì che sarebbe tornato a Tula sotto l’aspetto di un bambino (si veda L’ubriachezza di Quetzalcóatl). Graulich & Oliver (2004: 137) hanno ipotizzato che il pulque fosse ritenuto ringiovanire o addirittura contribuire alla rinascita. Stresser-Péan (1971: 597) ha riportato che il dio huasteco della terra e del tuono era anche il dio dell’ubriachezza ed era capace quando ubriaco di tornare giovane.

Si vedano anche:

Il maguey e il pulque

– Il pulque nei periodi preispanici

– Il problema degli additivi del pulque

– Il pulque nei periodi coloniali

– La classificazione dei maguey di Hernández

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ANONIMO, 1989 (1541?), Relación de Michoacán, Historia 16, Madrid, cur. Leoncio Cabrero.

ANONIMO, 1992 (1558-1570), The Codex Chimalpopoca, The University of Arizona Press, Tucson, cur. John Bierhost.

CATONI MARIA LUISA, 2010, Bere vino puro. Immagini del simposio, Feltrinelli, Roma.

GRAULICH MICHEL & GUILHEM OLIVIER, 2004, Deidades insaciables? La comida de los dioses en el México antiguo, Estudios de Cultura Nahuatl, vol. 35, pp. 121-155.

LISSSARGUE FRANÇOIS, 1989, L’immaginario del simposio greco, Laterza, Bari.

SAHAGÚN fray BERNARDINO, 1985 (-1577), Historia General de las Cosas de Nueva España, Editorial Porrúa, México D.F., cur. Ángel María K. Garibay.

SAMORINI GIORGIO, 2012, Il pulque delle popolazioni messicane. Dalle origini ai periodi coloniali, Triana Ediciones, Sevilla.

STRESSER-PÉAN GUY, 1971, Ancient sources on the Huasteca, Handbook of Middle America Indians, vol. 11, pp. 582-602.

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